Il visionario maestro dell’animazione Hayao Miyazaki ha realizzato l’anno scorso un altro capolavoro: Si Alza il Vento. Una pellicola dal sapore storico che esalta il sogno dell’uomo di volare, in qualsiasi modo, alto nel cielo. Per goderselo, però, il pubblico italiano ha a disposizione solo quattro giornate: uno scandalo che meriterebbe un’insurrezione popolare.

Sin da bambino, Jirō Horikoshi ha sognato di volare e progettare aeroplani seguendo le orme del famoso ingegnere aeronautico italiano Gianni Caproni. Miope da sempre e per questo impossibilitato a diventare pilota, il suo sogno si realizza quando nel 1927 viene assunto dalla Mitsubishi come progettista.

Per la prima (e probabilmente ultima) volta Hayao Miyazaki ha abbandonato i canoni del suo cinema per dedicarsi a un’opera che lo interessa da vicino e che si rifà a una storia realmente accaduta nel Giappone prebellico.

Si alza il vento è un film storico, passionale (e personale), sull’amore difficile ma incontrastabile di un uomo per il vento, il volo e gli aerei. Da sempre il re dell’animazione nipponico ci ha trasmesso questa sua mania per le macchine volanti e il volo, si ricordi ad esempio Nausicaä della Valle del vento o Porco Rosso, ma mai prima d’ora erano stati loro, gli aeroplani, i veri padroni della scena, il fulcro narrativo della storia. Un amore probabilmente nato tra le mura domestiche quello del grande fumettista e sceneggiatore di Tokyo, in quanto suo padre era coproprietario di una fabbrica che costruiva parti per velivoli.

In un primo momento è difficile, quasi insopportabile, accettare un così drastico cambio di genere e digerire l’abbandono (momentaneo) dello sfondo fantastico, mistico, fiabesco che da sempre è stato alla base delle sue opere magistrali. Ma anche in Si alza il vento tutto il talento, l’amore e la magia di Hayao Miyazaki sono presenti. Anche senza creature mitologiche e grottesche, è il terremoto, il fischio del treno o un aereo che va in pezzi a parlare. A esprimere una personalità, una sorta di anima, che non si avrebbe in qualsiasi altra produzione animata. È il contesto onirico in cui si viene catapultati, mosso da un’animazione sempre più bella, curata e ammaliante a ricordarci ancora una volta cosa stiamo vedendo. O meglio, CHI stiamo vedendo.

Si alza il vento non è la migliore opera del regista di Il mio vicino Totoro. Non verrà certo ricordato per questo film, né per il personaggio di Jirō Horikoshi, decisamente piatto e a tratti patetico con tutto il suo manierismo da piccolo borghese, ma ancora una volta, Miyazaki è riuscito a trasmetterci il suo amore. A riempircene il cuore e a buttarci fuori dalla sala con un’espressione inebetita e un’incombente voglia di vivere.

Ma veniamo alle note dolenti. Che non riguardano in alcun modo l’ennesimo toccante cartone di Miyazaki, ma, ancora una volta, la sua distribuzione nei cinema italiani.

Trovo vergognoso che ancora in Italia non si sappia dare il giusto peso all’animazione nipponica. A Miyazaki poi. Mica all’ultimo cretino arrivato. Trovo vergognoso che la gente debba accalcarsi al cinema, stipata in una sala gremita, per potersi godere l’ultimo film di un regista acclamato in tutto il mondo a cui sono stati concessi 4 miseri giorni di programmazione, all’assurdo costo di 10 euro a biglietto. Trovo vergognoso che l’ultimo spettacolo in molte città d’Italia sia stato previsto per le 20, quando altri film (generalmente inferiori) vengono dati fino all’una di notte. Trovo tutto questo vergognoso, ma non stupefacente: conosco gente che a 20 anni suonati non ha mai nemmeno sentito nominare Hayao Miyazaki. Ma nonostante questo, mi rendo conto che in questo paese ci sono ancora persone che sanno apprezzare e cogliere la bellezza di opere poco pubblicizzate. È anche grazie a loro che la cultura di questa nazione non è del tutto morta e sepolta.

Detto questo, parlando di aerei, vento e cielo, mai come questa volta è stato più appropriato consigliarvi di volare al cinema!

In fretta però.

[Lisa de Ilcinemasecondome]

Le 4 giornate di Miyazaki: Si alza il vento… e la rabbia ultima modifica: 2014-09-15T20:08:24+00:00 da YURY