Da una gaffe di Rocco Hunt, Quique trae ispirazione per condurci in giro per l’Italia, alla scoperta di una nuova puntata della sua attesa selecta.  Il rapper campano afferma in tv che l’hip-hop sta emergendo solo ora, sebbene esista da trent’anni. Rocco, sei un bravo guaglione, ma noi di Yury sappiamo bene che l’hip-hop di strada ne ha fatta eccome. E adesso la ripercorriamo con le migliori tracce della scena underground italiana. 

Accendo la tv. Non lo faccio spesso, ma il 2 marzo è successo. Su Rai 3 Fabio Fazio intervista Rocco Hunt, fresco della premiazione al Festival di Sanremo nella categoria “Nuove proposte”. Il suo pezzo “Nu juorno buono” invita la popolazione italiana a non perdersi d’animo e ad apprezzare il bello che ancora conserva il nostro paese, in particolare la sua regione. Rocco viene da Salerno e non ha ancora vent’anni. In lui traspaiono la fiducia e la voglia di lottare che caratterizzano i ragazzi della sua età.

Il suo viso mi è familiare. Fazio continua la sua intervista, incespicando volontariamente in un genere che non gli è per niente familiare: l’hip-hop. Rocco è divertito, si rivolge al pubblico e afferma: «Voi non lo sapete, ma l’hip-hop esiste da trentanni». …Come, scusa?!

Ecco dove l’ho visto! Ma sì, il giovane campano ha collaborato al pezzo “King’s supreme” presente nella compilation Machete Mixtape del 2012. L’album in questione è stato prodotto dalla Machete Empire Records, etichetta indipendente che vede tra i suoi fondatori il rapper sardo Salmo.

 

…E ora, via con la Quique Selecta della settimana!

 

10. Salmo – “La prima volta” (2011)

Maurizio “Salmo” Pisciottu produce i suoi primi demo in versi dal 1999 al 2005, per poi lanciarsi in progetti punk, hardcore e metal con gruppi quali Skasico, Three pigs trip e Toedgein. Il suo primo album da solista arriva soltanto nel 2011. The Island Chainsaw Massacre è una rivelazione per il mondo del rap, del quale vengono sdoganate le basi soprattutto in fatto di strumentali: beat drum & bass ed electro uniti a metal e r n’r, il tutto in un vero must hear degli ultimi anni. Il brano consigliato è “La prima volta”, forse il più classico di tutto il long playing, ma il cui flow e spessore dei versi rapiscono l’ascoltatore per tre minuti.

 

9. Bassi Maestro feat. Zampa e Ape – “Giorni matti” (2003)

Tra le voci di “King’s Supreme” emerge quella di un nome ben noto al mondo dell’hip-hop: Bassi Maestro. Classe ’73, Bassi cresce nella pullulante Milano e inizia la sua carriera già nel 1987 come dj. Nel 1995 fonda l’etichetta Sanobusiness Enterprise, a soli due anni di distanza dal suo primo demotape, Furia solista. Le sue produzioni sono ricche di collaborazioni, tra cui ricordiamo quella con l’Area Cronica Entertainment, etichetta fondata dai Sottotono nel 1996. Classe ’73 non indica soltanto la sua annata, ma anche l’omonimo album del 2003 da cui è estratto il brano “Giorni matti”, proposto qui sotto.

 

8. Microspasmi feat. Fede – “Quando ti siedi” (2003)

I nomi di Bassi Maestro e dell’Area Cronica si leggono nella biografia di un altro duo poco conosciuto, ma non per questo meno meritevole di essere ricordato: i Microspasmi. Medda e Goediman, in arte Microspasmi, nascono nel 1997 a Milano, collaborando sin da subito con nomi importanti, quali per l’appunto l’Area Cronica nel 1999 e Bassi Maestro nel 2005. Del “Maestro” si ha traccia sull’album 16 punti di sutura, in cui sono presenti anche Babaman e Turi. Nel mezzo si trova 13 pezzi per svuotare la pista, album del 2003 nel quale è presente il brano “Quando ti siedi”, che vede la partecipazione del rapper Fede, membro dei Lyricalz. Il brano è caratteristico per i versi di quest’ultimo, che descrivono lo spietato mercato musicale attraverso una geniale metafora calcistica.

 

7. Stokka e Madbuddy – “Palermo centrale” (2001)

Da Milano la nostra classifica sbarca in tutta fretta a Palermo. Il capoluogo siculo è il luogo di nascita e incontro di Stokka e Madbuddy. I due palermitani si conoscono nel 1995, per ritrovarsi tre anni dopo a collaborare all’album degli ATPC, 50MC’S2. Ai nomi dei due palermitani si affiancano quelli dei Cor Veleno, Dual Shock e Johnny Killa. Il loro album d’esordio, Palermo centrale, arriva nel 2001. In esso è presente l’omonimo pezzo qui proposto. Il long playing è incentrato sulla cruda realtà dell’isola. I beat sono curati da Stokka e da Dj Shokka. Rabbia, nera ironia e spessore: album più che consigliato.

Ora non vi resta che leggere la SECONDA PARTE

Ghettoblaster in spalla! Storia dell’hip-hop nostrano (Pt.1) ultima modifica: 2014-03-25T13:11:02+00:00 da Quique Dolores