Sì, anche mio fratello di 17 anni. E io, da bravo fratello maggiore, cerco di capire come sia potuto succedere e dove io abbia sbagliato, cercando di far luce su come si possa finire catturati dal vortice di castronerie scritte su Facebook da Matteo Salvini fino a donargli un like.

 

Avete mai visitato la pagina Facebook di Matteo Salvini, l’esponente di spicco (nonché attuale segretario di partito) della Lega Nord, o meglio, della Lega Nord 2.0, quella dalle urla alle sagre del bergamasco contro “terùn” e “Roma Ladrona” ha spostato il suo bersaglio agli stranieri, fino a strizzare l’occhio a movimenti nazionalistici e di estrema destra? Se non l’avete mai fatto, qua sotto potete trovare un tipico esempio di Salvini’s pensiero, se pensiero si può definire.

 

 

 

 

È davvero curioso che io e Salvini, con valori e modo di pensare così diversi, ci troviamo a porci la stessa domanda: “Ma possibile ci sia ancora qualcuno che crede a queste cazzate?”. Eh già, è possibile?! Tornando al punto, mio fratello ha messo mi piace a uno di questi post. Ho già parlato con lui di questa cosa, abbiamo ragionato insieme, tutto risolto, grazie. Solo non mi capacito ancora di come sia stato possibile. Provo dunque, alla luce di questi post e dell’ultima veste che si è data la Lega, a spiegarmi come un ragazzino di diciassette anni, e come lui chissà quante migliaia, sia potuto arrivare proprio sulla pagina di Salvini e abbia potuto farsi coinvolgere in un diallelo che ha del malefico. Per farlo ho esaminato gli interessi di mio fratello, ma principalmente ho osservato la “tattica” del buon Salvini, vero mago dei social.

Matteo Salvini, moderno leader da social network

Una cosa bisogna riconoscerla a Salvini: sa parlare allo stomaco della gente. Non che ci voglia Cicerone ad affabulare ragazzini e gente che non vede più in là del proprio naso, ma il leader della Lega sembra davvero avere una marcia in più da quando le nuove piazze d’Italia sono Facebook e Twitter.

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Tipico esempio del Salvini social

Andiamo per esempio a vedere le pagine Facebook dei leader dei maggiori partiti italiani (o movimenti che siano), la classifica dei “mi piace” è questa: al primo posto Beppe Grillo (M5S) con 1.740.824 fan, molto staccati dietro di lui Matteo Renzi con 769.108, Silvio Berlusconi 690.916 e infine Matteo Salvini – in forte crescita – con 567.993 (al 9/1/15). Grillo e l’M5S per la loro stessa natura dominano in rete, ma l’ordine degli altri tre leader rispecchia quello delle attuali previsioni di voto.

I like delle pagina in sé, però, sono un dato da prendere con le pinze: io stesso, per esempio, seguo pagine di esponenti politici che mai considererei all’interno di un’urna, ma che potrebbero pubblicare qualcosa di particolarmente interessante o ridicolo nel continuo flusso di informazioni della mia home. I numeri relativi alle interazioni con i post sono invece più significativi: il leader della Lega è l’unico, insieme a Matteo Renzi, a superare spesso, o comunque ad avvicinarsi pericolosamente, al muro dei cinquemila like. Per intenderci: dando un’occhiata ai post più recenti di Beppe Grillo, i like che ottengono sono spesso vicini ai mille, uno arriva anche a cinquemila, ma la media è comunque intorno al migliaio di mi piace. In realtà anche Silvio Berlusconi supera spesso i cinquemila like, ma i numero dei suoi mi piace è molto costante, senza particolari picchi.

La bacheca di Matteo Salvini, invece, pullula di commenti e like (alcuni post arrivano addirittura a 20mila, risultato “incredibile” se si rapporta i follower del leghista con quelli degli avversari), che lo rendono il politico più apprezzato in questo momento su Facebook, anche se c’è chi pensa che tale apprezzamento possa arrivare da tecniche poco ortodosse (come è stato fatto notare sul Fatto Quotidiano, anche se lì ci si riferiva principalmente a Twitter).

Ammesso e non concesso che tutti i “mi piace” ai post di Salvini arrivino da persone pensanti e non profili fake, il leader della Lega ha dalla sua probabilmente una fetta di elettorato molto giovane. Ce lo fa pensare il fatto che il suo successo sia principalmente mediatico, oggi che l’informazione e la propaganda politica si fanno pure su internet e sui social. Me lo fa presupporre anche cosa ha fatto mio fratello: come lui, molti suoi coetanei del Nord Italia apprezzano e spingono i post del segretario della Lega Nord. Per ora non possono votare, ma presto verrà il loro turno e, Dio non lo voglia, il nostro Salveenee potrebbe averli già conquistati, a colpi di “tombeenee di gheesa“, ma non solo (magari con un qualsiasi post nato dal geniale generatore automatico di post di Matteo Salvini).

