Katy_Perry-Roar_videoUno degli aspetti più tristi del mondo della musica di oggi è quanto poco conti se gli artisti siano in grado oppure no di suonare e cantare dal vivo. Prendiamo un esempio a caso, utilizzando Youtube. “Roar” di Katy Perry eseguita live conta un totale di 3,5 milioni di visualizzazioni, sommando la dozzina di filmati di buona qualità presenti sul portale. La versione registrata in studio, sommando il video ufficiale e quello “lyrics”, a oggi è stata cliccata circa 715 milioni di volte. Sarà che nel costosissimo video lei è mezza nuda nella giungla, ma per quanto sia un bello spettacolo non provate a convincermi che questo giustifichi una tale sproporzione. Anche perché quanto canta dal vivo non lo fa vestita da bibliotecaria, ve lo assicuro.

Potrei farvi altri mille esempi, il rapporto visualizzazioni tra versioni live/studio è praticamente identico. Anche in sfere più rock, il gap si assottiglia ma rimane enorme. E allora abbiamo pensato, perché non mettere in vetrina un po’ di esibizioni live come si deve, così magari si dà anche un orecchio e un occhio all’abilità dei performer? E perché non farlo alla vecchia maniera, con classifiche settimanali a tema? Ecco la mia prima, personalissima, YURY LIVE CHART!

Tema: “big classics, great crowds”. Classiconi, non necessariamente i più belli, i più difficili o i meglio suonati. Ma quelli in cui il pubblico è talmente partecipe e infiammato da essere usato come strumento dalla band. Ecco la top 5, direttamente dalla mia memoria, pescando da quello che il web ci offre.

 

5 – Rolling Stones – You Can’t Always Get What You Want (Rio De Janeiro, Brasile, 2006)

Una piccola concessione alla storia. Non sono mai stato un fan sfegatato dei Rolling Stones, ma di fronte a un concerto da 1,5 milioni di persone a Copacabana, probabilmente la delle location più suggestiva del mondo, non posso fare altro che inchinarmi. Mick Jagger tiene il palco come se stesse suonando a una festicciola di paese.

4 – Depeche Mode – Enjoy The Silence (Barcellona, Spagna, 2010)

Dave Gahan ha ricominciato a cantare il ritornello della sua canzone più famosa solo dall’ultimo tour, appena terminato. Per tantissimi anni, ha lasciato fare al pubblico, ballando sul palco con il suo stile inconfondibile, con un’espressione a metà tra uno stato di trance e uno di chi sa di fare la cosa più bella del mondo.

3 – U2 – Elevation (Milano, Italia, 2005)

Stadio San Siro, seconda data su due sere. Bono parla in italiano: “Ieri sera il primo appuntamento, stasera facciamo l’amore”. The Edge suona l’intro in loop, la gente risponde immediatamente e accompagna con la voce, pronta a esplodere. La vecchia volpe di Bono capisce la situazione e temporeggia: prende in prestito un po’ d’acqua, fa foto, continua a parlare. “Sono irlandese, non so ballare. Insegnatemi voi”. Le braccia dei quasi 140mila spettatori accompagnano la prima strofa, cantata con il solo accompagnamento della chitarra effettata dell’intro. Arrivati a “E-le-va-tion”, la gente salta in piedi, ma basso e batteria non entrano. Bono se la ride. “Non c’è niente di male a flirtare un po’…”. Seconda strofa, sempre solo chitarra e voce, ma stavolta, dopo 3 minuti e mezzo di preliminari, si può finalmente saltare in aria…

2 – Foo Fighters – My Hero (Londra, Inghilterra, 2008)

Non c’è moltissimo da dire. A 4 minuti e 10 secondi, la sensazione più incredibile che un essere umano possa mai provare. Camminare su una passerella tra 86mila persone completamente ai tuoi piedi, nate a migliaia di chilometri di distanza da dove sei nato tu, sentendole cantare a squarciagola un ritornello che hai scritto anni prima. Tutto questo a Wembley, il numero 1 degli stadi, quando si parla di musica. Maledetto, maledetto Dave Grohl.

1 – Iron Maiden – Fear Of The Dark (Buenos Aires, Argentina, 2008)

Non sono un vecchio metallaro, ho i capelli corti e mi vesto come una persona normale. Ma da quando ho iniziato a conoscere seriamente tutta la musica, una decina di anni fa, ci sono certe canzoni che posso ascoltare solo in versioni dal vivo. Più di tutte, questa, che credo di aver sentito al massimo due volte dal disco originale. Dite quello che volete, ma è un fatto incontrovertibile: il pubblico sudamericano è caldo, energico e appassionato come nessun’altro. E con l‘heavy metal si esalta. 6 arzilli ultracinquantenni scozzesi che infiammano 100,000 argentini di tutte le età, soprattutto ragazzi. Battete questa.

YURY Live Chart – Grandi classici, grandi folle ultima modifica: 2014-09-29T21:11:29+00:00 da Mattia Cutrone