YURY quark, in modalità YURY history, vi rende conto dei primi viaggi al di sopra dell’atmosfera terrestre. A gettare un primo sguardo dall’alto a quel pianeta blu fu la cagnolina Laika. Prima e dopo la missione dell’umano(?) Gagarin, nello spazio hanno girovagato topi, mosche, scimmie, gatti e anche tartarughe.

 

Yuri (o Jurij) Gagarin, il primo cosmonauta umano ad affrontare una missione spaziale, non fu il primo essere vivente ad andare nello spazio.

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La corsa alla conquista spaziale, l’aspetto più spettacolare della Guerra Fredda, parte con gli animali, inizialmente impiegati come cavie per testare gli effetti di un simile viaggio e per perfezionare le tecnologie aeronautiche. La prima “sfortunata” è stata una compatriota di Gagarin, la cagnolina Laika.

Il vero nome del primo cosmonauta a quattro zampe era Kudrjavka, una cagnolina meticcia che aveva nei suoi geni anche quelli della razza di cane russo comunemente conosciuta come laika, da qui il nome con cui oggi è ricordata. Nata nel 1954, viene scelta per il programma spaziale sovietico che, dopo aver lanciato nello spazio il primo satellite, lo Sputnik 1, inviò circa un mese dopo, nel 1957, lo Sputnik 2, con a bordo il primo organismo vivente che abbia mai varcato le soglie dell’esosfera.

Purtroppo però il destino della cagnetta era già segnato in partenza, visto che per lei non fu mai staccato un biglietto di ritorno. Per lei non ci fu la gloria riservata al più noto collega umano: la nostra eroina probabilmente morì  nelle prime 7 ore dal lancio, a causa dei continui sbalzi termici, anche se altre ipotesi più recenti indicano che l’animale potrebbe essere morto per asfissia dovuta ad un guasto all’impianto di areazione. Poco importa purtroppo, visto che nessuno aveva previsto un suo rientro a casa.

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Al cane spaziale vennero dedicati francobolli, canzoni e anche un fumetto, ma non fu l’ultimo animale a essere spedito in orbita: nel corso del programma spaziale sovietico, prima dello Sputinik 5, vennero lanciati altri due satelliti, lo Sputnik 3 e lo Sputnik 4. Questa volta i canidi cosmonauti furono due, precisamente due cagnette, Belka e Strelka, che però ebbero più fortuna rispetto a Laika, in quanto tornarono sane e salve restando in orbita per 25 ore, partendo quindi il 19 agosto 1960 e tornando nelle prime ore del 20 agosto illese insieme a numerosi compagni di viaggio: 42 topi, 2 ratti, mosche e numerose piante e funghi. Un successo.

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A Bleka e Strelka furono dedicati un lungometraggio d’animazione e un satellite bielorusso, inoltre uno dei cuccioli di Strelka fu regalato alla figlia del presidente Kennedy proprio nel 1961, data ancora famosa per il viaggio nello spazio di Yuri Gagarin, il cosmonauta russo che fu il primo uomo a trovarsi faccia a faccia con lo spazio interstellare.

Certo non si fermarono qui i viaggi di animali nello spazio. Seppure in ritardo, infatti, i francesi fecero decollare nel 1963 Felix, un gatto. Compiuto il tour  a bordo del razzo Veronique AGI, anche lui tornò illeso dalla sua missione, tornando sulla Terra vivo e vegeto.

Successivamente, nel 1968, ancora la Russia invio lo Zond 5 con un equipaggio di sole tartarughe a volare attorno alla luna: anche loro tornarono vive e con solo qualche etto in meno. Più di recente, invece, il programma spaziale iraniano ha inviato due scimmiette: l’ultima nel 2013 rispondeva al nome di Fergam, seconda scimmia spedita nello spazio dai programmi balistici di Teheran.

Animali nello spazio. Prima e dopo Gagarin ultima modifica: 2014-04-22T18:06:20+00:00 da Filippo Schiavone