Hong-Kong-Yunnan-Hunnan, fai un salto, fanne un altro, fai la giravolta, falla un’altra volta, guarda in su, guarda in giù, dai un bacio a chi vuoi tu. Ovvero di come viaggiare spediti in lungo e in largo prendendo due treni ad alta velocità, uno normale, sette aerei, svariati pullman di diverse dimensioni e una macchinina da turisti con voce registrata, per visitare solo 1/8 di un paese: la Cina.

Scegliere di fare una vacanza in un’area vasta come quella della Cina, mettersi in moto, e in moto rimanerci per tutti i 15 (piuttosto stressanti) giorni, al termine dei quali ti chiederanno solo “ma almeno la muraglia l’hai vista?” e potrai rispondere “no“. Ma sono anche stata un mese in India senza vedere il Taj Mahal o Varanasi, e sono felice lo stesso.cina-cane2

Cose che ho scoperto

Ho scoperto molte cose interessantissime, tipo che puoi prendere un volo per 460 euro e arrivare in Cina, ma per scendere te ne occorrono almeno altri 117. Sì perché i furbetti hanno capito come spremere i turisti, e già dal prezzo del visto avrei dovuto intuire come sarebbe andato il viaggio. Altre cose che ho scoperto: vendono qualsiasi cosa, tipo i paesaggi. Se una zona diviene famosa per un dato panorama naturale, i cinesi naturalmente lo copriranno con pannelli, alberi, cespugli o omini di guardia e vi faranno pagare per ammirarlo. Si chiamano tasse di mantenimento. Poi tra le cose nuove annovero il fatto che se cambi regione devi cambiare scheda telefonica, e che per capire quale tu debba fare, ti ci vuole un interprete e un nome cinese.

Ho anche scoperto che i cinesi sputano, si lavano i denti per strada, fanno i gargarismi e sputano (l’ho già detto, ma sputano davvero molto), a volte hanno un eccesso di tosse quindi sputano. Insomma i cinesi sputano un sacco, i più hardcore anche sul bus. Dentro il bus. Ho scoperto poi che non hanno le idee geografiche molto chiare e spesso non sanno cosa sia l’Italia e neppure dove sia. Ho scoperto che si vogliono fare le foto con te, a tutti i costi, seppur in maniera molto discreta, spesso fingendo di farsi i selfie (ma non ne ho capito il motivo). Ho scoperto che al negozio della Nikon o di fotografia, non sanno cosa siano i rullini. Non lo sanno! Ho scoperto che ci considerano teneri, perché non sappiamo neppure parlare il cinese. Una cosa bellissimissima che ho scoperto è che ballano e cantano nei parchi, soprattutto i vecchi. Ah, ci sono sia i vecchi che i cimiteri, quindi i cinesi invecchiano e muoiono.

I cinesi invecchiano e muoiono, in Cina

Prima di partire, sapevo mangiare abbastanza male con le bacchette ed i cinesi anziani da me visti si contavano sulle dita di una mano. Provengo da una città marittima, dove è sempre circolata la leggenda che i cinesi anziché farsi seppellire qui, imbarcano le salme per riportarle a casa, o addirittura tornano a morire là, neppure fosse una specie di cimitero degli elefanti. Confesso di essere partita con la curiosità riguardo a questo mito, ed alla fine posso raccontarvi che andrei lì anche io, in età da pensione. I vecchi cinesi difatti hanno il dominio assoluto dei parchi. Sono i bulletti delle medie nel cortile delle elementari. Ho visto pochi bambini correre in bicicletta ma molti anziani giocare a carte, a Go o a Mahjong. Soprattutto, la cosa più bella di tutte è che non dovete immaginarvi i nostri parchi municipali, bensì dei giardini botanici ricchi di ogni varietà di bonsai, carpe nei laghetti e fiori profumatissimi. In questi parchi coperti di fiori i vecchi ridono, un sacco. Ridono di gusto mentre giocano, o mentre fanno delle rappresentazioni teatrali, o mentre cantano e suonano, suonano e stonano tantissimo, e quindi ridono altrettanto.

anziani cinesi al parchetto

Insomma, i cinesi invecchiano felici, in apparenza molto più felici di noi. Per quanto riguarda poi al rito funebre, è molto complicato e dura più di un giorno. Comprende una banda, dei soldi bruciati e dei fuochi d’artificio; non mi sorprende non si vedano spesso in Italia. Un’altra cosa che ho scoperto, è che negli angoli delle strade, agli incroci o nelle piazze, al tramonto si fanno balli di gruppo. Non parlo di balli tipo la Macarena, ma balli tradizionali che coinvolgono soprattutto donne di ogni età.

