Nel 1992 arrivò dalla Nuova Zelanda uno dei film minori  di Peter Jackson, futuro regista de Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit. Destinato a diventare simbolo dello splatter demenziale, Splatters – Gli Schizzacervelli offre allo spettatore sangue, sbudellamenti, disarticolazioni e risate a gogò. 

 

Lo spettatore cinematografico fanatico (il “cinefilo”), si sa, è spesso spocchioso. Snob. La verità in tasca ce l’ha solo lui e non ha ulteriore tempo da perdere con film apparentemente idioti e low profile. Allo stesso tempo, però, il vero appassionato di cinema è anche molto curioso e se un regista vince 17 premi Oscar con tre sole cartucce sparate, è facile che la cosa lo spinga ad approfondire la sua filmografia.

La vena comico-splatter di Peter Jackson

peter jacksonQualche anno fa, mentre Peter Jackson raccoglieva consensi a livello mondiale con la sua nota trilogia, aprivo l’internet e, facendo un po’ ricerche sui lavori precedenti del regista neozelandese, ne scoprivo la follia. Wikipedia mi raccontava di film diretti in precedenza da quell’ometto cicciottello e barbuto (così simile ai suoi Hobbit), dove i protagonisti erano zombi decerebrati, alieni affamati di carne umana e violente parodie dei Muppets. Ero allibito.

A questo punto la domanda è sorta spontanea: cosa mai avrà spinto la New Line Cinema a decidere di affidare la trilogia del Signore degli Anelli a un giovanotto che fino ad allora aveva girato quasi solo film demenziali dai budget decisamente ridotti? Riguardo al Jackson pre-Lord of the Rings scoprii che, in realtà, il tarchiato regista della terra dei kiwi aveva già dimostrato di non essere proprio uno sprovveduto, avendo già vinto nel 1994 un Leone d’Argento a Venezia con il film Creature del Cielo. Terminate le mie ricerche, un po’ controvoglia e pensando di star per vedere una tragica schifezza, mi sono lanciato nella visione di Splatters – Gli schizzacervelli (Braindead):  il secondo lungometraggio di Peter Jackson. E devo dire che è stato mortalmente divertente e istruttivo. Mi ero sbagliato. Il bastardo neozelandese mi aveva smentito.

La trama di Splatters – Gli Schizzacervelli

braindead_dead_alive_posterNella spaventosa Skull Island nella zona Sud-Ovest di Sumatra (l’isola di King Kong), un ricercatore ha catturato una particolare specie di “scimmia-ratto” da portare a Wellington (Nuova Zelanda), per esporla in uno zoo. Qui Lionel, il protagonista, un classico bambinone, vive ancora a casa con la madre vedova che lo castra in ogni maniera possibile. Paquita è invece una giovane ispanica che fa la commessa nella drogheria di famiglia. Il destino unirà i due, colpiti da quell’amore idiota tipico di chi non ha mai avuto una relazione romantica e crede alle previsioni della nonna cartomante (lei) o è ancora costretto a fare i lavoretti in casa per l’anziana madre (lui).

Poi il degenero. Vera Cosgrave (la mamma del protagonista) viene morsa dalla scimmia-ratto, animaletto portatore di un misterioso morbo. Dopo un giorno e una notte di agonia, la vegliarda spira tra schizzi di sangue e pus trasformandosi, in seguito, in uno zombi. Lionel inizialmente cerca di occultare l’aggressivo cadavere ambulante  nonché tutti coloro che il corpo non-morto della mamma riesce a infettare, ma ormai è troppo tardi. Il morbo andrà espandendosi sempre più per tutta la durata del film in un delirio di zombi che fanno sesso (con conseguente nascita di un piccolo non morto), zombi ubriachi e super-zombi (o “dopati” per meglio dire). Riusciranno Paquita e Lionel a sopravvivere al morbo della scimmia-ratto e all’invasione dei morti viventi? Lo lascio scoprire a voi…

