La successione di eventi che ha portato dalla scelta dei candidati fino alle elezioni regionali 2015 in Liguria è sicuramente ricca di caratteristiche avvincenti. I parallelismi con una narrazione romanzesca sono tanti, troppi: sembra una trama partorita dalla mente di uno scrittore, ma per fortuna (o purtroppo?) non è così.

 

Questa è una storia che merita di essere ripetuta e rivissuta. Si tratta di una storia recente, svoltasi in nei quattordici mesi precedenti al 31 maggio 2015. Le vicende che stiamo per ripassare sono degne delle migliori peripezie descritte nei romanzi d’avventura. I punti in comune che lo confermano sono tanti: protagonisti, antagonisti, una lotta per il potere ardua e incerta, ritirate, misteri, battaglie, scandali, colpi di scena, eventi tragici, la sorpresa nel finale.

Per questo e per altri molti motivi, penso che gli avvenimenti legati alle elezioni regionali 2015 in Liguria si possano definire quasi epici e che quindi siano assolutamente degni di nota.

L’inizio

PaitaTutto comincia verso i principi di gennaio del 2014: la data delle elezioni della nuova giunta ligure si avvicina inesorabile, ma il governatore Claudio Burlando ha già chiara l’idea sul suo successore. Si inizia a spargere la voce che sarà l’assessore alle infrastrutture, la spezzina Raffaella “Lella” Paita a ricevere l’investitura. Infatti, a fine mese viene sciolta la riserva e viene annunciata la sua candidatura alle primarie del PD in pompa magna in un evento a Palazzo Ducale a Genova.

La direzione regionale e in parte quella nazionale del Partito Democratico, però, non sembrano entusiaste della possibile scelta di un esponente non molto conosciuto e soprattutto non genovese e iniziano a fare qualche sondaggio per capire se esista un’alternativa. Mentre il centrodestra e il M5S hanno pochissime idee e tutte poco convincenti, tra le file del centrosinistra inizia a presentarsi qualcuno. È il caso di Alberto Villa, responsabile comunicazione del PD genovese, e Massimiliano Tovo, segretario regionale dell’UdC (sì, avete letto bene: U-d-C).Successivamente si presenta anche Federico Berruti, sindaco di Savona. Sicuramente l’antagonista della Paita più interessante, sa che sarà una competizione molto difficile perché la sfidante è appoggiata dal governatore e dal suo elettorato, ma non si scoraggia e affronta lo scontro a viso aperto.

Dopo un paio di mesi di lotte dove aleggiano le candidature anche del segretario regionale del PD Giovanni Lunardon e quella del Ministro di Grazia e Giustizia Andrea Orlando, arriva il primo colpo di scena: Berruti si ritira e la Lella si ritrova le strade spianate per la vittoria alle primarie. Il sindaco di Savona si accorge che il supporto all’avversario è troppo ben strutturato e quindi abbandona la corsa alle primarie perché non riesce a raccogliere le 1800 firme dell’assemblea regionale del PD necessarie a presentare la candidatura, non senza criticare le norme troppo ferree per la partecipazione alle elezioni interne.
È la mattina del 9 ottobre 2014, e su Genova inizia a scendere una leggera pioggia.

Il risvolto tragico e l’avvento dell'”eroe”

Dalla tarda mattinata del 9 ottobre Genova viene colpita da un tremendo nubifragio che durerà anche i giorni successivi: la città soffre per la seconda volta in tre anni un’alluvione che genera paura, distruzione e morte. Di nuovo. Ma i Liguri, che si distinguono per avere la grandezza dei loro attributi concorde alla grandezza del proprio cuore, si rialzano subito e si mettono all’opera spalando, pulendo e aiutandosi tra di loro come non mai, un’altra volta. Ripetendo la successione più e più volte.

Genova-Alluvione-2014-Foto-Infophoto-Imc

Durante quei giorni di strenuo lavoro, però, manca qualcuno: dell’assessore alle Infrastrutture, all’attività di Protezione Civile, alla difesa del suolo e del ciclo delle acque Raffaella Paita non si ha alcuna traccia. In città gira voce che il ritardo del soccorso della Protezione Civile sia proprio dovuto a un allarme dato con troppo ritardo. Iniziano le prime, solenni indignazioni. E Berruti, ormai ritiratosi, si mangia le mani.

Un mese più tardi, un’altra svolta: dopo qualche tentennamento e sicuramente molto in ritardo per il confronto che si terrà l’11 gennaio, decide di entrare in scena l’ex segretario nazionale Cgil nonché ex sindaco di Bologna Sergio Cofferati. Con una candidatura di questo livello, la sfida tra i due candidati non può essere che emozionante. Le aspettative non deludono.

