La strada per il successo non è sempre lineare. Damo Suzuki e Keziah Jones ne sono un esempio calzante. Vi raccontiamo il rocambolesco viaggio verso la notorietà di due talentuosi quanto anticonformisti artisti di strada. 

 

I busker, meglio noti come artisti di strada, sono ovunque. Il loro habitat naturale sono le grandi città, i centri storici, gli spazi attigui ai monumenti più rappresentativi, le stazioni dei treni e la metropolitana. Dedicano la loro intera vita alla musica. Sono i reietti dell’industria discografica, figli di un dio minore.

Eppure, nonostante l’apparenza possa trarci in inganno, in alcuni di loro si cela talvolta un grande talento. Sebbene nella quasi totalità dei casi la loro speranza di esibirsi di fronte al grande pubblico sia una possibilità senza reali velleità di successo, capita che Euterpe, mossa dalla bontà degli intenti e dell’espressione artistica, decida di dar loro una chance. È questo il caso di Damo Suzuki e Keziah Jones.

Damo Suzuki

Siamo nel 1968. In Germania impazza quello che sarebbe stato definito come Krautrock e i CAN si lanciano prepotentemente alla ribalta come leader di questo nuovo movimento musicale. La band è fondata dagli allievi del geniale Karlheinz Stockhausen Irmin Schmidt, da Holger Czukay e ha appena aggiunto alla line-up il cantante e scultore americano Malcolm Mooney, con il quale darà vita all’album d’esordio Monster Movie (1969).damo3-001

Tuttavia, l’instabile vocalist decide sotto consiglio psichiatrico di tornare a casa, nella Grande Mela, a causa – pare – di una violenta crisi nervosa suscitata dalla musica psichedelica e caotica della band. Quando tutto sembra perduto, in un pomeriggio del ’69 a Monaco di Baviera il bassista Czukay e il batterista Liebezeit stanno seduti in un bar a osservare un busker nipponico, che a mala pena riesce a mettere insieme due accordi e ad ululare versi lamentosi in un inglese stentato. Holger, preso da un moto di geniale incoscienza, decide di offrire al ragazzo il posto di cantante.

Kenji “Damo” Suzuki accetta esibendosi nelle restanti serate del tour e dando vita a quella che sarà ricordata come la formazione classica dei CAN. Con lui il gruppo inciderà i capolavori Tago Mago (1971) e Ege Bamyasi (1972), per poi chiudere la sua esperienza con uno dei primi esempi di dischi ambient, Future Days (1973).

La sua carriera subirà una battuta d’arresto dopo quest’ultimo LP a causa del suo matrimonio e della conversione alla dottrina dei testimoni di Geova, ma la sua influenza sulle generazioni future sarà tale che il leader dei Fall, Mark E. Smith, gli dedicherà la canzone “I am Damo Suzuki“.

Dopo dieci anni di silenzio e una carriera trentennale, Damo Suzuki è oggi intenzionato sempre più a portare avanti la sua idea visionaria di musica: il Damo Suzuki’s Network, ossia un giro attorno al globo costituito da jam sessions live insieme ai musicisti locali.

Keziah Jones

Il caso di Keziah Jones è diverso, ma non così lontano da quello di Damo Suzuki. Olufemi “Keziah Jones” Sanyaolu è figlio di Oshodolamu Sanyaolu, capo Yoruba e industriale, che nel 1976 spedisce il bambino di soli otto anni a studiare in un costosissimo quanto esclusivo istituto privato britannico. Il ragazzo, trovandosi catapultato in un mondo così estraneo, reagisce rifugiandosi nella musica. Così, dopo aver imparato i fondamenti di teoria e composizione grazie al pianoforte, all’età di sedici anni si appassiona alla chitarra, che diventerà la sua fedele compagna di viaggio.

Keziah_Jones_@solidays_2009-5_(3677441735)

Dopo aver fortunosamente superato gli esami, decide che per lui il tempo in quel mondo è finito. Si ritrova a suonare per strada, nei club e nella metro londinese, costantemente in fuga dai bobbies. Il suo stile di vita bohémien lo attrae prima verso Parigi e poi di nuovo a Londra, dove nel 1991 viene scoperto dal tastierista di Sailor e Culture Club, Phil Pickett, mentre intrattiene i passanti a Portobello Road.

Pickett decide di diventare il suo manager e, dopo un tentativo andato a vuoto con la Capitol Records, riesce a strappare un contratto con la Delabel, che produrrà il suo album di debutto, Blufunk Is A Fact.

Lo stile unico di Keziah, un mix di funk, soul, blues e musica africana, insieme alla sua peculiare tecnica slappata, lo condurrà a pubblicare sei LP e un Best of, a suonare con alcuni tra i più grandi musicisti jazz contemporanei, come John McLaughlin e Marcus Miller, e a partecipare ad alcuni festival storici come Montreaux.

Questi sono solo due illustri esempi di artisti di strada giunti al successo, ma la prossima volta che vi troverete ad ascoltare un busker, ricordatevi che a volte la differenza fra un artista di strada e una rock star consiste semplicemente in un colpo di fortuna.

Dalla strada al grande palco: Damo Suzuki e Keziah Jones ultima modifica: 2014-04-04T16:18:07+00:00 da Quique Dolores