Uno splatter comico-demenziale

SplattersGli Schizzacervelli è un brillante esperimento di Jackson che decise di rivisitare in chiave comico-demenziale il genere splatter, divertendosi a shoccare lo spettatore con immagini truculente e gore quanto una testa umana macinata in un frullatore.

zombi kissAl dì là degli oltre 500 litri di sangue finto usati durante le riprese, della recitazione divertente (anche se quasi amatoriale) dei protagonisti e di una colonna sonora poco più che improvvisata (a tratti sembra di ascoltare i commenti sonori di Sentieri), Splatters  è un film strepitosamente comico e interessante. Interessante perché lo spettatore ha modo di osservare come l’abilità con la telecamera di Jackson, unita a un po’ di ingegno, effetti speciali a basso costo e una sceneggiatura che alterna picchi di banalità e di puro genio possano amalgamarsi alla perfezione per dare vita una “piccola perla idiota del gore”. Comico per dialoghi, situazioni paradossali e personaggi clamorosi come lo zio Lance (il fratello di mamma-zombi).

Le lacune e i difetti fisiologici di questo simpatico “splatterone” sono ampiamente compensati da una fotografia curata, dall’evoluzione dei personaggi (soprattutto quella di Lionel) e da dialoghi talmente “terra a terra” da colpire per l’originalità.

Braindead è la testimonianza di come un giovane regista possa esprimersi in modo efficace e ironico nonostante la pochezza dei mezzi a propria disposizione, trattando uno degli argomenti più quotati dai nerd di ogni generazione: lo zombi mangiauomini. All’interno del film non manca inoltre un vasto campionario di citazioni illustri con richiami a Raimi, Carpenter e persino a E.T di Spielberg.

brain-dead-dead-alive_4Questa orgia di sangue, pus, spellamenti, battute tanto idiote quanto divertenti vive idealmente per il suo climax finale, con un Lionel trasfigurato in un novello Ash de La Casa, che respinge l’ultima orda di zombi tranciando arti e mozzando teste con un tosaerba a tracolla, mentre la non-troppo-donzella-in-pericolo Paquita li trita nel frullatore.

Da dimenticare il doppiaggio italiano, che aggiunge irresponsabilmente battute demenziali ai dialoghi: gli zombie vengono fatti parlare, quando, in realtà, nella versione originale emettono solo versi e suoni gutturali (anche se, lo devo ammettere, alcune “battute aggiunte” sono davvero gustose. Il prete che combatte un gruppo di zombi trasformato dal doppiaggio nel “Ninja di Dio” è epico).

In conclusione, anche dietro a quelli che posso sembrare dei banali B-Movie espressioni del trash più assoluto, possono celarsi delle piccola gioie e un’ora e mezza di ottimo intrattenimento come nel caso di Splatters – Gli schizzacervelli. (Anche se Jackson avrebbe dovuto recepire meglio la lezione di George Romero: lo zombie non corre! A buon intenditor…).

Curiosità su Braindead: attenti alle scimmie-ratto!

Peter Jackson è sempre rimasto particolarmente affezionato a questa pellicola. Infatti nel suo King Kong del 2005, all’interno della stiva della nave che trasporta gli animali trafugati dall’isola, è possibile scorgere una piccola gabbia con la scritta «Sumatran Rat Monkey – Beware the bite» (Scimmia Ratto di Sumatra – Attenti al morso).

Guarda Braindead (Splatters – Gli Schizzacervelli): film completo in lingua originale

Non siete curiosi di scoprire la vena di idiozia sanguinolenta del regista de Lo Hobbit ? Vincete la battaglia contro la vocina spocchiosa nel vostro cervello che vi dice di non farlo e vi assicuro che non ve ne pentirete. E poi c’è pure su YouTube! Buona visione e… attenti alle scimmie-ratto!

Splatters – Gli Schizzacervelli, gli zombi di Peter Jackson ultima modifica: 2014-12-18T21:52:20+00:00 da Marco Piva