Focus e intervista a Fabio Petani, giovane e talentuoso artista piemontese, tra i maggiori collaboratori di “Street Alps Graffiti Mountain Festival”, il festival di street art con sede a Pinerolo che si svolge tra aprile e settembre con l’obbiettivo di riqualificare aree urbane degradate.

 

Da circa un anno nelle vallate montane del torinese è in atto un processo di riqualificazione di cui la street art è assoluta protagonista. Il merito va allo “STREET ALPS Graffiti Mountain Festival”, rassegna che si svolge da aprile a settembre nella cittadina di Pinerolo, in provincia di Torino.

L’idea del festival nasce da Riccardo Colombo, mente e fondatore, e da Fabio Petani, assiduo collaboratore, duo che condivide l’intento di rivalutare esteticamente aree urbane, colorando zone quotidianamente frequentate dai cittadini. La prima edizione dello scorso anno è partita in quarta con otto grandi artisti internazionali come ETNIK, AXEL VOID,  2 ALAS, BICICLETA SIM FREIO, FRAN BOSOLETTI, SEA CREATIVE e con i due famosi street artist torinesi PIXEL PANCHO e VESOD.

Il progetto 2014 di Axel Void

Fabio Petani, una tesi sulla street art per ripensare Pinerolo

Come accennato all’inizio del articolo vogliamo presentare ai nostri lettori uno giovane artista di scuola piemontese, con un grande talento e un amore passionale per l’arte di strada. Fabio nasce nell’estate del 1987 a Pinerolo, la città dove tuttora vive e dove ha scelto di rimanere per “ripensarla”. Si laurea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Torino in Beni Culturali con una tesi sulla street art, grazie anche all’esperienza acquisita con “Street Alps” e al grande numero di artisti con cui è venuto a contatto. Entra a far parte, assieme agli artisti Corn79, Mr Fijodor, Zork e Claudia De Giorgis, dell’Associazione il Cerchio e le Gocce, molto attiva nel panorama cittadino torinese, ideatrice del famoso PicTurin Festival assieme a Mr Fijodor si occupa del progetto Street Art Tour, un vero e proprio tour alla scoperta delle opere di street art disseminate nella città di Torino. Nonostante la sua giovane età, Fabio viene chiamato a realizzare opere al SAMO di Torino e allo Sketchmate e all’Illusion Art Festival.

Intervista a Fabio Petani

Fabio Petani, com’è iniziato il tuo percorso artistico?

“Fin dai tempi di medie e liceo ho avuto la passione per il disegno. Poi, durante l’università, ho iniziato a confrontarmi in maniera più stabile con una realtà artistica complessa come quella torinese, molto diversa da quella in da cui provenivo io. Dal 2013/2014 sono entrato in contatto con i maggiori street artist di Torino e non solo, ho stretto una collaborazione con Il cerchio e le gocce, con il SAMO, con Sketchmate e soprattutto con Street Alps. Negli ultimi anni ho creato opere che ho poi incorniciato con photoshop e quindi trasformato in poster in modo da creare per strada una sorta di museo a cielo aperto, libero e accessibile a tutti, senza alcun biglietto da pagare: un modo invasivo, ma anche di grande impatto comunicativo per far comprendere alla gente che non deve aver paura dell’arte”.

Come ha influenzato il tuo lavoro la vicinanza con la vivace Torino?

“Torino ha da sempre un appeal particolare per le arti alternative e anche nel mio caso, seppur con un’educazione artistica classica, ha avuto grande influenza, dandomi la possibilità di potermi confrontare con grandi talenti e da loro apprendere molto. Figure molto importanti per la mia evoluzione artistica sono senz’altro i miei amici corn79, Fijodor, Etnik e Zork, che mi hanno fatto apprezzare un mondo che io vedevo come impossibile e irraggiungibile. Mi sento di ringraziare e di dover molto anche a Carmelo Cambareri del SAMO, a Ivana De Innocentis di Urban Lives, ad Alessandra Ioalé e a Claudia de Giorgis, con la quale ho potuto fare uno splendido viaggio a Roma, alla scoperta delle tante opere della “Città eterna”, per entrare in contatto con gli organizzatori dell’Outdoor Festival. Probabilmente però colui che mi ha seguito di più nel mio percorso è stato Riccardo Colombo, ideatore e promotore dello Street Alps, una persona che ha sempre avuto fiducia in me. Lavorando con lui per il festival ho potuto osservar da vicino grandi artisti dai quali capire tecniche e astuzie. Ogni esperienza compiuta è un tassello che mi ha fatto crescere e sperimentare cose nuove. Nell’arte si è sempre in vacanza, ma non ci son mai giorni liberi”.

Qual è stata la risposta di Pinerolo dopo la prima edizione di Street Alps?

“Pinerolo è una realtà molto piccola dove la gente non ha idea del grande progetto che muove il festival. Ovviamente non mancano gli apprezzamenti, ma nessuno o quasi ha capito il valore degli artisti che vi hanno partecipato e che vi parteciperanno. Ritengo che StreetAlps possa avere risonanza mondiale, sebbene non abbia ancora avuto il giusto apprezzamento. Il territorio circostante resta però una tela perfetta e suggestiva per lavorare. Ma come saprete, è proprio questa la forza dirompente della street art, che non ha bisogno di intermediari, critici o intellettuali dell’ultima ora. Piace o non piace, è diretta, sincera e genuina”.

Cosa c’è nel futuro di Street Alps?

“Lo Street Alps si muove su due canali portanti: la bellezza del territorio e la qualità degli artisti. Questi due fili conduttori rimarranno anche in futuro. Il progetto è ambizioso, ma la prima edizione è andata oltre le aspettative e ora speriamo di replicare migliorandoci su tutti gli aspetti. Cosa non cambierà sarà sicuramente il territorio, anche se probabilmente avvicineremo ulteriormente le opere ai nostri monti, dove potranno lavorare grandi artisti di fama internazionale”.

Info

STREET ALPS FESTIVAL

FABIO PETANI

REALTA’ ILLUSORIE – FABIO PETANI

STREET ART TOUR TORINO

LEGGI ANCHE: tutti gli articoli di YURY magazine sulla street art

Il colore delle Alpi ultima modifica: 2015-01-23T13:15:09+00:00 da Andrea Pioggia