Presentato in concorso al Toronto International Film Festival (e arrivato secondo al People’s Choice Award), St. Vincent è una brillante commedia scritta e diretta da Theodore Melfi. Il film, con uno strepitoso Bill Murray, rappresenta un’eccezionale alternativa ai molti prodotti di bassa qualità presenti generalmente nelle sale italiane sotto il periodo di Natale.

 

Quella di St. Vincent è una storia come tante altre. È la storia dell’uomo comune, o quasi, che ti stupisce molto più di quelle mirabolanti degli uomini straordinari: quella di un vecchio bastardo alcoolizzato e misantropo con la battuta acida sempre pronta. Il tutto adagiato sul fondale di una luminosissima (e bellissima) Brooklyn valorizzata dalla fotografia di John Lindley e dalle riprese del regista Theodore Melfi.

La trama di St. Vincent

Locandina St. Vincent, film 2014Vincent de Van Nuys (Bill Murray): spiantato cronico, forte giocatore d’azzardo, frequentatore di prostitute e alcoolista (più o meno) occasionale. La compagna attuale di questo orco cattivo è una zingaresca Naomi Watts con un buffissimo accento russo (bravissima!). Dopo un rapido zoom sulla figura del nostro protagonista, ecco comparire i due nuovi vicini di casa dell’infastidito Vince: Melissa e Oliver McCarthy. Lei è una tecnica di radiologia fresca di separazione dal marito pluri–fedifrago. Il piccolo Olli è un bambino intelligente e sveglio, dotato di quell’acume che gli permetterà di tenere testa a Vincent, quando comincerà (costretto dalle ristrettezze economiche) a essere il suo babysitter, facendolo continuamente rimbalzare tra il bar e l’ippodromo.

 

Il trailer italiano di St. Vincent

St. Vincent: visione originale sul rapporto padre-figlio

La sintesi della trama potrebbe aver fatto suonare parecchi campanelli nel vostro cervello, infatti, la base di sceneggiatura ha precedenti più che illustri e molto simili al plot di St. Vincent. Basti pensare a Scent of a woman o About a boy (anche se l’elenco potrebbe essere infinito o quasi). Il mancato rapporto padre-figlio che viene a crearsi invece con il farabutto ubriacone di turno è uno schema piuttosto utilizzato a Hollywood e dintorni. Tuttavia, in St. Vincent viene affrontato con una prospettiva del tutto originale e “propria” della sceneggiatura scritta dallo stesso Melfi.

st-vincentIn St.Vincent non si ha mai l’impressione di star assistendo alla classica esplosione di “buoni sentimenti”, così come nulla all’interno del film pare forzato o artificioso: il realismo dei dialoghi e dei personaggi è quasi assoluto. La mamma è giovane, ma non bella (l’obesità come specchio della “vera America”) e Oliver non ha quell’intelligenza fastidiosa propria di molti bambini prodigio della commedia americana; così come il papà traditore non comparirà per cimentarsi nel classico incontro-scontro finale con l’improbabile paladino (Vincent).

Il mio vicino oltre le apparenze, i temi del film

E quindi… Vincent è davvero così cattivo? Così irrimediabilmente marcio? Oppure sotto la superficie c’è molto di più? La straordinarietà (o santità, di qui il “St.”) dell’uomo comune e la cattiva ma gettonatissima abitudine di giudicare una persona da ciò che si vede in superficie senza scavare nel suo passato sono i temi dominanti del film. Decisamente piacevole è osservare come queste due tematiche possano essere sviscerate (per l’ennesima volta) senza banalità o superficialità, andando anzi in profondità per cercare il vero punto focale della faccenda.

Dialoghi brillanti, comicità continua, alternata a momenti davvero toccanti, e temi che fanno ragionare lo spettatore durante e dopo la proiezione sono gli ingredienti vincenti di questo film davvero intelligente e ben orchestrato.

Volate al cinema per il grande Bill Murray, ma non solo

Bill-Murray-ghostbustersDue parole per Bill Murray: in un ruolo che sembra essere stato concepito per lui (o per Jack Nicholson che, in origine, doveva essere il protagonista) è ancora più bravo e graffiante di quanto non siamo abituati a vedere.

Il nostro acchiappafantasmi davvero non ne sbaglia una e resta attualmente uno degli attori dalla vena comica più amati.

In sostanza: se volete ridere, commuovervi e riflettere un po’ lasciate perdere i consunti cinepanettoni all’italiana e VOLATE AL CINEMA a vedere St. Vincent!

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St.Vincent, il convincente santo protettore dell’uomo comune ultima modifica: 2015-01-05T17:29:26+00:00 da Marco Piva