Utopia, la serie, è uno dei recenti capolavori della televisione inglese, trasmesso da Channel 4. Un piccolo gioiellino di fotografia, in primis, che però non disdegna repentini colpi di scena, come ogni buon thriller dovrebbe fare. Perché da noi non è visibile?

 

Prima di poter anche solo pensare di scrivere riguardo a Utopia, serie televisiva britannica trasmessa da Channel 4, ho dovuto guardare i 6 episodi che compongono la prima stagione ben due volte. E lo starei rifacendo una terza se, in queste settimane, l’emittente d’oltremanica non stesse mandando in onda la seconda stagione. Il motivo è difficilmente spiegabile a chi non ha neanche mai provato a guardare Utopia, ma incredibilmente chiaro a chi, Utopia, l’ha già divorata, nonostante in Italia non sia ancora disponibile.

Prima di addentrarsi alla scoperta della “magia di Utopia“, è giusto accattivare chi non conosce la serie con una breve sinossi.

manoscritto utopia

Un gruppo di lettori di “Utopia“, una graphic novel di un autore morto in manicomio dai tratti cospiratori e che sembra celare una grande verità tra le proprie pagine, si ritrova sovente a chattare su un forum dedicato. Cinque tra questi membri del forum decidono di incontrarsi quando uno di loro giura di aver trovato il seguito, The Utopia Experiments.

Il gruppo è composto da Ian, un tecnico informatico di colore, Wilson Wilson, un uomo paranoico tanto da risultare invisibile a tutti gli organi di ricerca americani, Grant, un bambino di 12 anni e Becky, giovane studentessa di medicina che indaga sulla Sindrome di Deel, la malattia che uccise suo padre. Quando Bejan, il possessore del manoscritto, viene ucciso i quattro capiscono che ciò che si cela dietro “Utopia” è qualcosa di più grande di loro. Inizia così una fuga per le strade di Londra (anche se le riprese sono state effettuate a Liverpool), per cercare di nascondersi dal Network, un’organizzazione misteriosa. Parallelamente, un funzionario del Ministero della Salute, Michael Dugdale, viene incastrato dallo stesso Network e costretto a ordinare un vaccino apparentemente inutile.

Le storie del gruppo e del povero Dugdale si intrecciano intorno al già citato manoscritto e a un interrogativo, che fa a lungo da cornice alla storia: “Where is Jessica Hyde“.

Tornando a ciò che abbiamo definito “magia di Utopia“, la questione è quanto più semplice possibile: durante tutta la visione della prima stagione di Utopia, ancor prima degli attori e del loro carisma e della trama, a farla da padrone saranno il colore e lo stile. La serie tv Utopia è caratterizzata da note di colori che rendono ogni fotogramma un piccolo quadro, una gioia per gli occhi, che spesso e volentieri cattura molto più che la storia. Affianca tutto ciò una scelta stilistica forte, molto vicina a quella che oggi definiremmo splatter, che spesso pare forzatamente gratuito e molto provocatorio.

utopia, una scena dalla serie

Il terzo episodio della prima stagione, che contiene la scena di una strage all’interno di una scuola elementare, è stato mandato in onda poco più di un mese dopo la sparatoria alla scuola elementare Sandy Hook, quando il ventenne Adam Peter Lanza uccise 26 persone, tra cui 20 bambini. Questa possibile correlazione ha scatenato molte polemiche oltremanica, tanto che, ad oggi, sono 44 le denunce contro la serie, per violenza, scene offensive e l’utilizzo di bambini in scene che andrebbero visionate solo da un pubblico adulto.

Un gradino sotto la seconda stagione della serie tv, terminata da qualche settimana: cambia il colore predominante, che passa da un giallo accesso a un giallo più sul verde, ma ciò che rende meno accattivante i secondi sei episodi di questa “graphic serie” è la storia. La stagione, partita con un potente episodio di flashback (in cui spicca il bel faccione di Bruno Vespa) che va a spiegare ciò che era rimasto avvolto da un velo di mistero al termine della first season, diventa sempre meno accattivante e più sbrigativa, tanto da far denotare un calo di ascolti. Il livello rimane comunque molto alto, tanto da meritare la visione (anche perché a essere più fiacca è la storia che, come già detto, passa quasi in secondo piano di fronte alla potenza delle immagini) anche di una più che probabile terza (e verosimilmente ultima) stagione.

Utopia: la serie tv che vorremmo anche in Italia ultima modifica: 2014-09-10T21:04:04+00:00 da Tommaso Naccari