Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto è un film di Lina Wertmüller del 1974. Un film fresco, frizzante, adatto a qualsiasi spettatore. Di fronte alla bravura della coppia Giannini-Melato, non si può che ridere ed emozionarsi.

Prima di iniziare a parlarvi di questo film, desidero fare una scommessa con voi. Il sottoscritto è pronto a scommettere che una grossa fetta di coloro che addocchieranno questa recensione, riterranno di poco appeal un film degli anni ’70 (“dio che vecchio!”) e per di più italiano (“ma no! Cinema italiano no!”). E sono anche pronto a scommettere il prezzo di un caffè, che, se vi fiderete, vincendo queste piccole preclusioni, avrete in premio un film che vi divertirà e appassionerà.

locandina - travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto

A coloro che invece conoscono il cinema di Lina Wertmüller o hanno visto Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto (probabilmente i lettori più âgés o qualche cinefilo accanito) chiedo scusa per il cappello, ma sono sicuro che avranno sorriso nel leggere queste poche righe.

Ora. Immaginate gli anni ’70 italiani: la polemica sociale è accesissima e gli operai, il sottoproletariato tanto caro a Pasolini, non ce l’hanno mai avuta tanto con “i padroni” quanto adesso. Immaginate una splendida estate al largo della Sardegna e uno yacht affittato da ricchi borghesi lombardi, mangiapolenta e radical chic tra i quali spicca un’insopportabile “sciura” – dotata di un’altrettanto fastidiosa erre moscia – che inveisce continuamente contro le classi meno abbienti.

Gli attori protagonisti: Mariangela Melato e Giancarlo Giannini

Ecco, questa antipatica signora è Mariangela Melato, una delle più grandi attrici che la storia del cinema nostrano abbia mai avuto. Una che in teatro ha fatto di tutto: Euripide, Shakespeare, fino a Pirandello e alle collaborazioni con Dario Fo.  Un’artista che ha lavorato in più di un film con mostri sacri come Bertolucci, Monicelli e De Sica (…il padre eh!), vincendo tutti i premi cinematografici che l’Italia ha da offrire (David di Donatello, Nastro d’argento, Globo d’oro e molti altri).

melatogiannini - YURYMa torniamo sullo yacht. Il più frequente oggetto delle angherie di questa insopportabile  Raffaella Pavone Lanzetti (già il nome è tutto un programma) è il rozzo e ignorante marinaio siciliano Gennarino Carunchio, interpretato da Giancarlo Giannini. Che dire a proposito di quest’uomo? I più giovani lo conosceranno sicuramente per essere il principale doppiatore di Al Pacino, per aver dato la folle voce che tutti conosciamo a Jack Nicholson in Shining, o per avere partecipato a film come Hannibal, nel ruolo dell’ispettore Pazzi, o ancora negli ultimi due 007 ove interpreta René Mathis. Ma Giannini è molto più di questo. Oltre a essere un eccellente doppiatore, Giancarlo è stato, ed è tuttora un attore gigantesco. Lo ripeto: gigantesco.

Ora che vi ho spiegato la caratura dei due attori protagonisti, procediamo con

La trama di Travolti da un insolito destino…

La spocchiosa borghesuccia interpretata dalla Melato non fa altro che comandare a bacchetta e vessare il povero Carunchio, oltre a ricordargli ogni volta possibile quale sia la differenza delle loro condizioni sociali.

scene Wertmullen - travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agostoInsomma, dopo dieci minuti di film lo spettatore vorrebbe stringerle le mani intorno al collo finché morte non sopraggiunga. E anche il buon Gennarino non desidererebbe altro ma, il suo status di misero marinaio tuttofare, per di più iscritto al PCI (un peccato mortale su una barca del genere), non gli consente di fare nulla che non sia eseguire gli ordini e insultare la “padrona”, più o meno di nascosto, borbottando misteriose ingiurie in dialetto siculo.

Ma ecco il colpo di scena che spariglia le carte: il naufragio dei due su un’isola deserta. A questo punto, le differenti classi sociali non avranno più alcun valore e i ruoli dei due personaggi verranno completamente ribaltati: Gennarino col coltello dalla parte del manico e la Pavone Lanzetti costretta a seguire alla lettera i diktat del nuovo padrone che la forzerà a lavargli “i mutandi”, a baciargli le mani e a chiamarlo “signor Carunchio”.

Emozione, riso e pianto

Il film è a dir poco esilarante. Giancarlo Giannini sfodera un’interpretazione memorabile quanto quella del suo successivo film, Pasqualino Settebellezze (sempre diretto dalla Wertmüller), che gli garantirà addirittura una nomination al Premio Oscar. La Melato, dal canto suo, non è da meno. I due attori si esibiscono in un paso doble di rara bellezza: sono due totem del cinema italiano e non possono che far emozionare, sorridere e piangere lo spettatore di qualsiasi generazione.

Molte le fasi emotive che si attraversano durante la visione di Travolti da un insolito destino: si passa dall’odio per la Melato, alle risate a crepapelle per Giannini, al trasporto sentimentale fino ad arrivare a una cupa desolazione.

Il film è fresco, attuale e può sicuramente piacere a un pubblico variegato. Anzi. Scommetto quel caffè d’inizio recensione che nessuno, in completa onestà, dopo aver visto Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto, potrà dirmi di non aver riso al grido di “Bottana industriale!” di Giannini, di essersi sentito sciogliere il cuore davanti alle molte scene passionali presenti nel film e magari commosso per i risvolti insospettabili della storia (che ho accuratamente evitato di spoilerare).

“Vi sfido, vi sfido due volte…!”. Non prendetevela e apprezzate la citazione da Pulp Fiction. Scommetto sempre quel famoso caffè che alla fine questo film vi sarà piaciuto. Il guanto di sfida è stato lanciato. Pronti a perdere?

(Esiste anche un remake del 2002 diretto da Guy Ritchie con il figlio di Giannini e Madonna. Evitatelo).

Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto. Wertmüller, Giannini e Melato. Il trio delle meraviglie ultima modifica: 2014-04-11T14:21:34+00:00 da Marco Piva