Dopo 13 anni di attesa sono tornati i dinosauri più amati del grande schermo. Sapevamo tutti cosa sarebbe potuto venir fuori: un ignorante blockbuster estivo. Previsione rispettata, ma solo in parte. Jurassic World infatti soddisfa anche i più romantici appassionati della saga. Un velociraptor è sempre un velociraptor!

 

Forse non siamo ai livelli di ansia mista a eccitazione che gravitano intorno al nuovo Star Wars, ma le aspettative intorno a questo episodio del franchise Jurassic Park erano comunque elevate. C’è chi per mesi ha cercato imperterrito “Jurassic Park 4” su Google. Anche quando non esisteva alcuna produzione ufficiale, anche quando non c’era uno straccio di notizia, bastavano due righe che parlassero della remota possibilità che uscisse un seguito per dare ossigeno ai fan più sfegatati. Ora finalmente il parco è aperto. Vediamo cosa offre.

L’attesa è finita, il parco riapre con Jurassic World (trailer ita)

Vent’anni dopo la disastrosa visita di prova organizzata da John Hammond il parco è ufficialmente aperto al pubblico. Tutto fila liscio, anche troppo, tanto che i sondaggi dicono che l’hype è in calo: servono nuove attrazioni. Nasce su queste basi l’Indominus Rex, un dinosauro mai esistito, generato in laboratorio, con una serie di abilità che sorprendono i suoi stessi creatori. Per quanto reggerà stavolta il recinto?

I velociraptor rubano la scena

Jurassic World è un film da sbucciare. Partiamo dall’esterno: classica e prevedibile narrazione con disastri a catena, strafalcioni zoologici, personaggi che passano ogni avversità senza sporcarsi le unghie (si veda la rossa di ghiaccio Bryce Dallas Howard), buone dosi di panico e fracasso, (auto)ironia a palate, insomma tutta la confezione del blockbuster pensato per un pubblicone che frantumi ogni record d’incassi.

Ma J.W. può offrire qualcos’altro. Decidere di rimuovere la scorza che lo renderebbe un prodotto stagnante nel marasma dei film d’azione fantascientifici, per concentrarsi invece sui dettagli, dev’essere una scelta personale. Una mossa prettamente affettiva, fatta col cuore e con occhi innamorati da fanciullo, più che con la testa.

L’aspetto più affascinante del film (ma in vero di tutta la saga) è il mistero della natura. Anche senza la lenta scoperta quasi orrorifica dei dinosauri tipica del film del 1993 (indimenticabile la prima apparizione del T-rex sotto la pioggia), non manca comunque la meraviglia nell’osservare questi esseri viventi che realmente hanno camminato su questa terra 65 milioni di anni fa.

Anche dietro agli occhi dei velociraptor “addomesticati” di Chris Pratt c’è qualcosa d’incomprensibile. Qualcosa di primordiale, allo stesso tempo terrificante e irresistibile. Lo spettatore che non si stancherà mai di sondare il rapporto impossibile con queste creature è il vero vincitore.

Jurassic-world.-velociraptor

Come nel primo episodio (i richiami sono tantissimi), si torna quindi a parlare di uomo e scienza. C’è infatti l’immancabile critica all’essere umano, che oramai si crede onnipotente grazie alla tecnologia e non capisce di non poter esercitare il controllo su tutto, incapace di accettare il proprio ruolo in un sistema naturale dove dominano irrimediabilmente il caos (Ian Malcolm docet), l’ostilità, la fame. Certo, non siamo di fronte a un’analisi tormentata e visionaria alla Werner Herzog, ma il discorso sul tema è comunque ben piazzato all’interno della rumorosa confezione e, di nuovo, ricalca molto il vecchio spirito della saga.

Detto ciò, il fascino del vero Jurassic Park non è ripetuto. Riscoprire quell’esatto stupore è impresa impossibile per un film che raccoglie un’eredità così pesante e viene pensato per massacrare il botteghino (record assoluto di tutti i tempi come esordio), con un ritmo che comunque ti tiene sempre dentro la storia.

C’è poco da fare, un velociraptor è sempre un velociraptor. Datemi i dinosauri e il tema musicale strappalacrime di John Williams e io volerò al cinema. Finché il franchise resterà su questo dignitosissimo livello, non ne avremo mai abbastanza.

Volate al cinema!

Jurassic World, come si fa a non amare un velociraptor? ultima modifica: 2015-06-26T17:54:28+00:00 da Alessio Rocco