Prendiamo la DeLorean e andiamo in Germania negli anni ’70. Un periodo magico e straordinariamente creativo. Band storiche capaci di porre le basi per la musica che viene prodotta e ascoltata oggigiorno. Dal rock all’ambient, dall’elettronica alla world music. Quando i gruppi Krautrock portavano a scuola di musica il resto del mondo.

 

Krautrock! Sì, stiamo parlando di rock tedesco e no, il mondo della musica non si è mai posto problemi a proposito di una definizione che oggi potrebbe suonare perbenisticamente discriminatoria. D’altronde, il termine coniato dalla stampa inglese, fu ampiamente cavalcato dai colleghi teutonici ed è tutt’oggi distintivo di uno dei periodi più influenti della storia musicale tedesca e non solo.

Facciamo subito chiarezza, dire krautrock è un po’ come dire grunge. Mi spiego ancor meglio. Come nella corrente di Seattle, nel krautrock vengono accomunati gruppi stilisticamente differenti. Le influenze sono le più disparate: dal progressive rock al jazz, dall’elettronica alla ambient, dalla musica gotica alla etnica. Questo grande calderone di generi e rispettive band ha però come elementi collante, la provenienza geografica e sociale, il periodo storico (da fine anni ’60 a fine anni ’70) e soprattutto la tendenza alla sperimentazione più sfrenata. Senza dimenticare l’importanza, giustamente attribuita al krautrock, nell’influenzare un’enorme fetta della musica pensata e prodotta successivamente.

Per cercare di uscire vivi e senza un esaurimento nervoso dal dedalo di nomi, luoghi e date che costituisce la storia del krautrock, vi propongo i cinque tra i principali protagonisti dell’epoca (con buona pace di Amon Düül II, Ash Ra Tempel, Faust, etc.), sperando di invogliarvi ad approfondire l’argomento.

Can

Di come i Can abbiano letteralmente raccattato dalla strada il loro cantante Damo Suzuki ve ne ho già parlato qua. Ma oltre a questa bella storia ci è rimasta la loro splendida musica. Una fusione scientifica di rock psichedelico, elementi di jazz e di musica d’avanguardia (erano pur sempre allievi di Stockhausen). Fondamentali per ogni buon musicofilo i cd Tago Mago e Ege Bamyasi, da cui è tratta Vitamin C, perfetta per essere inserita nella colonna sonora di Vizio di Forma.

Tangerine Dream

Quando si parla di loro bisogna trascendere dall’idea di musica a cui tutti siamo abituati fin da bambini. I Tangerine Dream sono i fondatori della “musica cosmica”. Il loro disco simbolo Zeit è un viaggio sensoriale, onirico e immaginifico attraverso galassie lontane dove il tempo si dilata relativisticamente. Sono precursori della musica ambient e new age perciò aspettatevi un assoluto dominio dei synth e sporadiche percussioni. Per partire con un ascolto un filo più facile, vi consiglio Phaedra.

Popol Vuh

Il libro della comunità, tradotto dalla lingua maya. La loro musica è inspiegabile quanto ipnotizzante. In Den Gärten Pharaos è diviso in due tracce: la prima è un viaggio all’interno di una foresta guatemalteca scandito da accelerazioni e brusche frenate delle percussioni, mentre la seconda è registrata con l’organo a canne della cattedrale di Baumberg. Ma il loro capolavoro rimane Hosianna Mantra. Spirituale, meditativo, innovativo. Incorpora le atmosfere indiane e mediorientali per dare vita a qualcosa di mai sentito prima. Inoltre, hanno realizzato le colonne sonore per Fitzcarraldo e Aguirre – Furore di Dio di Herzog, tutto consigliato (soprattutto i film).

Kraftwerk

 

I primi due dischi sono pura sperimentazione elettronica, emblema del krautrock. Da lì in avanti utilizzano esclusivamente sintetizzatori e drum machine con le quali creano un sound personale, riconoscibile e indimenticabile. Partendo dal loro lavoro si svilupperà la quasi totalità della musica elettronica (pop, techno, dance), ma anche il noise rock e l’industrial. Senza dimenticare le influenze sull’hip hop (Afrika Bambaataa ringrazia…).

Neu!

Si staccano dai Kraftwerk dopo il secondo album e tirano fuori due perle di assoluta genialità. Immaginando di trovarsi negli anni ’70, Neu! e Neu! 2 danno la netta sensazione di ascoltare il futuro. Atmosfere post-rock e new-wave. Tracce tiratissime, ottenute alzando la frequenza delle onde sonore, simili ad accelerazioni breakcore o drum’n’bass. Una sfera di cristallo musicale.

Krautrock! Il brodo primordiale della musica anni ‘70 ultima modifica: 2015-04-30T18:25:03+00:00 da Yorgos Papanicolaou