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Andrea Varipapa è stato uno dei più grandi giocatori di bowling di tutti i tempi. Emigrato dalla Calabria fino a Brooklyn, in breve sale alla ribalta nel  circuito che conta. I suoi numeri hanno lasciato a bocca aperta e i suoi risultati agonistici possono essere paragonati a quelli di Michael Jordan e Tiger Woods. Per questo la Wheaties lo ha scelto come nuovo testimonial. La sua è una storia fatta di traiettorie altalenanti: successi, ricadute e riscatti.

La Wheaties è una marca di cerali americana, ben nota in patria per la collaborazione con grandi stelle dello sport. Solo uomini straordinari per la “colazione dei campioni”, personaggi dalle capacità che vanno ben oltre il plausibile, abituati a superare il limite. Gente come Michael JordanTiger Woods, per capirci.

Eppure c’è stato un uomo – ce ne sono stati vari in realtà (non molti) – ma uno in particolare, che potrebbe essere accostato a Jordan e Woods senza sfigurare. Uno che, sono pronto a scommetterci, non conoscete; che non avete proprio mai sentito nominare e che – colpo di scena – era italiano. Quest’uomo è appena stato scelto dalla Wheaties come nuovo testimonial dal sapore vintage.

Si tratta di Andrea Varipapa, giocatore di bowling originario di Carfizzi nei pressi di Crotone, emigrato in America ai primi del ‘900. Dalla Calabria, fino a Brooklyn: New York, la terra delle possibilità. Giunto negli States, Varipapa le prova tutte: ci prova col baseball, col golf, con la boxe, ma niente, ogni strada porta a vicoli ciechi. La sua sembra una di quelle vite da migrante fatte di ripieghi lavorativi fino all’opportunità canonica di un impiego grigietto, garante di un agio moderato.

Ma un giorno arriva il bowling e le cose cambiano. Andy finalmente trova le coordinate giuste, le sue traiettorie.
La carriera di the Greek – soprannome che gli verrà affibbiato di lì a poco per via delle sue origini arbereshe – comincia tardi, nel 1920, quando ha 39 anni, ma decolla rapidamente e in poco tempo il  nome Varipapa comincia a farsi sentire nel giro che conta.

varipapa campione bowling

L’America è l’America e per un italiano ai primi del Novecento puntarci significa fare rotta verso un sogno: “Non ha senso aver paura“, questo deve aver pensato Andy. E sembra di risentire qualcuno di nome Michael che sarebbe nato nella stessa Brooklyn qualche anno dopo:”I limiti, come le paure, spesso sono soltanto illusioni”.

Ora, se Jordan e Woods sono stati deflagranti nel loro campo, credetemi quando vi dico che Varipapa era fatto esattamente della stessa pasta, chiedetelo alla Wheaties. Andy aveva qualcosa di speciale, una sorta di talento perentorio, da iniziato del bowling. Era in grado di fare strike in ogni modo: sdraiato, di schiena, di lato, coi piedi. Conferendo alla palla traiettorie ed effetti improbabili. Aveva elaborato una particolare tecnica di lancio in grado di far descrivere alla boccia una sorta di traiettoria “boomerang”, a rientrare. In un video si vede addirittura un lancio con la palla che cambia senso di rotazione. E poi con due mani, di carambola, di rimbalzo, con salto di corsia. Roba da pazzi!

Col passare degli anni le sue partite diventano degli show veri e propri, facendo anche numerose tournée in giro per l’America. Negli anni ’50 si reca addirittura a Hollywood per girare una serie di short-movies sul bowling. Con un sorriso a mille denti e un talento da prestigiatore ormai non ci sono più dubbi: Herman Wiskopf nel 1973 fa notare come, verso la metà degli anni ’40, mr. Andy Varipapa sia diventato “il più grande one-man show del bowling sulla terra”.

Ma a dispetto della sua immagine di intrattenitore, Varipapa non è un tipo estroso. È uno piuttosto pragmatico invece, un migrante venuto dall’Ovest per lavorare e un professionista prima di tutto. Se i risultati sono quello che serve per fare di uno showman un giocatore, allora non c’è problema.

All’età di 48 anni partecipa alla BPAA allstar game, ancora una volta, e li straccia tutti. Non basta? Bene, Andy partecipa anche l’anno dopo e il copione si ripete: non c’è storia, è indiscutibilmente il più forte. Passa il tempo e, dopo una carriera spesa ai massimi livelli, Andy non sa più cosa fare, come sopravvivere. Trova lavoro come assicuratore, ma la sua vocazione è un’altra e il nuovo impiego non gli calza per niente. Anzi, lo porta addirittura alla depressione, tanto che dopo un po’ è costretto ad abbandonarlo. Ma la sua storia nel bowling non finisce qui: riesce a reinventarsi come manager e a ritrovare la serenità.

A 73 anni, a causa di problemi di salute, non è più in grado di utilizzare il braccio destro. Ed è qui che la storia si tinge di leggenda: the Greek, come fosse un gioco da ragazzi imparare qualcosa a quell’età, comincia a tirare con la mano sinistra. Così, per il puro senso del dovere che si impone quando una passione diventa religione.

Mr.Andy Varipapa non smetterà di giocare a bowling fino al giorno della sua morte, sopraggiunta per cause naturali il 27 agosto 1984. Aveva 93 anni. Ora le sue traiettorie puntano verso altre dimensioni.

Varipapa: bowling freestyle di inizio ‘900 ultima modifica: 2015-04-27T18:13:47+00:00 da Gioberto Papone