Una carrellata delle mamme più strambe del mondo animale.

Se i rettili per voi non sono sinonimo di amore e dolcezza, mamma pitone vi farà decisamente fare un passo indietro. Negli ofidi, o serpenti, le cure parentali ai piccoli sono concesse solo dal 3% delle specie, 47 su 1700 conosciute. Nel caso del pitoni troviamo però una particolarità che rende gli esemplari femmina delle madri straordinarie: la cova delle uova. Covare le uova può non sembrare facile per un rettile a sangue freddo, per questo a mamma pitone acciambellarsi sulle uova non basta, deve anche muovere ritmicamente le sue spire (contrazione muscolare) provocando un aumento della temperatura. Questa azione facilita lo sviluppo embrionale senza che incorra in intoppo alcuno.

Ovviamente muovere costantemente il proprio corpo senza cibarsi per un lungo periodo di tempo provoca degli svantaggi energetici per il pitone adulto, ma d’altronde cosa non si fa al giorno d’oggi per i propri figli?

Sempre in tema di Festa della Mamma ed erpetologia, è sicuramente da ammirare il gruppo dei loricati, sia mamme che papà in questo caso, infatti tutte le specie concedono cure parentali. Le madri solitamente hanno un ruolo maggiormente attivo e possono anche aiutare i piccoli a uscire dalle uova, oltre a proteggerli nei primi giorni di vita all’interno della cavità boccale. Questi organismi sono anche riusciti a generare delle incubatrici naturali, infatti i nidi dove vengono “sepolte” le uova sono fatti di terra e fogliame e altro materiale organico che va incontro alla decomposizione e alla fermentazione, riscaldando così autonomamente le uova.

Altro esempio di eccezionale istinto materno è quello dell’Oophaga pumilio, il dendrobate pigmeo, rana tossica di piccole dimensioni che sposta sulla propria schiena i girini per poi depositarli nelle cavità, piene di acqua piovana, tra le foglie di piante del genere Bromelia. Ormai al sicuro dai predatori l’anfibio continua a prendersi cura dei girini fino al loro completo sviluppo, nutrendoli con uova non fecondate direttamente prodotte da lei.

Nel regno animale c’è persino chi per i propri figli dona anche la vita, come ad esempio il polpo comune, Octopus vulgaris. La femmina infatti dopo aver deposto le uova resta con loro fino al momento della loro schiusa, vivendo due mesi senza nutrirsi per difendere l’amata prole dagli attacchi del predatore, perdendo in questo modo gran parte delle energie e del peso corporeo. Per questo dopo la schiusa di solito incombe la morte dell’animale. Non diffidate mai dell’amore che un mollusco cefalopode può provare per le sue larve.

Questi sono solo alcuni esempi delle straordinarie e amorevoli cure parentali che le madri del nostro pianeta possono offrire. Non si tratta certo di un lavoro facile, infatti in termini energetici è estremamente sconveniente e si rischia sempre di rimanere vittima di qualche predatore.

Ma chi ha mai detto che fare la mamma sia cosa facile?

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La mamma è sempre la mamma, anche quando ha otto braccia ultima modifica: 2015-05-08T13:30:27+00:00 da Filippo Schiavone