Storia e intervista a MR FIJODOR , uno degli artisti italiani più conosciuti nell’ambiente street, partito da Imperia alla volta di Torino, dove insieme all’Associazione “Il Cerchio e Le Gocce”, di cui è membro, è stato tra gli ideatori del PicTurin, un festival di street art tra i più importanti in Italia svoltosi dal 2010 al 2012 .

 

La sua storia di artista inizia nell’ormai lontano 1994 , tempo in cui la street art e tutto il mondo del writing non avevano la visibilità e la notorietà che hanno oggi. Da allora Mr Fijodor ne ha fatta di strada, iniziando con due anni alla “Paniko Totale Jam” a Pisa, esponendo al Politecnico di Valencia nel 2004, passando alla video-installazione al Museo di Arti Applicate di Belgrado nel 2005 e coprendo poi con le sue opere l’intera nazione, dalla Sicilia al Veneto, dalla Calabria al Piemonte, dalla Toscana alla Liguria, dall’Emilia Romagna all’Umbria. Nel 2012 parte alla volta del Brasile dove nella città di San Paolo realizza al Centro Culturale CPTM (Companhia Paulista de Trens Metropolitanos) e al MuBE (Museu Brasileiro da Escultura) due opere sui muri esterni degli edifici.

Mrfijodor-COrn79-HIROSHIMA-MONA-AMOUR-picturin-2012-Torino-300x200Il 2013 è l’anno in cui, oltre a continuare a girare l’intera penisola italiana partecipando a Grosseto all’OltreMare Street Art Festival, vola in Germania a Monaco a dipingere per il progetto “Stroke Art Fair”, una vera e propria fiera di street art, collaborando con lo Studio D’Ars Art Gallery di Milano, con cui lavora tuttora.

Nel 2014 arriva la sua prima mostra personaleMy Problems Our Society a Milano proprio nello Studio D’Ars Art Gallery , quasi un premio alla “carriera” per questo artista che ha potuto finalmente rappresentare la sua concezione d’arte, la sua idea di writing e di street art, presentandola in larga scala, a un pubblico a cui forse prima non era mai riuscito ad arrivare. Quello che sta volgendo al termine, è stato anche l’anno che ha visto Mr Fijodor andare in Macedonia per la kermesse “Paratissima“, un evento off di Artissima, la grande fiera d’arte e non solo della città di Torino. A maggio di quest’anno presso lo Spazio Creativo SAMO di Torino, ha inoltre partecipato insieme ad alcuni dei migliori artisti italiani a “15 GUITARS Vs 16 ARTISTS “,  “customizzando” ognuno una chitarra e creando nell’insieme una mostra fantastica.

Infine, nel mese di settembre ha partecipato a un fantastico evento, la “Sagra della Street Art”, un progetto per il recupero urbano di edifici abbandonati nella bella provincia di Reggio Emilia. Lo conoscevate? Avete già sentito parlare di lui? Date un occhio alla photogallery e leggete l’intervista che ci ha concesso per capire, se ne avete il piacere, la storia, lo stile e le idee che muovono la continua produzione artistica di Mr Fijodor.

 

L’intervista

– Ciao! Raccontaci un po’ di te e dei tuoi primi passi nella tua città di origine, Imperia.

