Guardate qui il film completo “Vittima degli Eventi”, il nuovo webmovie ispirato a Dylan Dog nato dalle migliori menti del web italiano, e chiedetevi se sia giusto che un progetto simile possa morire così, dopo un solo episodio. YURY prova dunque a consigliare i “piani alti”, per rilanciare il prodotto in una chiave nuova, al passo con i tempi e sicuramente di successo. Un mediometraggio con le carte in regola per diventare nuova serie-culto alla “Sherlock”. 

 

locandina vittima eventi9 milioni vs 51.347. 90 vs 50. No, non stiamo dando i numeri, ma stiamo coltivando un azzardato (ma non troppo) paragone. I primi due numeri sono rispettivamente i dati di ascolto di Sherlock, la serie televisiva britannica che ha lanciato definitivamente Benedict Cumberbatche le visualizzazioni, a sole 12 ore dal caricamento su YouTube, del film Vittima degli Eventi, il web movie italiano ispirato a Dylan Dog. La coppia di numeri successiva mette invece a confronto le durate in minuti del primo episodio della terza stagione della serie sul detective di Conan Doyle e del film no profit (mai pagherete un euro per vederlo) di matrice “bonelliana” Vittima degli Eventi, diretto da Claudio Di Biagio, meglio noto come Nonapritequestotubo.

Spieghiamo innanzitutto cos’è questo Vittima degli Eventi e come nasce.

Brandon Routh in Dylan Dog -Il film (2010)

Brandon Routh in Dylan Dog -Il film (2010)

Nel 2010 esce Dylan Dog-Il film, un film indecente e sconclusionato, che ha poco o nulla a che vedere con il “figlio” di Tiziano Sclavi: il Dog impersonato da Brandon Routh -il Superman di Superman Returns- sembra un Van Helsing sbruffone (non il personaggio di Stoker, per carità, ci riferiamo alla misera copia cinematografica interpretata da Hugh Jackman). Tutta la profondità della figura di Dylan sparisce lasciando spazio solo a un misero manichino senz’anima. Assenti ingiustificabili anche i personaggi di Bloch e Groucho, ulteriore fattore che contribuisce a rendere il film una bruttura inguardabile. Ci piace immaginare che fu dopo la visione di questo scempio che Luca Vecchi, storico membro dei The Pills, e il già citato Di Biagio, con lo stomaco rivoltato, le budella aggrovigliate e il cervello dolorante, abbiano pensato di rendere, finalmente, onore all’indagatore dell’incubo.

Nel 2013 nasce così un crowfunding: in sostanza la richiesta di un finanziamento spontaneo dal basso. Va da sé che quanto raccolto sia stato appena sufficiente per portare a compimento l’opera, senza permettersi né di strafare né di muoversi in completa libertà: circa 30mila euro per un mediometraggio di 50 minuti.

Haber - BlochVittima degli Eventi nasce con queste basi, rivelandosi un prodotto unico e ben costruito. Il Dylan Dog italiano del film, interpretato da Valerio di Benedetto, non ha un caso su cui investigare da ben sette mesi, almeno fino a quando non compare Adele, spettatrice di una visione raccapricciante in quel di Castel Sant’Angelo: un fantasma decapitato con le sue stesse sembianze lancia un urlo che squarcia la notte romana, facendola svenire per il terrore. Questo incubo a occhi aperti la tormenterà in sonno, tanto da obbligarla a suonare alla celeberrima porta rossa di Dog e del suo braccio destro Groucho Marx, personaggio che, interpretato splendidamente da Luca Vecchi, a tratti ruba la scena al protagonista. Il famoso duo, con l’aiuto di Madame Trelkovski (Milena Vukotic, attrice straordinaria con all’attivo quasi 100 film, molti dei quali al servizio di registi del calibro di Fellini, Bertolucci, Zeffirelli e Buñuel) e del commissario Bloch (Alessandro Haber, David di Donatello 1994 come miglior attore non protagonista), si metterà così di nuovo in gioco, per arrivare alla risoluzione di questo nuovo mistero.

dyl0041Cinquanta minuti che scorrono senza incappare in tempi morti troppo evidenti, lasciando a tratti l’idea di un’opera ridimensionata, vuoi per budget (vedi sopra) o per scelta stilistica, ma che comunque appagano molto lo spettatore, un po’ per la minuziosità della fotografia (un plauso all’altro youtuber, Canesecco), un po’ per le splendide musiche e per la capacità di trasformare Roma in quella che sembra essere da sempre la casa di Dylan Dog.

