Sono tornate di moda le classifiche. Film, libri, dischi, canzoni, persino calciatori che ti hanno cambiato la vita, su Facebook non si parla d’altro. Sarebbe troppo facile saltare su un carro così pieno di persone. E infatti lo facciamo alla grande. Ma in un modo del tutto particolare: YURY Live Chart, puntata 3. Una selezione di meravigliose voci femminili, che hanno cercato e cercano di preservare il proprio stile, prima di tutto.

 

Esiste uno strumento musicale che non passa mai di moda. Nessun orecchio, nessun momento sarà sbagliato per ascoltarlo. Si trova regolarmente nelle parti alte delle classifiche dei singoli più venduti in ogni parte del mondo e tra le richieste di passaggi in radio. Lo si sente nelle finali di ogni talent show, è il più adatto per le ospitate nei varietà televisivi. Se dovessi mettere d’accordo un pubblico eterogeneo assetato di musica, è senz’altro quello che userei per cercare di accontentare tutti. Sto parlando della voce di donna.

L’incredibile quantità di nuove proposte sfornate dalle case discografiche, le quali non esitano a servirsi dei canali preferenziali diretti verso la commercializzazione estrema (auto-provini su youtube, x factor, eccetera), non sembra intaccare il mercato delle note. La cantante con la bella voce, sia essa reale o computerizzata, vende sempre. Poco importa se intoni le composizioni di altre persone o se sia autrice dei suoi brani, è un parametro che interessa una percentuale irrisoria rispetto al totale dei potenziali ascoltatori. La conseguenza di un simile trend è logica: l’originalità è diventata merce rarissima.

La possibilità di scambio di persona è più o meno alta a seconda di dove ci si trova, ma è in fase di degenero in tutti i mercati discografici “evoluti”, quelli del mondo occidentale, per intenderci. Preservare, ricercare e soprattutto promuovere l’unicità non frutta quanto la ripetizione della formula vincente. In America come nel Regno Unito, e ovviamente soprattutto da noi. Se accendiamo una radio locale sentiamo cantanti per gran parte riconducibili l’una all’altra. All’orecchio suonano uguale, parlano delle stesse cose, si fa fatica a distinguere le voci persino sapendo i nomi, perché si somigliano pure quelli. Nell’era dei talent e dei reality show, i cognomi sono stati eliminati.

Esagero? Forse. Ma il concetto non cambia. E non si tratta solo di una questione di scrivere ciò che si canta, essere autrice oltre che performer. Come dimostrerò più avanti, di fronte a un ugola davvero unica e speciale, non c’è il tempo e nemmeno la voglia di discutere su chi abbia composto cosa e per chi, le note ti conquistano senza condizioni. Il problema è l’omologazione. L’offerta musicale di oggi presenta un’accozzaglia di belle voci, tanti ingredienti quasi uguali in un mega impasto di pop commerciale, dove non sembra contare più tanto sviluppare un proprio stile, mostrare carattere. Se anche una giovane musicista si propone come qualcosa di diverso dal solito, viene presto normalizzata da chi la gestisce. O peggio, ne si esaspera il personaggio extra-musica.

Ecco perché vorrei presentarvi 5 esempi, i miei favoriti, di stile in una voce di donna. Attenzione: non è una graduatoria delle migliori voci in assoluto nella storia, altrimenti bisognerebbe andare troppo indietro nel tempo e la lista sarebbe fortunatamente lunga. Non avrei comunque la presunzione di stilare una classifica simile, nessuno può e dovrebbe farlo. Se non trovate qui la vostra preferita, non significa che sia più scarsa o meno stilosa di queste 5 donne. Che se potessero parlare alle milioni di aspiranti dee del microfono in giro per il mondo, gli direbbero di cercare la propria voce, unica e irriproducibile. Non di cercare di imitarle.

5 – Lisa Hannigan – Ocean And A Rock

Lo so, vedere un nome sconosciuto in un elenco di star planetarie sembra un po’ forzato, anche se “What’ll I Do”, forse una delle sue peggiori canzoni ma senz’altro la più facile, ha avuto un discreto successo in Italia. Considero Lisa Hannigan un simbolo delle tantissime artiste che per quanto poco possano piacere alle case discografiche tengono alta la bandiera delle cantautrici, senza svendersi o snaturarsi. Vederla dal vivo è un’esperienza magnifica, ve lo assicuro. Canzoni mai banali, classe cristallina nel cantare e suonare. Una donna irlandese del primo ‘900, inserita alla perfezione nel nostro tempo.

4 – Pink – Piece Of My Heart

A buonissimo intenditore, pochissime parole. Nel video seguente, una buona autrice di hit e una delle più incredibili voci del panorama odierno, che canta una meravigliosa canzone, scritta da altri.

3 – Skunk Anansie – Secretly

Skin è la frontwoman più cool del mondo, non ci sono tanti altri modi per descriverla. Trasgressiva, arrabbiata, capace di fare stage-diving e andare a pogare in mezzo alla folla per poi esibirsi con un garbo e una classe che lasciano basiti. Qui canta, in versione acustica, il mio pezzo preferito di una band largamente sottovalutata, che l’ha aiutata a esprimersi al meglio. La qualità dei dischi da solista infatti, rispetto a una canzone come Secretly, è decisamente inferiore. Che dite, difficilotta?

2 – Whitney Houston – All The Man I Need

Torniamo a un punto precedente. Ci sono casi rarissimi in cui una cantante può aver scritto lo 0,1% delle sue canzoni e anche un appassionato rompipalle come me sta zitto e ascolta in visibilio. Ecco il più evidente. Come dice il mitico Arsenio Hall nella presentazione, Whitney ha rotto ogni record in tema di hit in cima alle classifiche, solo con il suo timbro divino e un controllo senza eguali. Certo, il “poppettone” anni 90 non ha esattamente lo stesso valore di un disco dei Beatles, ma di nuovo, chissenefrega. E comunque, non è certo il pop di oggi.

1 – Annie Lennox – Why

Si parlava di classe? Pensate alla carriera di questa cantautrice. Ha dominato gli 80s con gli Eurythmics, continua a pubblicare dischi da solista di enorme valore (l’ultimo è appena uscito, Nostalgia, una collezione di cover blues) e da moltissimi anni dedica quasi tutto il suo tempo extra-musica ad aiutare i meno fortunati. Annie Lennox è la diva per eccellenza, sul palco e fuori. Diva, come il titolo del disco da cui è tratta “Why”, una canzone vicina alla perfezione nel suo genere, qui eseguita solo accompagnandosi col piano, in una delle tante memorabili esibizioni presenti su youtube. Voce unica, stile unico.

Live Chart: le 5 cantanti migliori? No, 5 donne uniche ultima modifica: 2014-11-17T21:32:31+00:00 da Mattia Cutrone