La battaglia

La candidatura di Cofferati è così pesante che porta subito delle conseguenze: Villa si ritira per appoggiare il nuovo candidato e anche Berruti manifesta il proprio supporto. I profili dei duellanti sono quindi definiti e sono pronti allo scontro.

cofferatiL’11 gennaio 2015 si svolgono quindi le primarie aperte del Partito Democratico, che proclamano vincitrice Raffaella Paita con uno stacco di circa 4mila voti dall’avversario. Le dinamiche di voto, però, non sono delle più trasparenti: Cofferati denuncia infatti dei brogli avvenuti nei seggi. L’ex sindaco di Bologna dice di avere ricevuto molte segnalazioni di violazioni delle regole: un inquinamento in massa da parte della destra e il voto organizzato di certe etnie, marocchini e cinesi su tutti (il “cinese” beffato da cinesi, l’ironia del destino). Viene chiesto un pronunciamento della Commissione Nazionale di Garanzia, che una settimana dopo, viste le prove, annulla il voto di entrambi i contendenti in 13 seggi.

Il risultato, però, non cambia. Cofferati rimane – giustamente – molto, troppo indignato per l’accaduto e si aspetta una presa di posizione da parte del segretario nazionale Renzi simile a quella presa da Bersani nel 2011 con l’annullamento delle primarie a Napoli, la quale, però, non arriverà mai. L’ex segretario generale della Cgil, deluso e amareggiato per la poca considerazione e l’ancor più basso rispetto per uno dei padri fondatori del Partito Democratico, decide di abbandonare definitivamente il partito.

Alice SalvatoreIntanto, sugli altri lati, verso fine gennaio Alice Salvatore vince le primarie online del M5S ed entra in corsa per le elezioni. Ad inizio marzo, invece, il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini arriva a Genova per aprire ufficialmente la campagna elettorale del consigliere regionale Edoardo Rixi, arrivato finalmente alla sua opportunità decisiva per potere dimostrare sul campo tutto il lavoro svolto nella precedente legislatura regionale.

Ma le cose stanno di nuovo, inevitabilmente, per essere rivoluzionate.

Il finale a sorpresa

pastorinoIl 17 marzo 2015 entra in scena Luca Pastorino, un parlamentare del PD nonché sindaco di Bogliasco, e presenta la propria candidatura alle elezioni regionali proprio su proposta di Cofferati. Gli animi all’interno del centrosinistra crescono, ma non si capisce se il nuovo candidato avrà l’appoggio sufficiente per scalzare la Paita. Inoltre, Pastorino non ha tutto il tempo del mondo visto che ormai si è deciso che si voterà domenica 31 maggio 2015.

Poche settimane dopo l’annuncio del nuovo candidato del centrosinistra, ecco l’ennesimo colpo di scena: il primo aprile Salvini ritira la candidatura di Rixi per fare spazio alla scelta di Forza Italia di presentare il consigliere politico di Berlusconi Giovanni Toti. Il tutto SENZA essere un pesce d’aprile. A metà dello stesso mese, poi, arriva la notizia inaspettata: la Procura di Genova scrive sul registro degli indagati il nome dell’assessore e candidata Raffaella Paita per omissione di atti d’ufficio, concorso in disastro colposo e omicidio colposo per non aver dato l’allarme in tempo in quella tragica notte di ottobre.

Nonostante ciò possa sembrare un duro colpo, la Lella si sente serena e va avanti, spalleggiata anche dai vertici nazionali del PD, il premier Renzi in primis. La situazione subisce quindi un ennesimo condizionamento: nonostante la notizia giudiziaria, con la scelta di Forza Italia il centrosinistra tutto si sente più forte, quasi rinvigorito dalla presenza di un personaggio che non sa nemmeno che Novi Ligure si trova in Piemonte. E invece.

totiE invece, nonostante i sondaggi dicessero che ci sarebbe potuto essere un testa a testa tra la Paita e Toti con la Salvatore allo stesso livello di Pastorino a lottare per le seconde posizioni, è arrivata la celebre sorpresa finale. La notte del 31 maggio, con Edoardo Rixi sullo sfondo adirato per l’occasione negatogli, Giovanni Toti passa dagli studi di “Studio Aperto” e “Rete4” alla sede della Giunta Regionale in piazza De Ferrari imponendosi di ben 6 punti percentuale di distanza dalla Paita, che ovviamente indica negli elettori di Pastorino i veri responsabili della vittoria del centrodestra, colpevoli di non aver colto l’importanza di un “voto utile” sostenendo un candidato debole che ha sottratto voti al ferreo e coeso PD ligure. Chiedere a Cofferati. E intanto la Lega dal 10 passa al 20%…

L’epopea politica delle elezioni regionali in Liguria ultima modifica: 2015-06-03T18:50:46+00:00 da Jacopo Troise