Un’opera che, finalmente, non deturpa ciò che il fumetto ci ha lasciato, ma che riesce a fare della citazione il proprio punto di forza. Basti pensare ai dialoghi al pub fra Dylan e il commissario Bloch (fresco fresco di pensione nel nuovo corso fumettistico. Ma ciò non vuol dire che scomparirà, come tiene a precisare Roberto Recchioni, il fumettista che ha preso in mano le redini del nuovo corso dell’indagatore dell’incubo) o alla scena che vede come protagonista Hamlin (Massimo Bonetti), proprietario del bric-à-brac paranormale. Questa sequenza del film, difatti, è probabilmente quella che più fa breccia nel cuore dei lettori storici di DyD, che potranno apprezzare l’accuratezza del dettaglio nella ricostruzione (a livello scenografico e di atmosfera) all’interno del negozio “Safarà“. Il finale magrittiano, ispirato probabilmente all’albo “Golconda“, numero che vide l’ultima copertina firmata da Claudio Villa (no, non quello che cantava “I Watussi”…), lascia immaginare un possibile sequel, cosa che ha acceso in noi una lampadina.

de vecchi - grouchoNel primo paragrafo ci eravamo lanciati nell’azzardato paragone SherlockVittima degli Eventi, azzardato, appunto, ma non così assurdo. La serie britannica è costituita da episodi di durata varia tra l’ora e l’ora e mezza, appena pochi minuti in più dell’opera di Di Biagio-Vecchi. Come fa giustamente notare all’interno del film Luca “Groucho” Vecchi (con una frecciata che suona come un’energica “tirata d’orecchi” al film di Munroe), l’investigatore residente in Baker Street armato di caratteristici pipa e violino, ha un passato significativo nella storia del cinema e -come detto- anche sul piccolo schermo, cosa che non può dirsi, invece, di Dylan Dog. Sarebbe quindi il caso di rendere ancor più internazionale una delle tante eccellenze italiane, fra le quali si annovera il fumetto di Sclavi. E proprio per una sorta di patriottismo cinematografico, bisognerebbe dimostrare che anche noi non siamo semplici vittime degli eventi, che sappiamo cogliere una golosa palla al balzo.

Il film di Vecchi-Di Biagio potrebbe essere, realmente, l’esordio di una “nuova Gomorra”: una proposta di seriale italiano esportato in 50 paesi al mondo, magari senza che passino altri 4 anni, come tra Romanzo Criminale e l’opera tratta dal libro di Roberto Saviano, prima che l’Italia dia vita a un progetto dall’aria internazionale. Quello di YURY è quindi una sorta di appello: questi ragazzi hanno dato vita a qualcosa di unico, qualcosa che di certo non merita di morire così, dopo solo un “tentativo”. Un lavoro senz’altro all’altezza di un’attenzione mediatica superiore, senza che i produttori siano costretti a lavorare low-budget che, come sostiene Di Biagio: “È sinonimo di far lavorare qualcuno gratis, cosa che non dovrebbe esistere“.

Vittima degli eventi albo-fintoIl materiale per continuare il lavoro ci sarebbe eccome, visti i 28 anni di fumetti, qualora però la Bonelli Editore decidesse di donare al progetto molto più che una bonaria “pacca sulla spalla“, come dichiarato da Roberto Recchioni. Come avrete capito, se Dylan Dog – Il film  godeva dei diritti concessi dalla casa editrice milanese, Vittima degli Eventi è solo un fan movie: nessuno vi guadagna niente dalla sua realizzazione o dalla sua proiezione.

Dunque le basi per allargare il progetto ci sono, anche piuttosto solide. Il periodo poi è quello giusto (ci viene da pensare al grande successo che sta ottenendo il nuovo canale di serie tv made in SKY qui in Italia). Proprio come Sherlock, Dylan potrebbe diventare la via di mezzo italiana tra il cinema e la serialità, sicuri che il risultato sarebbe straordinario. Noi buttiamo il sasso nello stagno, sperando che qualcuno voglia darci ascolto: rendete Vittima degli Eventi il nuovo capolavoro seriale made in Italy!

Ora, se non lo avete già visto, guardate (nella versione completa) Vittima degli Eventi e ditemi, nei commenti, se non ho ragione… Buona visione!

Vittima degli eventi, il possibile nuovo Sherlock italiano ultima modifica: 2014-11-05T19:30:59+00:00 da Tommaso Naccari