Neanche io capisco bene per quale motivo un ragazzo di Imperia, cresciuto tra il mare e i monti e lontanissimo da quello che è un ambiente urbano, si possa essere appassionato ai graffiti e alle culture metropolitane. Però è accaduto e adesso ci troviamo qui a parlarne. La mia prima opera murale non è stata un graffito, ma qualcosa di diverso. Tutto è nato da una conversazione tra miei genitori durante una cena casalinga; discutevano sul fatto che il muro della mia camera era rovinato e che bisognava cambiare la carta da parati. La notte cominciai a strapparla e a disegnare nelle porzioni di muro “nude” il mondo che immaginavo al di fuori della stanza. Pochi anni dopo provai a fare un disegno a spray in un capannone abbandonato, ovviamente il risultato fu penoso. Da lì cominciai ad approfondire, con i pochi mezzi dell’epoca visto che non c’era internet, i movimenti legati al graffitismo e al writing andando a cercare i graffiti che facevano i turisti in Liguria. Mi ricordo le tag di Enok e Paniko, i disegni di Maze e Spok a Sanremo, 2Cake a Ventimiglia e un puppet di Kay One vicino alla stazione di Arma di Taggia. Bei tempi! Nel ’96 entrai nella mia prima crew: MDL – Matti Da Legare, insieme a Kyro, Rams, Meteo, Krampo e Diego Odio; ma è nel 1997 che ci fu la mia prima svolta con la creazione di ADC (Amici Del Cazzo). Insieme a Sushi (R.I.P.), Odio e Corn79, partì la mia prima dipendenza dai graffiti e uno dei momenti più belli e spensierati della mia vita. Peccato che poi sia arrivato il nuovo millennio e siamo dovuti tutti crescere (chi più e chi meno).

– Poi sei arrivato a Torino e…

E sì, da dieci anni vivo sotto la Mole, anche se è da circa quindici  che orbito intorno alla scena cittadina. La colpa è probabilmente di Corn79, che oltre a essere uno dei miei migliori amici è anche il mio compagno di pittate preferito. A Torino ho trovato diversi stimoli, ma soprattutto tanti amici che mi hanno accolto facendomi sentire parte integrante sia della scena. In proposito, non posso non citare Wens che conosco davvero da una vita, ma anche i Truly Design, Vesod, Reser, Piove, Ak, i KNZ, Zorkmade, gli SMK e tanti altri che si sono sempre dimostrati super disponibili a sopportarmi e a permettermi di sporcare le eleganti murate sabaude.

– La tua “nuova” casa, Torino è una città che ha saputo reinvetarsi, dove la street art ha trovato strada fertile e dove sbocciano qua e là laboratori di artisti, gallerie d’arte, palazzi disegnati. Quanto per te e per la tua arte ha giovato questa città e la sua ricca vita artistica?

Torino è una città nel quale ho scelto di trasferirmi, proprio perchè l’ho sempre vista dinamica e attiva. Sicuramente il confronto continuo e il livello alto degli artisti che operano sul territorio mi ha giovato molto, penso che un giudizio lo possano dare più le persone che mi conoscono, visto che negli anni hanno visto il mio mutamento. Uno dei fattori fondamentali è sicuramente di tipo economico, infatti è una città abbastanza low cost, ma con ottimi servizi e questo mi permette di essere più libero nelle mie scelte di vita.

 – Ci racconti ora della tua associazione “Il Cerchio E Le Gocce” e del PicTurin, il bellissimo festival di street art che ha richiamato a Torino alcuni dei migliori artisti in circolazione, facendogli coprire grossi spazi, da università a palazzi privati, da scuole a giardini pubblici?

 “Il Cerchio E Le Gocce” è un contenitore di diverse realtà, nasce come gruppo di appassionati, alle culture urbane legate ai graffiti e alla musica elettronica, che cercano di comprendere il passare dei tempi e lo sviluppo dei diversi movimenti. Siamo attivi dal 2001 e abbiamo sviluppato decine di progetti da Torino a Bolzano, un po’ dovunque soprattutto in Piemonte e in Liguria, ma non solo.

– E cosa ci dici invece dello “Street Art Tour”?

