Matthew McConaughey, Bryan Cranston e Kevin Spacey, rispettivamente protagonisti o (co-protagonisti) delle serie culto True Detective, Breaking Bad e House Of Cards, sono i candidati all’equivalente di “Miglior Attore Protagonista” agli Emmy Awards 2014, il più importante premio televisivo internazionale, noto anche come Oscar del piccolo schermo. Chi e perché dovrebbe vincere?

 

Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare di almeno una serie tra Breaking Bad, House Of Cards (leggi il nostro precedente articolo) e True Detective. Bene, se avete la mano alzata o venite da un pianeta lontano o state mentendo.

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La prima è, a detta di molti, la serie tv per eccellenza: 5 stagioni che si mantengono a un livello alto per tutta la loro durata, come mai, o quasi mai, era successo in un seriale televisivo. True Detective, invece, nonostante l’arrivo in Italia sia previsto solo per l’autunno, è stato oggetto di discussione da bar, grazie anche alla presenza di Matthew McConaughey, ai tempi dell’uscita fresco vincitore di un Premio Oscar come miglior attore protagonista per il film Dallas Buyers Club, con buona pace di Leonardo Di Caprio e il suo Wolf of Wall Street (nel quale, tra l’altro, McConaughey compare in una piccola parte). Infine House Of Cards è stata la serie di punta del nuovo canale SKY, SKY Atlantic, che ha spalancato anche all’Italia (definitivamente) le porte del lungo tunnel delle serie tv.

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Questi tre piccoli capolavori sono protagonisti degli Emmy Awards 2014, il premio più importante per quanto riguarda la televisione (no, non è il Telegatto). In particolare, vogliamo soffermarci sul premio equivalente al “Miglior Attore Protagonista“, nella categoria serie drammatiche, per il quale concorrono, oltre a Jeff Daniels (The Newsroom), Jon Hamm (Mad Men)Woody Harrelson (True Detective), anche i tre protagonisti delle serie sopra-citate: Bryan Cranston, meglio noto come Walter White, o Heisenberg, della serie Breaking Bad, Matthew McConaughey, l’enigmatico Rust di True Detective, e Kevin Spacey, il machiavellico politico di House Of Cards.

Una lotta a tre, una lotta dalla quale, chiunque uscirà vincitore, ne uscirà con un vantaggio quasi impercettibile sui due rivali. Noi di YURY ci siamo divertiti a pronosticare chi potrebbe essere il fortunato numero uno.

• Bryan Cranston:

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Come già scritto in precedenza, il personaggio di Walter White è il personaggio che ha scrollato di dosso al seriale televisivo quella matrice trash che la accompagnava dagli anni ’90 (tranne qualche eccezione come Lost, la prima vera serie culto). Un professore che si ritrova nel mezzo del cammin della sua vita inetto, frustrato e per di più malato di un tumore ai polmoni, ma che rinasce dietro la maschera di Heisenberg, il più grande produttore di metanfetamina del New Mexico (e non solo). Intorno a Cranston una serie di personaggi degni di nota: Aaron Paul, ovvero Jesse Pinkman, lo studente/spalla del grande Heisenberg. La sua fine doveva essere più che pessima e il suo percorso all’interno della serie doveva terminare alla fine della prima stagione; i produttori, però, rimasero sorpresi dall’ottima prova di Aaron Paul e di come il pubblico si fosse affezionato a un ormai indispensabile Jesse, tanto da prolungare la sua avventura all’interno della serie. Altro grande attore è Giancarlo Esposito, il temibilissimo Gus, proprietario di Los Pollos Hermanos e il più grande tra i molti antagonisti di Heisenberg e Jesse. Bryan Cranston è quindi grande fra i grandi. Nulla da togliere alla sua superba esibizione, ma, a differenza degli altri due candidati, non è unico baluardo (o quasi) di ottima recitazione.

• Kevin Spacey:

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Frank Underwood è un machiavellico politico alla conquista della Casa Bianca (molto semplicisticamente parlando, evitando accuratamente spoiler). House Of Cards è quindi un’interessante serie su inganni, intrighi e accordi segreti tra i quali ogni buon politico deve saper destreggiarsi con malizia per rimanere a galla. Intorno a Kevin Spacey, però, il nulla (o quasi). La prima stagione, quella in lizza durante gli Awards, si regge praticamente solo sulla figura di quello che, oltre a essere il protagonista, è anche produttore della serie di Netflix, l’innovativo servizio di streaming. L’unico personaggio che sembrava quasi reggere il confronto viene fatto da parte molto velocemente, dando l’impressione che, almeno per la prima stagione, la centralità di Spacey sia necessaria per il successo del seriale.

•Matthew McCounaghey:

HBO's "True Detective" Season 1 / Director: Cary Fukunaga

Alla ricerca di un serial killer in Louisiana, in un viaggio temporale e fisico, dal 1995 al 2012 su e giù per l’intero stato. Un caso riaperto, i primi detective che si occuparono del caso torchiati degli ormai ex colleghi più giovani. Questa la trama di True Detective, quella che, a modo di vedere del sottoscritto, è la più grande serie televisiva mai prodotta. A renderla grande, soprattutto, i monologhi cupi, tetri e introspettivi di Rust Cohle, il personaggio interpretato dall’ultimo attore in analisi in questo speciale pronostico. Al suo fianco una buona prestazione di Woody Harrelson, che però non riesce neanche a competere con il personaggio più affascinante che una serie televisiva abbia mai sfornato. Difficile da descrivere le ragioni della grandezza del personaggio interpretato da McCounaghey, ma tutto, dalla mimica facciale, dal tono di voce, alla gestualità, riesce a tenere incollati allo schermo. Un cinismo affascinante, che dà vita ad un personaggio unico nel suo genere.

Aspettando la premiazione di questa sera, la 66ª dei Primetime Emmy Award che si terrà al Nokia Theatre di HollywoodLos Angeles, YURY è lieto di annunciare la propria classifica, categoria Miglior attore protagonista in una serie drammatica:

3° Kevin Spacey,

2° Bryan Cranston,

1° Matthew McCounaghey.

Siete d’accordo? Vediamo se ci abbiamo preso.

Emmy 2014: McConaughey, Cranston o Spacey? Il pronostico di YURY ultima modifica: 2014-08-25T20:02:20+00:00 da Tommaso Naccari