Calde notti estive accompagnate da un fievole ronzio e da un forte prurito? Come evitare le fastidiose punture? YURY Quark vi porta a fare la conoscenza dell’insetto più odiato delle nostre città con il secondo capitolo della rubrica Fauna Town: “Qualcuno vuole il tuo sangue”. Ecco come Batman ci può salvare da Dracula.

 

La zanzara fa parte dell’ordine dei ditteri, ovvero tutti quegli insetti con due ali vere e proprie e altre due trasformate in comodi bilancieri per migliorare il volo. La famiglia è quella dei Culcioidei dove troviamo 3500 specie di cui 62 popolano stabilmente del nostro paese.

Questi insetti vivono tra le due e le tre settimane e in questo lasso di tempo completano il loro ciclo biologico. Tutto ha inizio da un uovo deposto in un ambiente acquatico che può schiudersi nel giro di una settimana con una temperatura di 25°C e dare vita alle larve. Queste attraversano quattro età per poi metamorfosare in pupe, uno stadio che dura circa 48 ore, al termine delle quali lasciano posto allo stadio adulto definitivo con la classica morfologia che noi tutti ben distinguiamo.

Una volta zanzare fatte e finite comincia subito l’accoppiamento e, dopo che questo è avvenuto, le femmine cominciano a cercare dei pasti di sangue per nutrire al meglio la loro covata che conterà circa 100 uova, deposte in luoghi scuri, umidi o acquitrinosi.

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Molti ormai sanno che solo le zanzare femmina si nutrono del nostro sangue, mentre i maschi, riconoscibili perché più grandi, non usano farlo. È corretto, ma spesso erroneamente si scambia la zanzara maschio con la tipula, altro dittero che è volgarmente chiamato “zanzarone“, ma che con le zanzare non ha nulla a che fare, essendo anche due o tre volte più grande.

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Per quanto riguarda la puntura, provata probabilmente da tutto il genere umano, la zanzara dispone di sette stiletti ospitati a riposo nel labbro inferiore, anch’esso, come tutte le appendici boccali dei Ditteri Culicidi, di forma allungata e stilettiforme. Questa specie di proboscide concava dorsalmente, non penetra nei capillari della vittima, ma rimane all’esterno piegata a gomito, lasciando trafiggere la cute della preda dagli stiletti, che vi iniettano quella saliva che dà la ben nota reazione pruriginosa. Certo una bella seccatura, ma è anche vero che inizialmente il liquido che la zanzara ci inietta agisce da anticoagualnte e aggiunge un effetto rubefacente che stimola l’afflusso sanguigno nei capillari.

Nella città di Genova come in molte altre città italiane troviamo il genere Culex di cui fa parte la zanzara comune o domestica, Culex pipiens, che però non è protagonista delle nostre notti insonni come la sottospecie Culex molestus, zanzara domestica prettamente urbana che si è abituata a deporre le uova in ambienti putrescenti.

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Sicuramente più famigerata è Aedes albopictus ovvero la “zanzara tigre“, originaria delle foreste tropicali e arrivata sino a noi portando con sé numerosi problemi sanitari. Infatti è stata vettore della chikungunya, malattie febbrile virale che ha colpito numerose persone e per la prima volta in Europa nel 2007 nella provincia di Ravenna.

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In città le zanzare vengono attratte dai copertoni lasciati all’aperto, neri e dove si può raccogliere acqua piovana ricordano probabilmente un comodo antro umido dove poter deporre le uova, ed è proprio grazie al commercio di copertoni che la zanzara tigre è approdata a Genova a partire dal 1990. Oramai però è distribuita in quasi tutte le province italiane.zanza tiger in italy

I programmi di lotta alle zanzare devono tenere conto delle varie legislazioni e del rapporto costo-efficacia a cui si va incontro. Come detto nella prima puntata di Fauna Town dedicata ai ratti, il metodo migliore per combattere organismi infestanti è la bonifica ambientale prima di tutto, seguito poi da protocolli di sorveglianza dei focolai trovati, in modo che le popolazioni non esplodano, evitando quindi sottovasi pieni d’acqua o non lasciando tombini scoperti per far si che le zanzare non vi depongano le uova: piccole accortezze che tutti noi possiamo attuare.

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Oltre a combattere le zanzare con prodotti chimici, esistono poi anche i metodi di lotta biologica. Si può infatti favorire l’impiego di piante repellenti per le zanzare, come ad esempio il Leptospermum liversidgei o il Cymbopogon citratus. Si può anche favorire la presenza di uccelli insettivori o di altri predatori specializzati come i pipistrelli.

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Non a caso, un gruppo di ricercatori dell’Università di Firenze ha distribuito a prezzo di costo delle bat-box, ovvero dei rifugi per i chirotteri (pipistrelli), in modo da incentivare la loro presenza. Questa iniziativa è stata approvata da molti comuni, specialmente in Pianura Padana, che hanno attrezzato i luoghi pubblici con le bat box: i pipistrelli sono infatti incredibili insetticidi naturali, capaci di predare singolarmente sino a 1000 zanzare a notte.

Per proteggere le nostre città dall’assalto delle zanzare ancora una volta la chiave è l’ambiente, ognuno può fare una piccola parte per evitare un’estate pruriginosa e a base di Autan.

Bat-Box anti-zanzare: fatti amico un pipistrello ultima modifica: 2014-07-11T20:39:24+00:00 da Filippo Schiavone