 Negli ultimi anni abbiamo avuto meno possibilità di realizzare opere in città, allora abbiamo convogliato le nostre energie nella promozione del lavoro svolto in precedenza, non solo il nostro ovviamente, cercando di far conoscere alla popolazione sia le diverse opere che gli artisti che le hanno realizzate. Il primo progetto è stato Inkmap, ovvero la catalogazione delle opere in città e la stampa di diecimila mappe promozionali, di conseguenza sono nati gli Street Art Tour. Gli Street Art Tour  sono un progetto autosostenuto e spontaneo, che viene realizzato grazie all’entusiasmo di chi partecipa. Circa un anno fa ha cominciato a collaborare con il “Il Cerchio E Le Gocce” una mia amica, Claudia De Giorgis, che notava il crescente e diffuso interesse per i graffiti e le opere di muralismo. Infatti in diverse grandi città europee da Londra a Berlino passando per Lisbona vi era uno spopolare di tour sulla street art. Perchè non organizzarli anche a Torino? E dall’aprile scorso siamo partiti con i primi tour che hanno avuto un ottimo successo e ad oggi stiamo continuando a proporli. Attualmente chi gestisce la cosa è Claudia con l’aiuto soprattutto mio e di Zorkmade, un altro artista che opera a Torino.

– Hai girato molto per il tuo lavoro, quale delle tue molte esperienze ti è rimasta più impressa?

 Negli ultimi anni sono riuscito a viaggiare abbastanza, soprattutto per l’Italia ma anche all’estero. Tra i viaggi che mi hanno toccato maggiormente c’è di sicuro l’esperienza che ho fatto a San Paolo in Brasile insieme a Corn79, Etnik e Macs. Il Brasile è un paese davvero effervescente e le culture urbane hanno avuto uno sviluppo incredibile e super interessante, i graffiti sono stati davvero assorbiti e digeriti  dalla popolazione locale. Nell’ultimo anno ho fatto un bel giro in Sicilia da Palermo a Siracusa passando per il “Cultural Farm” di Favara che è un posto davvero fantastico: la Sicilia è una regione davvero meravigliosa e ospitale. Purtroppo è limitante parlarne qui, ci vorrebbe un po’ di vino e un paio di serate per raccontare le avventure e le persone che ho incontrato nei miei viaggi.

 -In attesa di incontrarci con più calma e “comfort”, la tua creazione nel progetto dello Spazio SAMO a Torino, nella personalizzazione delle chitarre è qualcosa di geniale, com’è nata l’idea?

Quando i ragazzi del Samo mi hanno proposto di dipingere una chitarra sono rimasto perplesso, perché sono l’antimusica in persona. Fin da bambino sono sempre stato stonato e scoordinato, alle medie il professore di musica mi aveva addirittura esonerato dal suonare il flauto perché emettevo dei suoni strazianti. Come mio solito ho voluto usare l’ironia per rappresentare la mia chitarra, giocando sul fatto che l’unica cosa che so suonare è il citofono e nulla più.

 – Ci siamo incontrati nel tuo studio a Torino mentre terminavi gli ultimi particolari per tua prima mostra personale allo Studio D’Ars Art Gallery, come è andata?

 Sono molto soddisfatto dell’esposizione, è stata la mia prima personale  in una grande città come Milano. Ormai da anni collaboro con Daniele Decia, l’attuale direttore artistico dello Studio D’Ars, e questo è stato l’apice della nostra complicità. Lo spazio è molto intimo ed è in una zona centralissima, infatti mi chiedo perché tu non sia venuto all’inaugurazione…! Ti sei perso un bell’evento, c’era un artista simpatico che esponeva…

 – Abbiamo quasi concluso. Progetti per il futuro?

 Nelle prossime settimane sarò in giro a dipingere per diversi eventi, da Imola all'”Internet Festival” di Pisa, e a fine mese, se tutto va bene, farò una personale nella galleria “Dark Room” di Carpi. Per il 2015 ho qualcosa che bolle in pentola, ma per ora non dico nulla…

– Va bene, lasciaci la curiosità. Grazie mille per la tua disponibilità e continua a dipingere il mondo!

 

INFO & CONTATTI

Sito web di Mr Fijodor

Pagina Facebook di Mr Fijodor

Street art: Mr Fijodor, un imperiese a Torino ultima modifica: 2014-11-26T20:52:24+00:00 da Andrea Pioggia