Anche nelle affollate metropoli ci sono animali che combattono per la loro sopravvivenza proprio come nella savana. Chi sono? YURY Quark in questa puntata di FaunaTown vi presenta il roditore che più affolla le città del mondo e i carruggi genovesi: il ratto.

 

Ci sono sempre stati e sempre ci saranno e anche quando non li vedete ci sono comunque. Chi non ha mai visto un topo? Questi animali si dividono in diverse specie e di certo la più conosciuta è quella del Rattus norvegicus. Facilmente rintracciabile in ogni città è anche comunemente conosciuto anche come pantegana.

topone

Non è sicuramente il vicino di casa più desiderabile, ma per qualche strana ragione è proprio con questo organismo che l’uomo si sparitisce il pianeta: infatti il grosso roditore (sino a 500 g di peso), facente parte della famiglia dei Muridi, è il secondo mammifero di maggior successo dopo l’essere umano nel globo, abitando quasi qualsiasi clima e qualsiasi zona della Terra, escluse quelle artiche e antartiche.

Il ratto è sempre stato visto con sdegno, eppure è uno degli animali che popolano in modo più massiccio le nostre città. Come è possibile? Data la capacità di nutrirsi di tutti gli scarti delle attività umane, attività antropiche che producono appunto rifiuti alimentari e spazzatura, non può certo definirsi schizzinoso e, anzi, rosicchia tutto ciò che gli capita a tiro con i suoi affilatissimi incisivi posti su mandibola e mascella che si rigenerano continuamente per poter sempre essere efficientissimi.

Insieme al nutrimento sempre a portata di zampa, la mancanza di predatori naturali fa si che le popolazioni crescano a dismisura. Per questa ragione bisogna monitorarle attentamente tramite piani di controllo ponderati sull’ambiente in cui devono agire. Genova città molto particolare e dotata di una sua singolarità morfologica, ha bisogno di un piano ad hoc, che non può ricalcare del tutto quello di altri territori.

Questi piani non si basano sull’utilizzo di potenti rodenticidi o di trappole, ma su quello che è il rat-proofing,una  tecnica che si basa sulla bonifica ambientale: si gestiscono gli ambienti maggiormente infestati da ratti per far sì che questi non vi possano tornare a nidificare o a nutrirsi. In tal modo si vince la battaglia contro i ratti e se ne tiene sotto controllo le popolazioni senza dover sterminare questi animali una volta al mese. Una pratica piuttosto crudele visto e considerato che si tratta di animali metacognitivi proprio come i delfini o i primati e hanno quindi coscienza di se stessi.

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Ora, a Genova questo sistema è utilizzato largamente e le aree urbane vengono monitorate tramite esche  per quantificare le dimensioni delle colonie nelle diverse zone cittadine e per per registrare a quale affluenza di roditori sono esse soggette. Se una zona supera la soglia limite bisogna allora attrezzarsi di conseguenza per far sì che il numero di esemplari non diventi problematico per l’uomo.

Forse vi stare domandando se la soluzione per un mondo con meno topi non siano le trappole  a scatto tanto amate dal mondo dei cartoni: oltre al fatto che il ratto non è affatto stupido, e quindi impara da cosa star alla larga, esistono degli erogatori di rodenticida sparsi in tutta la città di Genova, li avete di certo già notati attaccati alla base di pali e ringhiere. Si tratta infatti di quei tubi di plastica a T rovesciata, poco costosi e molto funzionali, che permettono l’erogazione di qualsiasi esca topicida. Ricordiamoci che comunque non è questa la strada da praticare per non essere sommersi dai roditori, visto che riescono a collegare la morte di un conspecifico a ciò che ha ingurgitato.

Perché, in breve, dobbiamo controllare le colonie di Rattus norvegicus?

  • Sono organismi con strategie “r” quindi con bioritmi rapidissimi, compresi anche quelli di riproduttivi, che gli permettono di avere un numero di prole elevatissimo.
  • Sono vettori di malattie pericolose sia per l’uomo che per gli altri animali e quando il numero della colonia cresce è più facile riscontrare ad esempio la leptospirosi.
  • Provocano danni economici all’area urbana.

Per far si che i ratti non diventino infestanti e in sovrannumero, possiamo adottare qualche piccolo accorgimento: gettare i rifiuti negli appositi cassonetti chiudendoli bene per evitare che questi animali si nutrano di rifiuti, sanificare o pulire periodicamente i giardini e ingegnarci a chiudere gli accessiintercapedini e zone dove potrebbero facilmente nidificare.

Solo così potremo avere dei rapporti di buon vicinato con il ratto, poiché, che lo si voglia o meno, resterà presumibilmente per sempre una costante presenza nelle nostre città.

 

Il pianeta dei ratti. FaunaTown ultima modifica: 2014-06-24T20:55:59+00:00 da Filippo Schiavone