Avete mai visto un drone sorvolare la vostra testa? YURY magazine si tuffa in un grosso progetto italiano per responsabilizzare la robotica. Alla Facoltà d’Ingegneria di Genova e non solo si fanno piccoli miracoli della tecnica: ce lo dimostra il professor Antonio Sgorbissa che con i suoi prototipi di esa e quadricottero guarda dritto al futuro.

 

Ormai tutti sanno cos’è un drone, o se preferite APR (aeromobile a pilotaggio remoto); si tratta appunto di un apparecchio che non ha bisogno di un pilota umano a bordo che lo guidi per librarsi in volo. Non fraintendete: il pilota c’è, ma sta seduto al sicuro in una postazione a terra armato di joystick come in un videogioco.

I droni nascono con scopi militari e ricognitivi per poi sbarcare in tempi recenti anche nei comuni negozi di tecnologia e sono oggi in grado di essere pilotati anche con un semplice smartphone. Non riduciamo però questi piccoli velivoli a semplici giocattoli perché, grazie alle tante funzioni che possono svolgere, potranno essere molto di più: infatti, alla Facoltà d’Ingegneria di Genova è attivo il progetto PRISMA, un’iniziativa lanciata dalla fondazione EUCENTRE che è il Centro Europeo di Formazione e Ricerca di Ingegneria Sismica situato a Pavia. A curarla, per l’Ateo genovese è il professor Antonio Sgorbissa.

PRISMA, spiega il professor Sgorbissa, è un progetto finanziato dal Ministero dell’Istruzione, in cui sono impegnati diversi centri universitari, compreso quello di Genova al quale è stata assegnata la branchia del progetto che più riguarda la parte algoritmica, contando anche su un forte gruppo di ricerca in robotica, chiamato CENTAURO, composto da 7 docenti, circa 5 assegnisti e altrettanti studenti di dottorato. In PRISMA è anche coinvolto il CNR di Roma, che, grazie al volo dei droni (anche se, a seconda del numero di eliche montate, è più corretto chiamarli esacotteri o quadricotteri), avrà l’importante missione di monitorare dall’alto le zone soggette a terremoti e ad altri eventi calamitosi.

Si tratta dunque di macchine semi-autonome, ma se già pensate alle degenerazioni robotiche del film Terminator vi tranquillizzo: sono assolutamente innocue e, anzi, ci aiuteranno a preservare vite. Potranno fare indagini strutturali geofisiche e valutare in tempo reale l’effettiva entità del rischio sismico in una determinata zona, grazie a numerosi sensori che monitoreranno precisamente il territorio. Oltre a questo, potranno agire direttamente anche in zone ad alto rischio, senza dover impegnare risorse umane in queste pericolose operazioni.

Uno dei problemi legati ai droni è però l’autonomia, infatti è ancora difficile che i modelli utilizzabili per questo tipo di ricerche superino la mezz’ora di volo. Inconveniente a cui si rimedia con l’impiego di più unità che setacceranno diverse zone e grazie a potenti GPS sapranno quali zone sono già state visitate e quali no.

Il professor Sgorbissa aggiunge ancora che in futuro potremo vedere sul campo anche robot autonomi terrestri, come quelli serpentiformi che si stanno studiando e progettando insieme all’Università di Nantes, che saranno utilissimi per cercare i dispersi tra le macerie e controllare anfratti e luoghi inaccessibili.

Gli sviluppi possibili del progetto PRISMA, oltre a tutti i potenziali impieghi al servizio dell’uomo dell’esacottero e del quadricottero, risultano davvero affascinanti, ma bisogna anche sottolineare che, come precisa Sgorbissa, si tratta ancora di prototipi. Rendere autonomi esa, quadri e anche octacotteri non è impresa facile e senza una perfetta calibrazione c’è ancora il rischio che se ne vadano per gli affari loro. Per diverse normative, inoltre, non si possono ancora impiegare droni privi di pilotaggio remoto sul campo, ma la strada è quella giusta e in un futuro non troppo lontano potremo di sicuro affidarci a questi gioiellini per prevenire calamità naturali e operare sul campo senza mettere a rischio vite umane.

Drone UniGe

Da sinistra: il prof. Antonio Sgorbissa, Carmine Recchiuto (giovane ingegnere che segue il progetto), Fabio Campani e Edoardo Aste (laureandi con tesi su PRISMA).

PRISMA, un progetto che vola alto ultima modifica: 2015-01-22T10:00:15+00:00 da Filippo Schiavone