Chi non ha mai desiderato fare della propria visione del mondo un lavoro? Personaggi come David, quelli che “sono riusciti” per davvero, incoraggiano a non avere paura del grande vuoto e che nessun sogno sia troppo stupido o troppo irrealizzabile per non meritarsi almeno un tentativo. C’è un po’ di David in ognuno di noi, basta solo lasciarlo parlare e fargli sapere che ce la farà.

 

Voglio raccontarvi di David, in arte Ghostpatrol, e del suo mondo, perché è un sognatore e io dai sogni dipendo, anche da quelli degli altri.

GHOST-PATROL-streetartNasce a Hobart, Tasmania, dove comincia a ritagliarsi una realtà in cui lo spazio e la sua configurazione vengano concepiti su scale diverse. Voglio dire: perché limitarsi a dipingere sui muri quando ci sono intere ciminiere a disposizione, o piccolissimi oggettini dai quali tirare fuori meravigliosi personaggi?

E perché non creare dallo spazio, quello stellare, dei soggetti che riflettano il nostro mondo e che magari aiutino a mettere “il tempo” nella giusta prospettiva? Questa sua filosofia di riconvertire spazi e luoghi, la porta con sé sino a Melbourne, dove oggi lavora e vive (esclusi tre mesi l’anno durante i quali viaggia, maledetti australiani). Conosciamo meglio Ghostpatrol direttamente dalle sue parole:

“Per molte persone essere un grande pittore vuol dire vendere un sacco di quadri, o rientrare in un movimento, o almeno provarci. Nulla di questo mi interessa. Io dipingo solo cose che mi piacciono, ed è solo un caso che piacciano anche ad altri.

Ho cominciato nel 2003 e ora se ci penso mi sembra così lontano. Ricordo solo che ero alla ricerca di libertà e di qualunque cosa che mi incoraggiasse nel progredire e nello sperimentare. Ho avuto una rivelazione dopo un viaggio, in cui ho trovato e sono stato accolto da una grande comunità di artisti che hanno cambiato la mia vita e mi hanno ispirato in molti modi.

Parte dell’essere un buon artista, o comunque un buon essere umano, è viaggiare di più. Viaggia al più presto, ed esci dalla tua “comfort zone”, esci fuori dall’ambiente in cui sei cresciuto, circondati di persone che scegli per il supporto che possano darti e per il loro sostegno. Mi sento molto in pace quando posso passare del tempo da solo a lavorare con la mia arte per mio unico divertimento. Cerco di stare in viaggio tre mesi l’anno e il resto del tempo lo passo quasi tutto nel mio studio, mi piace iniziare presto a lavorare e finire tardi, sono un gran lavoratore (ride).

GHOST-PATROL-HEPBURN-SPRINGS-WINDFARM-arteProbabilmente è poi questa abitudine al lavoro che fa sì che quando io vada fuori, su larghissima scala non abbia bisogno di fare prima la bozza di quello che andrò a dipingere, poiché ho la confidenza che solo un corpo che conosci bene, così come ne conosci i movimenti, ti dà. E io, con la musica nelle cuffie, lo lascio andare.

Lavoro tantissimo sul mio sketchbook riempiendolo di sogni e di idee, e no, non ho mai pensato a dove mi porteranno, a una sorta di direzione. Sono molto fortunato nel potermi ispirare ogni giorno, nel sentire molte conversazioni o letture sulle quali lavorare e soprattutto dall’essere circondato da buone persone che mi aiutano a rimanere concentrato e positivo.

La creatività è un “senso” che non dorme mai, così io cerco di mettermi sempre nella posizione di trarre vantaggio dall’essere un osservatore seriale per monitorare costantemente il mondo attorno a me.

sculture e opere di ghost patrolMi piace poi raccogliere le sfide della vita, così so che ampliando ed estendendo la mia pratica a progetti nuovi e sconosciuti, magari con gente del tutto diversa da me, mi porteranno a imparare qualcosa di nuovo. Più grande è un progetto poi, migliore e più interessante si fa l’idea!

Ma per dieci anni ho vissuto nel dubbio che questo potesse essere un vero mestiere, ho fatto diverse cose e contemporaneamente ho lavorato sul mio stile cercando nuovi canali e nuove tecniche per dipingere grandi murales, documentando i miei lavori e indubbiamente, viaggiando tanto, come ho già detto.

Questa è la mia realtà, ma penso che ora più che mai sia possibile essere un artista indipendente, credendo fermamente in quello che facciamo e usufruendo del grande sistema internet. Perciò mi piacerebbe esortare tutti quelli che non hanno il coraggio di fare qualcosa per se stessi a buttarsi, a pensare meno e non avere paura”.

Come si fa a non essere d’accordo con lui?!

 

 

Ghostpatrol: “L’universo che ho nella testa è diventato un lavoro” ultima modifica: 2014-12-04T21:11:17+00:00 da Francesca Benelli