The Road è un film del 2009 diretto dal regista-sceneggiatore australiano John Hillcoat. Tratto dall’omonimo romanzo di Cormac McCarthy – con il quale lo scrittore statunitense vinse nel 2007 il premio Pulitzer – questo film è senza dubbio una delle più riuscite trasposizioni cinematografiche degli ultimi anni. Una pellicola di una bellezza crudele, feroce e agghiacciante che difficilmente gli spettatori dimenticheranno.

 

The road è la storia di un padre (Viggo Mortensen) e di un figlio (Kodi Smit-McPhee) costretti a vagare come anime in pena per un mondo stanco di vivere, che ormai si sta esaurendo, tra un terremoto e un rogo.

The Road è un carrello della spesa pieno di carabattole trascinato lungo la strada che sembra non finire mai. La strada. Già. Il percorso verso Sud, verso la costa, dove un’improbabile speranza (rappresentata dal mare, che il bambino non ha mai visto – “Ma è davvero tutto blu?“) attende i due viandanti.

The Road è Viggo Mortensen. Attore e uomo straordinario. Nel film, padre di un bambino orfano di una madre (Charlize Theron) che si è arresa al dolore e alla disperazione di una vita ormai ridotta a mera sopravvivenza. Genitore di un figlio frutto di un mondo nuovo, ormai ridotto a scheletro di quello che era in passato. Educato a suon di fame, stanchezza, dolore e morte. Istruito su come fare se le cose si mettono male: “Fai come ti ho fatto vedere. La metti in bocca e punti verso l’alto. Poi tiri il grilletto“.

The road- scene

“A volte racconto al bambino vecchie storie di coraggio e giustizia, ormai così difficili da ricordare. L’unica cosa che so è che il bambino è la mia garanzia. E se non è lui il verbo di Dio, allora Dio non ha mai parlato”.

The Road è “il bambino”, di cui non sapremo mai il nome, figlio di un mondo ormai spirato. Nato mesi dopo l’apocalisse (di cui non vengono neanche mostrate le modalità) che ha devastato ogni tipo di coltivazione e forma di vita animale. Hillcoat ci mostra questo surrogato di vita attraverso gli occhi del bambino, che si gonfiano di stupore nell’assaggiare una Coca-Cola da una polverosa lattina trovata dentro un distributore. Gli stessi occhi stranamente apatici che osservano i cadaveri incontrati lungo la strada. Padre, madre, figlio: penzolano dentro un granaio. Non ne vediamo i volti, ma solo i piedi che ondeggiano davanti alla faccia del bambino. “Non è come pensi. Si sono suicidati“, spiega il padre.

The road è il cannibalismo. Spogliato di qualunque aura mistico/narrativa legata alla figura del “cattivo”: c’è solo la fame. Pance vuote. Volti stanchi e sporchi. E quella fame atavica che porta i “giusti” a mangiarsi i pollici, o una gamba, mentre i cattivi girano in cerca dei deboli di cui cibarsi. Non c’è poesia. Sembra non esserci nemmeno narrazione. Tutto questo sembra reale. Tangibile. Tutto questo è The Road.

The Road, dal Pulitzer al grande schermo (Trailer ITA)

Compito ingrato quello di girare un film basato su un romanzo che si aggiudicò un premio di rilievo come il Pulitzer. Tanto ingrato quanto dover dare una rappresentazione visiva di tutte quelle terribili immagini presenti nelle pagine del libro. La profondità dei ragionamenti di un padre costretto a viaggiare e pronto a usare la sua pistola (con due cartucce nel caricatore) prima su suo figlio, poi su di sé. Non era un compito semplice. Eppure Hillcoat ci è riuscito quasi perfettamente.

La descrizione dei pensieri dei protagonisti, delle situazioni (paradossali), all’interno di una Terra che si sta spolpando, sono splendide e incredibilmente reali. La fotografia, malinconicamente grigia, immerge lo spettatore in un mondo color cenere che è ormai quasi completamente sfiorito. Il tutto accompagnato da immagini maestose e dalle musiche composte da Nick Cave (collaboratore abituale di Hillcoat, anche nella stesura di sceneggiature).

The Road è un film che fa male. Un film che ci scava nel petto per raggiungere le profondità del nostro io e prenderlo vivacemente a sberle. Ma è una tristezza sana. Immacolata. Una desolazione che, se sperimentata almeno una volta nella vita (cinematograficamente parlando), ci farà sentire felici di averla sentita sulla pelle e nel cuore.

The Road: la straziante strada di McCarthy e Hillcoat ultima modifica: 2015-06-08T16:35:30+00:00 da Marco Piva