I segreti del Salvini social. Non facciamoci fregare

Dopo Renzi alla Ruota della Fortuna, ecco Salvini a Il Pranzo è servito, con Davide Mengacci

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È palese che il successo socialmediatico del segretario della Lega non sia semplicemente frutto del supporto di una schiera di tanti piccoli futuri aventi diritto al voto, ma ciò non toglie che una buona e larga percentuale di consensi provengano dai cosiddetti teenager, specie quelli che difficilmente si interesserebbero all’attività di altri esponenti politici dai modi più tradizionali.

Certo i tweet di Renzie sono ormai diventati pane per ogni cronista politico, ma non riescono a raggiungere una portata così ampia e variegata come le esternazioni social del nostro caro giornalista, deputato ed europarlamentare classe ’73.

Cos’è allora a fare la differenza? Semplice: al di là dei contenuti, Salvini, utilizza Facebook come fosse un adolescente, o una fan di Barbara D’Urso. E non è una critica, anzi. Si sa, la nuovissima generazione è maestra nel social media management, o meglio, nella tattica dell’acchiappa-like.

Matteo Salvini, nelle decine e decine di post che pubblica durante il giorno, non disdegna foto di vita quotidiana, meme, battute. Commenta di buon grado i fatti di cronaca che più giovano alla sua causa, ottenendo sempre un riscontro immediato e sensazionale. Poteva forse tacere sull’attacco alla rivista satirica francese Charlie Hebdo?

 

 

 

Impegno, ma non solo. Il giovane Matteo scelto da Berlusconi per contrastare (per finta eh, che credete?) l’altro Matteo, quello diciamo di “buona famiglia”, posta anche foto del cielo, alla quale manca solo un hashtag per essere al passo con i tempi.

 

 

 

Arriva persino ai post-it, degni del miglior Francesco Sole.

 

 

 

Infine, la foto che non manca mai in ogni profilo che si rispetti: quella del cibo.

 

 

 

Al di là della forse facile ironia, la forza comunicativa di questi post è incredibile. Trovare post che esulino dalla politica, in una pagina di un politico, non è cosa scontata, eppure in quella di Salvini è ormai consuetudine. In alcuni si parla di calcio, altri della giornata tipo, alcuni augurano il buongiorno, altri la buonanotte. Matteo Salvini dimostra di essere una persona come chi sta dall’altra parte dello schermo: non è un vip, non passa le giornata a covare il suo odio. Lui è un buono: coglie il lato romantico della vita con un arcobaleno, un bel piatto di tortellini in brodo e qualche bicchierino di liquore. Lui è un semplice, vive una vita semplice e rivorrebbe la sua semplicità. Lui è dalla parte dei “buoni”, ma soprattutto è in grado di canalizzare il malcontento del popolo, grazie a slogan che incitano alla semplicità dei bei tempi andati, come quando non c’era l’Euro.

 

 

 

Post da mostrare ce ne sarebbero davvero tanti, dei più vari. Ciò che più mi colpì quando rimproverai mio fratello (è da lui che è partito tutto ciò) per aver messo like a uno stato di Salvini, fu la definizione che diede del leader della Lega: “È un coglione tranquillo“. Ahimé, nonostante il suo amore per Gullit, i tortellini e l’Emilia-Romagna, di tranquillo, su quel profilo, credo non ci sia proprio niente. Ormai le dinamiche comunicative della Lega le abbiamo imparate, anche se sono cambiati i volti e si usa Facebook per abbindolare la gente pigra di cervello, sono sempre i cari vecchi ignorantoni che individuano la causa di ogni male in un gruppo di individui verso cui essere razzisti. Attraverso i social network è però oggi molto facile per chiunque far credere di essere un’affabile persona dal cuore tenero, sempre attenta alla causa altrui, alla quale MAI ci si interessa per meri fini propagandistici, visto che si è sempre stati aperti all’ironia e alla totale parresia (come dimostra la pagina Facebook “Quelli bannati da Matteo Salvini“, anche se la più seguita resta “Matteo Salvini nuovo personaggio di GTA. Segnaliamo anche l’acutissimaLeggere i post di Salvini per sentirsi una persona migliore“, sicuramente degna della nostra classifica di pagine Fb ignoranti).

 

 

 

Facile anche far credere che un tostapane sia decisivo per scegliere se rimanere dentro o fuori dall’Europa, al di là che questo sia giusto o meno. (Tra l’altro leggevo che i tostapane doppi verranno rimossi dal mercato per essere mandati nei campi rom, così che potranno goderne solo loro. Voi ne sapete qualcosa?).

 

 

 

Ma d’altronde, a chi lavora alacremente per il popolo, qualche caduta di stile sui social può essere perdonata, no?

Mio fratello ha messo “mi piace” a un post di Salveenee ultima modifica: 2015-01-13T19:04:46+00:00 da Tommaso Naccari