L’intervista a Davide Rossillo, fondatore di uno dei festival di street art più importanti nel nostro paese in questo momento: il Memorie Urbane, rassegna che si svolge dal 2 aprile al 30 settembre in varie cittadine del Lazio. Giunta alla sua 4ª edizione, intende portare “allo scoperto” la pratica artistica contemporanea e in particolare l’arte urbana, come arte di frontiera, e porla a stretto contatto con il territorio.

Il Memorie Urbane Street Art Festival nasce ufficialmente nella città di Gaeta nel 2011, abbracciando poi, per la seconda edizione, anche Terracina. Anno dopo anno il Festival è cresciuto sempre più, sia dal punto di vista artistico che nei numeri, fino a espandersi ulteriormente, coinvolgendo anche centri urbani limitrofi come Arce, Itri, Fondi e Latina.

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Memorie Urbane nasce da un’idea di Davide Rossillo, presidente di Turismo Creativo, da sempre sostenitore dell’arte contemporanea come elemento di dinamismo culturale e strategia di crescita socio-economica e turistica. L’intuizione che sta dietro al progetto è quella di promuovere la pratica artistica contemporanea e porla a stretto contatto con il territorio. Non un territorio qualunque, ma un luogo carico di storia: il litorale pontino, all’interno della più vasta zona del Basso Lazio. Famoso come Riviera d’Ulisse, il territorio è denso di comuni pieni di storia, tradizioni e un “panorama naturale” di grande fascino.

Obiettivo di Rossillo e soci è far “riscoprire” la città attraverso l’arte urbana contemporanea che diventa strumento per dare nuovo risalto a spazi che, pur essendo parte di un orizzonte visivo acquisito, sono solitamente trascurati, abbandonati e privi di una qualificazione. Memorie Urbane è quindi dialogo fra presente e passato, fra arte e spazi pubblici.

Memorie Urbane propone un nuovo modo di fare turismo, per portare il Basso Lazio nel cuore della produzione culturale di qualità internazionale e farlo diventare sempre di più meta dei flussi interessati alla più divertente, esplosiva e democratica forma di arte contemporanea, amata dalle persone di tutte le età.

Coltivare l’arte, per rendere fertile il nostro territorio.

I muri realizzati in questa terza edizione della rassegna sono più di 40, 24 gli artisti invitati. Numerosi gli eventi collaterali organizzati in parallelo al wall painting, basti pensare alla mostra personale di Millo ed Etnikdue fra gli artisti invitati che dal 25 aprile al 2 giugno hanno mostrato le loro opere nella bellissima cornice dello spazio Basement Project Gallery nel centro storico di Fondi, e a Aloha Oe, che si è esibito nel suo primo solo show nella galleria appartamento Aus+Galerie di Latina.

ETAM CRU, ETNIK (leggi la nostra intervista), PIXEL PANCHO, BOSOLETTI, NELIO, ALOHA OE, MILLO, SETH, NATALIA RAK, EIME, E1000, DAVID DE LA MANO, ALEXEY LUKA, AGOSTINO IACURCI, MP5, BORONDO, ALICE PASQUINI, HYURO, PABLO S. HERRERO, MARTIN WHATSON, LEVALET, ERNEST ZACHEREVIC, ICKS. Sono questi tutti gli straordinari artisti che hanno collaborato all’edizione 2014 del Festival e, tanti sono anche gli italiani tra questi partecipanti conosciuti in tutto il mondo.

– L’intervista –

Ciao Davide, tu sei un po’ la “mente” del Festival Memorie Urbane. Raccontaci di te. Quando hai iniziato a lavorare in questo mondo e in che modo è nato il tuo amore per la street art?

Non ero dentro il mondo della street art, il mio riferimento era Haring. Sono street artist, ma non sono vicino al graffitismo che non è proprio nelle mie corde. Nel 2011 però compro per caso in Belgio uno scontatissimo dvd  con un topo in copertina che parla di un famoso street artist: Banksy. Da li  mi si è aperto un mondo di cui non ero a conoscenza e ho pensato così di organizzare qualcosa in questo senso a Gaeta, città che aveva degli spazi interessanti da interpretare. Quando ho messo su il festival non sapevo di altri progetti simili, solo successivamente gli stessi artisti mi hanno parlato delle grandi rassegne di street art che si realizzavano in tutto il mondo.

