Si parla molto di energia verde a basso costo, ma troppo spesso soltanto in chiave futura. Già oggi esistono aziende che la producono, anche in grandi quantità. Una in particolare merita attenzione: si chiama Bloom Energy. Il suo segreto? Saper generare aria… Su Marte!

Il tema dell’energia verde è sempre più caldo. Ma dai pannelli solari alle cosiddette biomasse, fintamente ecologiche, il panorama nazionale odierno sembra desolante. Mentre al largo delle coste olandesi c’è chi veleggia tra i pali del più grande parco eolico off-shore del mondo, in Italia una nota azienda di fornitura elettrica ci propone un “innovativo” condizionatore a basso consumo. State tranquilli, “pensano a tutto loro“!

Sempre in Italia si costruiscono centrali elettriche al costo di circa settanta milioni di euro l’una. A pensarci bene non è tanto, basta una vincita decente al Superenalotto e ne puoi avere una “tutta tua”, come vorrebbe la versione dell’Onorevole Razzi interpretata da Maurizio Crozza. Peccato che le suddette centrali siano ancora a combustione. Possono raccontarci che le emissioni sono a zero, che producono solo energia e aria pulita, ma nella maggior parte dei casi bruciano qualcosa, ricalcando una tecnologia vecchia di centinaia di anni.

Non mi do per vinto. In futuro oltre a noi e ai nostri figli vivranno altri miliardi di persone. La popolazione mondiale non fa che aumentare e il consumo di elettricità aumenta con essa. Quanto costerebbe rendere il nostro paese indipendente a livello energetico, utilizzando solo energia verde?

Proviamo col fotovoltaico. Alcuni esperti, da me interpellati sull’argomento, dicono che sarebbe una scelta pessima. Bassissima efficienza e rendimento medio, se non ottimale, del 30%, cifra ridicola per una fonte energetica. Ma io ci credo lo stesso. Dati alla mano (da www.terna.it), l’Italia consuma annualmente circa 300.000 GWh. Ipotizziamo di usare celle fotovoltaiche da 3 kW, buone ma non ottimali, visto che da noi il top di gamma non lo si sceglie mai. Tralasciando moltissimi dati come le condizioni meteo, le dispersioni e innumerevoli altre spese, i calcoli di Wolfram Alpha dicono che per l’indipendenza energetica servirebbero 1.141 per 10 alla settima impianti. Stimando un prezzo di circa diecimila euro a impianto, il costo diventa non sostenibile, sopratutto nell’economia odierna. Fine di ogni speranza? Forse no.

Cercando online sono incappato in un’azienda statunitense, figlia di un ex dipendente della NASA, il Dr. K.R. Sridhar. All’alba del terzo millennio, Sridhar era a capo di uno di quei progetti “semplici” che piacciono tanto ai nerd e agli sceneggiatori dei film di fantascienza: creare ossigeno e idrogeno dentro una stazione spaziale su Marte. Il risultato delle ricerche è una macchina alimentata da energia solare (ma tu guarda il caso) in grado di generare elettricità per le attrezzature, e ovviamente aria respirabile. Non finisce qui. Dopo aver creato questa meraviglia tecnologica, Sridhar e il suo team hanno avuto la brillante idea di usare la stessa macchina, montata al contrario, sulla Terra. Risultato: Bloom Energy, ovvero energia dall’aria. L’azienda produce i cosiddetti Energy Server, cioè box delle dimensioni di un cassonetto della spazzatura, capaci di produrre energia senza combustione né emissioni.

energia pulita

Si tratta di vere e proprie centrali elettriche in miniatura, che sfruttano celle a combustibile (fuel cell) a ossidanti solidi. Rispetto alle classiche celle a combustibile a idrogeno, che richiedono l’utilizzo di materie prime molto costose, quelle sviluppate da Bloom Energy utilizzano una tavoletta di ceramica rivestita da particolari inchiostri. La reazione chimica tra ossigeno, vapore acqueo, gas naturale o bio gas per produrre energia elettrica è attivata dall’elevato calore a cui va mantenuta la cella. Calore ottenuto come scarto dalla reazione stessa, insieme a CO2.

Se non credete a me e neanche al Dr. Sridhar che l’ha creata, potete credere alla FedEx o ad Adobe o ancora Google, Nokia, Apple e la stessa NASA. Pare che tutti loro si servano di questa tecnologia. Solo i grandi? Si, per ora, perché gli Energy Server producono troppa energia. Capite? Troppa.

L’energia prodotta da questi server può alimentare circa 160 case familiari, quindi per il momento possono goderne solo grandi aziende che usano enormi quantitativi di energia. Noi mortali dobbiamo aspettare che vengano creati server più piccoli, o che qualcuno con forte potere decisionale ed economico organizzi acquisti sensati. Sarebbe interessante se ogni comune o regione in Italia si dotasse di alcuni di questi graziosi oggetti, non dico per soddisfare tutto il fabbisogno energetico dello Stato, ma almeno una parte, anche piccola.

Le tecnologie per creare e immagazzinare energia pulita a emissioni zero esistono, il problema è la volontà di utilizzarle. Per chi crede che il petrolio durerà ancora a lungo, ho una piccola informazione. Poco lontano da Dubai (luogo dove la disponibilità economica e di greggio non è un problema) stanno costruendo Masdar, la prima città chiamata a impatto zero e totalmente alimentata da energia verde, dove i nuovi progetti vanno a testare la propria efficienza. Come fosse un mega-laboratorio.

Se la costruiscono là, dove il petrolio abbonda, forse è il caso di farsi due domande. E magari trovare anche le risposte.

Energia verde per il futuro e per il presente ultima modifica: 2015-07-24T12:50:58+00:00 da Andrea Romani