 

I mercati cinesi non hanno elettricità o non gli serve

I mercati sono un mondo a parte, come quello dei parchi ma meno profumato. Nei mercati trovi ogni genere alimentare vivo. Cioè, se hai voglia di pollo, lo compri vivo e te lo porti a casa, o al massimo se sei un fifone te lo uccidono sul momento. Idem se hai voglia di pesce, preparati a lottare con uno che non si farà prendere tanto facilmente. Conservano il pesce in bacinelle metalliche o vasche di plastica in cui rabboccano l’acqua di tanto in tanto, e i pesci che scegli sono vivi, così come i crostacei. Probabilmente se dovessi vivere lì, sarei vegetariana con una casa piena di polli comprati al mercato e che nessuno ha mai avuto la forza di uccidere. In ogni caso, i cibi che potrete trovare in Cina hanno molte squisite varietà, e non penso di aver mai mangiato così bene in un viaggio.

mercato cinese

ripiani con verdure fresche e bacinella in plastica blu con pesci. Per ordinare al ristorante, basta indicare.

I ristoranti cinesi vi hanno sempre mentito

La maggior parte dei piatti che troviamo abitualmente nei menù, ho scoperto essere una magnifica europeizzazione dell’originale. Tra le nuove scoperte annovero: la zuppa con il pane fritto e gli spiedini, tutto dentro questa coppetta calda, bellissima. Il pane fritto è così buono che puoi mangiarlo anche da solo, per quanto se lo compri a parte verrai visto come il tedesco che pasteggia a cappuccino. Le uova strapazzate con le verdure più buone del mondo (che poi non sono proprio proprio strapazzate, ma siam lì) ed alcune verdure mai viste; ma soprattutto gli xiao pao. Addio mondo, seppellitemi qui, sotto un bonsai e ricoperta di xiao pao. Gli xiao pao sono delle specie di panini di mollica di pane, cotti al vapore, con dentro lo stufato. Oh-mio-Dio. L’unico ristorante che ho ritrovato a Genova fedele al clima originale, che comunque non fa i Pao, è in via Gramsci. Vorrei chiedere a tutti loro perché non servano i veri piatti, ma non ho mai imparato il mandarino e parlarsi può essere piuttosto complicato. Da qui nasce il rispetto per i cinesi che vivono in Italia ed hanno imparato una lingua agli antipodi della propria, con fonetismi davvero diversi.cina-piatto

I Cinesi mentono in generale

Possono mentire dicendovi che non ci sono altri modi per arrivare in un posto e dovrete prendere il loro taxi, salvo poi arrivare assieme a un pullman. Possono mentire dicendo che raggiungerete facilmente un tal posto in bicicletta, quando è solo perché l’assenza di Google Maps ha sfalsato le proprie idee di mappe, e quindi le distanze sono a occhio. In Cina costruiscono città come se fossero antichi reperti, quando in realtà sono state tirate su nell’85 per puro marketing, inventandosi anche dei nomi evocativi. O magari vi fanno il costoso biglietto per un ponte di vetro sospeso nel vuoto su una montagna, omettendo che una volta arrivati in cima sarete avvolti dalla nebbia e dalla pioggia, e che il maggior brivido che ti potrà trasmettere quell’esperienza sarà il cercare di non scivolare sulle pozzanghere. Mentono anche raccontando che alcuni registi abbiano girato i propri film lì, o ispirandosi a tal panorama, ma infondo gli si vuol bene così. Non sono proprio bugie, è più un lasciarti credere supportato da del sano marketing.

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La vista mozzafiato del ponte di vetro, il più famoso in Cina.

I love China.

Sfatare qualche mito viaggiando in Cina ultima modifica: 2016-07-05T12:46:30+00:00 da Francesca Benelli