 Quale artista in questi anni anni di Festival ti è rimasto più impresso?

Tutti hanno lasciato un segno importante del loro cammino artistico sui nostri territori, ma anche e soprattutto umano. Non uno in particolare.

Le città ma soprattutto i suoi abitanti si sono resi conto del “regalo” che il Memorie Urbane ha fatto a questi luoghi?

Beh, non tutti si rendono conto dell’importanza del progetto, comunque la popolazione col passare degli anni ne ha acquisito una certa coscienza e dall’edizione 2014 possiamo dire che ha realizzato l’importanza della manifestazione. Tengo a sottolineare che Memorie Urbane ha rappresentato sin dal primo anno un grosso risultato per me e per il mio staff: la riappropriazione dello spazio comune. Dopo la realizzazione delle opere, infatti, le persone si sono sentite più vicine a quei muri e le hanno protette e ripulite: questa è la cosa più bella che poteva succedere.

Uno dei meriti del Festival è sicuramente aver inserito in maniera così “pulita” l’arte di strada all’interno di un contesto culturale così elevato . Da conoscitore del luogo, qual è l’opera che secondo te si è meglio inserita nel territorio?

Difficile dirlo. In tutte le città ci sono i partecipanti regalano interventi esemplari. A Gaeta cito senz’altro il lavoro di Strok sulla scuola Virgilio, a Latina quello di Bosoletti  sul vecchio consorzio agrario, ad Arce Agostino Iacurci sulla scuola media, a Fondi Millo sul centro multimediale, ad Itri Alice Pasquini su un edifico comunale, e infine a Terracina Natalia Rak su un edifico privato tra due scuole superiori.

Cosa manca alla street art per essere finalmente sdoganata come succede per esempio in America e Germania?

Non mi sembra realmente sdoganata da nessuna parte, ma forse non è così necessario che lo sia. Vive a margine della critica e e degli specialisti d’arte, ha una vita a sé stante e non sarà mai riconosciuta da quel sistema. Mi sembra proprio che non ne abbia bisogno perché anche senza entrare nei circuiti “ufficiali” è più che mai viva e attiva.

Le amministrazioni comunali con cui avete collaborato vi hanno dato molte strutture e hanno creduto nel vostro progetto. Qual è stato il percorso per arrivare a Memorie Urbane?

Poche amministrazioni hanno capito realmente il progetto. Sono state le associazioni coinvolte sul territorio che hanno recepito il progetto e lo hanno portato all’attenzione della politica e pian piano glielo stanno anche facendo capire. Il lavoro svolto delle associazioni territoriali è enorme e a loro va fatto il ringraziamento maggiore per esseri riusciti a fare crescere Memorie Urbane. A Gaeta Turismo Creativo, a Terracina Bucolica, ad Arce 56K, a Latina Aus+Galerie, a Fondi il Quadrato, Delay e Basement, a Itri Lokomotiv Musik.

Grazie della cortesia Davide! Nel salutarci ci dici quali progetti futuri avete in serbo?

Cerchiamo di proseguire e sviluppare nuovi progetti, ma non è facile. Intanto vogliamo portare all’attenzione del pubblico la produzione artistica collegata al Festival. Dai muri realizzati stiamo tirando fuori opere serigrafiche a tiratura limitata. La prima, in uscita il 31 luglio, tratta dalla bellissima torre realizzata da Eime a Gaeta e Terracina. E per l’autunno forse proseguiremo con il progetto Inattesa che lo scorso anno ha visto 13 artisti reinterpretare le fermate dell’autobus di 4 città, e anche con “25novembre”, un’idea nata per supportare la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che già da due anni prevede la realizzazione di interventi di street art stabili per sensibilizzare la gente su questa spinosa tematica.

Memorie Urbane Street Art Festival. Intervista a Davide Rossillo ultima modifica: 2014-08-05T14:10:59+00:00 da Andrea Pioggia