Dal tormentone “Alors on dance”, Stromae è tornato alla ribalta con il singolo “Tous les mêmes”, tratto dall’album Racin Carrée. Grande il successo di pubblico e critica ottenuto dal cantante belga, di cui vi presentiamo l’ultima fatica musicale.

 

È stato l’artista del 2014 in Francia, ha venduto oltre un milione di copie solo in Europa ed è stato in cima alle classifiche di Belgio, Paesi Bassi, Francia e Svizzera. Ma nel nostro bel paese? Niente. Niente radio, niente tv, solo un brevissimo intermezzo pubblicitario su Spotify che comincia a far crescere l’hype, alimentato fino al punto di svolta: Sanremo.

Tutti i telespettatori rimangono colpiti dalla performance di questo ragazzo meticcio che si trascina dinoccolato per il palco e interagisce con gli spettatori fingendo di essere sbronzo mentre si esibisce. Da lì, inviti in trasmissioni, interviste e innumerevoli passaggi radiofonici. È la Stromae-mania!

Avendo visto scoppiare questa frenesia incontrollabile e temendo già l’effetto tormentone, mi sono fatto forza, forse aggrappandomi all’ad di Spotify che magnificava i suoi testi definendo la sua come musica d’autore: ho quindi deciso di ascoltare il secondo album di Paul Van Haver, aka Stromae.

Qua si pone il primo problema: il francese. Purtroppo, per riuscire a seguire i testi avrei dovuto affidarmi a dubbie traduzioni in inglese, considerando che quelle in italiano erano palesemente fatte con Google traduttore. Tolto questo, rimaneva la mia più totale avversione verso l’elettro-pop in stile Ke$ha, indicato come genere predominante nell’album. Insomma, bene ma non benissimo.

Tuttavia, senza perdermi d’animo ho intrapreso l’ascolto. La prima traccia è “Ta Fête” (La tua festa), un’anemica traccia dance che dopo soli venti secondi scatena in me mille interrogativi sull’effettiva bontà di quest’ascolto.

Proprio quando sto per abbandonare, parte un’intro soft al piano che dà il la a “Papaoutai”. Si tratta di una delle migliori tracce dell’album che riesce ad unire una base al piano molto interessante con una sequenza di accordi a metà strofa che amplifica gli effetti di un testo, triste e arrabbiato, sulla mancanza del padre – ucciso in Ruanda durante il genocidio del ’94 – nella sua vita. Inoltre, nel ritornello si possono già sentire gli influssi della musica africana sul suo stile compositivo e che ritroveremo più avanti.

La terza canzone è “Bâtard”, il suo personale attacco al razzismo e alle etichette, che è seguita da “Ave Cesaria”, un saluto alla grande Cesaria Evora, che ci ha lasciati due anni e mezzo fa dopo aver fatto conoscere al mondo la musica di Capo Verde. Il testo assomiglia quasi alla lettera d’addio di un fan, ma è l’arrangiamento che incorpora integralmente lo stile e gli strumenti dei coladeras capoverdiani che, unito alla dance tipica di Stromae, fa guadagnare una nota di merito al pezzo.

La traccia successiva è “Tous Les Mêmes”, la canzone del momento che si dimostra più curata e sicuramente più intelligente del classico tormentone di turno. Inutile negarlo, orecchiabile è orecchiabile, in più il video con il giovane cantante metà uomo e metà donna si è rivelato una mossa azzeccata.

Arriviamo dunque a “Formidable”, senza ombra di dubbio la canzone con la C maiuscola, nonché climax dell’album. Il testo è costruito sotto forma di sfogo di un uomo disperato ed è un gioiellino : l’interpretazione di Stromae è davvero speciale. Il consiglio che do a tutti è di aprire Youtube e cercare un live di questa canzone, perché è proprio dal vivo che l’artista dà il meglio di sé grazie alla mimica.

Da qui in avanti l’album perde un paio di colpi, ma si mantiene sempre piacevole, con buone soluzioni stilistiche – soprattutto “Carmen” – e con testi impegnati che trattano temi come il razzismo, la politica e la malattia.

In definitiva, questo Racine Carrée merita sicuramente un ascolto. Le scelta di non rendere la dance troppo preponderante, di dosare nel modo migliore i generi nella creazione delle basi e con alcune citazioni importanti si rivela vincente. Il vero punto di forza rimane però l’abilità di Stromae: sia canora, specialmente per la sua abilità di fondere cantato e rap, sia nell’interpretazione dei testi e nella scrittura, con frequenti giochi di parole, allitterazioni e rime.

Per ora Stromae ha dimostrato di avere talento, potenzialità e soprattutto qualcosa da dire. Non ci resta che attendere il suo prossimo lavoro, sperando in un graduale passaggio a un pop-rap meno dance e sempre più ricercato soprattutto dal punto di vista musicale.

Stromae-mania: fenomeno pop o rivelazione musicale? ultima modifica: 2014-04-12T11:25:57+00:00 da Yorgos Papanicolaou