«Se imbocchi il vicolo giusto a Sin City, puoi trovare di tutto». Sono passati nove anni, ma la regola è sempre la stessa. Ogni angolo marcio della città del peccato potrebbe essere l’ultimo che vedrete. Quindi regolatevi. Spassatevela. Perdete pure gli occhi sul corpo vellutato di Nacy, bevete un bicchierino o due con Marv (occhio a non farlo arrabbiare) e godetevi sangue bianco che schizza a fiumi. Robert Rodriguez è come l’usato sicuro: non ti delude mai.

 

locandina sin 3dSin City (2005). Avevamo lasciato -con l’animo a pezzi- l’agente Hartigan (Bruce Willis) morto, sacrificatosi per salvare la vita alla sua Nancy, e Marv (Mickey Rourke) pronto a cavalcare il fulmine sulla “vecchia scintillante” nel braccio della morte per via di omicidi che (stranamente) non aveva commesso.

Ora, dimenticate quello che è successo. Si volta pagina, le storie cambiano e si va a pescare in situazioni antecedenti e successive al primo capitolo di Sin City. Il duo Rodriguez-Miller utilizza lo stesso sistema del primo film ambientato nella città del degrado e sviluppa la pellicola seguendo 4 differenti story line.

L’incipit del film è dedicato a Marv -un Mickey Rourke che necessita sempre meno trucco per interpretare la parte del mostruoso cavallo pazzo d’acciaio- che rinviene sul bordo della strada in mezzo a un mare di cadaveri di poliziotti e non ricorda cosa diamine gli sia successo.

jess e mickyJohnny (Joseph Gordon-Levitt) è uno sfrontato giocatore d’azzardo ed è in città per fare una cosa sola: vincere. Sedendosi al tavolo da poker dello spietato senatore Roark capirà che a giocare col fuoco spesso ci si brucia. Dwight McCarthy (il nerboruto Josh Brolin), cerca di sfuggire ai suoi demoni e dimenticare gli orrori del suo passato legati alla “Città Vecchia”, quando viene intrappolato di nuovo tra la spire di un suo vecchio amore che l’ha dilaniato. Eva Lord è il nome della famme fatale che lo reclama, interpretata da una splendida Eva Green, assolutamente a suo agio nei panni di un’algida Medusa. L’ultimo capitolo –nonché il più debole dell’intera selezione- è dedicato alla vendetta di Nancy (la sempre seducente Jessica Alba) decisa a uccidere il senatore Roark con l’aiuto di Marv, dopo la morte dell’amato John Hartigan.

Che dire in proposito di Sin City – A dame to kill for? Se vi aspettate quello che la collaudata coppia Miller-Rodriguez ci aveva mostrato nove anni fa non rimarrete delusi. Le storie cambiano, ma le ambientazioni noir del fumetto di Frank Miller rimangono le stesse, i personaggi sono mixati alla perfezione, in una buona base di volti conosciuti (Dio abbia in gloria Marv) che si mescolano a new entry gradevolissime.

A chi mi riferisco? La presenza sul set di Chris Meloni (era il sociopatico bisessule Chris Keller in Oz o il detective Elliot Stabler in Law and Order) mi ha piacevolmente colpito; così come i due minuti di Christopher Lloyd (il caro vecchio dott. Emmett Brown di Ritorno al futuro) che, per quanto mi riguarda, valgono il prezzo del biglietto.

sin_city_jessica_alba-let-sin-city-2-and-jessica-alba-gifnotyze-youLa regia del tuttofare Rodriguez (ha curato anche il montaggio, la fotografia, la sceneggiatura e le musiche) è pulita e precisa, dominata da primi piani e, a tratti si concede anche qualche virtuosismo per la gioia dei nostri occhi (la scena del bagno in piscina di Eva Green è deliziosa). Risulta quasi superfluo parlare dei colori e dei contrasti cromatici meravigliosi, dato che erano presenti in egual misura nel primo film. I dialoghi sono didascalici e taglienti come sempre e l’azione e il sangue non mancano di certo, così come le brusche sterzate narrative più che frequenti.

sincity2Già sento nelle orecchie il ronzio di tutti quei grandi critici tuttologi (ora va di moda sparare a prescindere su un prodotto già affermato) che diranno che Sin City 3D è inferiore al suo predecessore. Cazzabubbole. Certamente l’effetto sorpresa che aveva colpito lo spettatore medio -ignaro della bellezza del fumetto di Miller- è svanito con il primo film, come è vero che forse il finale non ci lascia a pancia piena come il precedente, tuttavia questo non è abbastanza per collocare a un livello inferiore A dame to kill for.

Del resto ognuno di noi è un po’ come i protagonisti del film, costretto in una città del peccato dove non appena si abbassa la guardia si rischia di finire incastrati, coccolati tra le sue braccia sporche e puzzolenti come un night club di terz’ordine, senza via di scampo alcuna. E in fondo, ci va bene così. Perché Sin City -se imbocchi il vicolo giusto- riesce sempre a sorprenderti.

Volate al cinema!

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Sin City 3D – Una donna per cui uccidere, Rodriguez non delude mai ultima modifica: 2014-10-03T20:37:05+00:00 da Marco Piva