Vi è mai capitato di amare alla follia una canzone e scoprire solo in seguito che la vostra adorata non è l’originale? Eccovi allora servita un’altra Quique Selecta, che in questa prima puntata di Cover It Up vi propone cinque cover di brani e artisti ormai storici.   

 

Le cover inondano le classifiche. Spesso sono il frutto di assenza di inventiva da parte di artisti di plastica, che cercano di rilanciarsi attraverso il rimaneggiamento di pezzi che hanno fatto la storia della musica. Tuttavia, le cover sono anche l’omaggio di tanti musicisti ad altri colleghi che hanno plasmato il loro gusto musicale e che permettono a innumerevoli brani di diventare immortali.

 

Partiamo subito con i primi cinque pezzi della Quique Selecta di questa settimana: Cover it up!.

 

10. Tre Allegri Ragazzi Morti“Per me lo so” (1997)

Per me lo so” è un brano dei CCCP Fedeli alla linea, storico gruppo punk italiano, ed è contenuta nell’album Socialismo e barbarie del 1987. Toffolo non è certo nuovo alla scena punk italiana: chitarrista attivo dalla fine degli anni ’70, ha fatto parte del movimento pordenonese Great Complotto, di breve vita, ma che ha dato i natali a diversi gruppi punk e new wave. L’amore per il punk-rock è inoltre caratteristico di tutto l’album Mondo Naif, il primo lavoro autoprodotto dai TARM nel 1994. “Per me lo so” è contenuta in Piccolo intervento a vivo del 1997.

 

9. Giuliano Palma & The Bluebeaters “Wonderful life” (1999)

I Giuliano Palma & The Bluebeaters erano un famoso super gruppo italiano, nonché cover band di noti brani nazionali e internazionali in versione ska e rocksteady. L’affermazione e il riconoscimento al grande pubblico è arrivato con The Album del 2000, che oltre a “Wonderful Life” contiene le cover di “Believe” di Cher, “Coming in from the Cold” di Bob Marley e “Never Never Never” di Mina.

La versione originale di “Wonderful Life” è del cantante britannico Black, contenuta nell’omonimo album del 1987. Oltre ad essere compresa nella compilation Festivalbar 1988, “Wonderful Life” è stata oggetto di vari riarrangiamenti, tra cui il più noto è (ahimè) quello di Zucchero.

 

8. Rage Against The Machine“Renegades of Funk” (2000)

I Rage Against The Machine erano uno storico gruppo statunitense rap-metal, caratterizzato dal dichiarato orientamento di estrema sinistra e critico nei confronti delle politiche economiche e diplomatiche degli USA. Il brano “Renegades of Funk” è contenuto nell’album Renegades del 2000.

Renegades è l’ultimo LP dei RATM, che coincide con l’abbandono del cantante e co-fondatore Zack de la Rocha. Il long playing è costituito interamente da cover e contiene riadattamenti di brani storici di Bob Dylan, The Stooges, Bruce Springsteen, nonché cover di pezzi grossi della scena hip hop, tra cui Eric B & Rakim, EPMD, ma soprattutto Afrika Bambaataa. Afrika Bambaataa è una figura storica della old-school statunitense, nonché fautore dell’electro rap, caratteristico della hit “Planet Rock“, contenuta nell’omonimo album del 1986, in cui è contenuta anche “Renegades of Funk“.

 

7. Tricky “Something in the way” (2001)

Something in the way” è una canzone dei Nirvana, storico gruppo grunge capitanato dal compianto Kurt Cobain. Il brano è l’ultima traccia dello stravenduto album Nevermind del 1991.

L’artista trip-hop britannico Tricky ha reinterpretato il brano dei Nirvana nel suo sesto album in studio, Blowback, del 2001.

 

6. Juliette Lewis“Hardly wait” (1995)

Hardly wait” è un brano della cantautrice statunitense Pj Harvey ed è contenuto nell’album 4-Track Demos del 1993.

La canzone è stata reinterpretata dall’attrice Juliette Lewis nel film cyberpunk Strange Days, in cui recita al fianco di Ralph Fiennes. La Lewis darà avvio alla sua carriera di cantante solo nel 2003, con il gruppo alternative rock Juliette and the Licks.

 

È tutto per questa settimana e – come sempre – rimanete in attesa della seconda parte della Quique Selecta!

Cover it up: le cover più belle e inaspettate ultima modifica: 2014-04-22T22:37:44+00:00 da Quique Dolores