YURY Quark non poteva non confrontarsi con uno dei temi scientifici più controversi e dibattuti nella città di Genova: lo scoiattolo grigio dei parchi di Nervi, deve rimanere o deve scomparire? Chi sa la verità? Noi di YURY, e chi se no?

 

Nei parchi di Nervi è ormai da decenni presente lo scoiattolo grigio, Sciurus carolinensis, amato da tutti e mal voluto da nessuno. Dimentichiamo però che si tratta di una specie aliena, ovvero una specie che in parole povere non si trova a casa sua, un po’ come E.T. che “telefona casa“. Questo non vuol dire che non possa trovarsi bene, infatti lo scoiattolo grigio, che è originario degli USA, si è insediato stabilmente nei nostri climi.

Anche una piccola percentuale di specie aliene può divenire invasiva, il che significa che va a intaccare e minacciare la biodiversità di un ecosistema: così sta facendo il nostro piccolo amico mangia ghiande.

Ma come è arrivato lo scoiattolo grigio in Europa? Puntiamo ancora una volta il dito verso l’uomo. Infatti negli ultimi decenni la globalizzazione del commercio ha reso facile la compravendita di animali e piante da tutto il mondo, azzerando le naturali barriere alla diffusione delle specie. Quindi è stato facilissimo comprare dei meravigliosi scoiattoli grigi e altrettanto facile liberarli nei parchi di Nervi una volta diventati troppo ingombranti: l’uomo ha provocato uno squilibrio e deve porvi rimedio.

scoiattolo rosso vs scoittolo grigio - YURY

Detto questo, lo scoiattolo grigio è un problema per il suo parente europeo, lo scoiattolo rosso, lo Sciurus vulgaris, che subisce una concorrenza spietata da parte del cugino americano, più grande e più longevo. Il roditore yankee vanta inoltre un incremento di peso annuo doppio rispetto a quello rosso, oltre a godere di due periodi riproduttivi, uno alla fine dell’inverno e uno verso metà estate. Come se non bastasse non va in letargo come lo scoiattolo rosso e, si sa, chi dorme non piglia… ghiande.

Nei parchi di Nervi i censimenti dichiarano una colonia di 180 esemplari che di rado varcano i confini, ma si trovano comunque negli ambienti circostanti, infatti potrebbero arrivare ai boschi appenninici entrando così in competizione con i rossi, anche Lombardia e Piemonte devono fare i conti con lo scoiattolo d’oltreoceano, il rischio è che, come sta accadendo, la popolazione di queste regioni si espanda a tal punto da unirsi con quella ligure, per poi uscire dai confini italiani e questo l’Europa non può permetterlo.

La Convenzione di Berna sulla difesa della flora e della fauna nel vecchio continente ha più volte richiamato l’Italia per bloccare l’avanzata dello scoiattolo grigio, per questo le regioni coinvolte si sono mosse e hanno predisposto un piano d’intervento cofinanziato dalla Commissione Europea e dalle università aderenti, per arrivare a una somma di quasi due milioni di euro.

Il progetto “EC-SQUARE” per la salvaguardia dello scoiattolo rosso e l’eradicazione di quello grigio è attuato nel tentativo di evitare ciò che è successo in Gran Bretagna, dove il roditore in questione ha ridotto al minimo la popolazione del rosso sterminato dal Poxivirus, virus di cui il suo competitore a stelle e strisce è vettore e portatore sano e che potrebbe manifestarsi nuovamente anche qui in ogni momento, fortunatamente non c’è traccia del virus in Italia per il momento e il pericolo maggiore per lo scoiattolo rosso resta la spietata competizione alimentare fatta dal suo cugino grigio.

Genova l’Università ha promosso una campagna di sensibilizzazione per spiegare il perché lo scoiattolo dei parchi di Nervi non può restare, inoltre, rispetto ad altri comuni piemontesi e lombardi, è stata adottata la sterilizzazione chirurgica degli esemplari, sicuramente più costosa, ma meno cruenta dell’eradicazione con anidride carbonica.

Il progetto di eradicazione delle creature è affidato dal docente Andrea Balduzzi del DISTAV (Dipartimento delle Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita) di Genova, che insieme a dei collaboratori si prodiga da tempo per catturare gli scoiattoli e portarli a sterilizzare da un veterinario specializzato, per poi reintrodurli negli spazi di Villa Gambaro. Per ora questa impegnativa operazione ha portato alla sterilizzazione di 101 esemplari e a solo due decessi durante il processo.

Certo penserete sia una pratica crudele, ma nessuno insorge come in questo caso quando le specie da eliminare, perché pericolose per il territorio, sono colombi, ratti o insetti. Il perchè è presto detto, lo scoiattolo è socialmente accettato rispetto a molti altri animali che invece non suscitano altrettanta naturale tenerezza.

Lo scoiattolo grigio ha un suo habitat e per evitare che ne conquisti uno non suo portando all’estinzione la nostra specie autoctona bisogna ricorrere a misure di controllo.

Se non sapete proprio a chi dare la vostra scorta di ghiande e noci e non riuscite a immaginare i parchi di Nervi senza scoiattoli non disperate: verrà probabilmente reintrodotto lo scoiattolo rosso. Anche Lega Ambiente non era inizialmente favorevole a questa proposta, ma attualmente non si oppone, infatti collabora attivamente per la buona riuscita complessiva del progetto.

Certo lo scoiattolo rosso sarà più schivo e meno socievole di quello grigio, ma ora è sicuramente più al sicuro.

Lo scoiattolo alieno che doveva tornare a casa ultima modifica: 2014-05-28T15:57:44+00:00 da Filippo Schiavone