Se vi piacciono i pirati, le ambientazioni marinaresche e soprattutto se anche la vostra infanzia è stata segnata dal capolavoro per ragazzi “L’Isola del Tesoro” di R.L. Stevenson, Black Sails è decisamente la serie che fa per voi. E anche se così non fosse, vi piacerà lo stesso.

Nonostante il genere piratesco sia, nell’immaginario collettivo, molto interessante, in quanto basato su eventi realmente esistiti (e che continuano a esistere) e caratterizzato da storie ricche di avventura e azione, esso ha avuto poca luce nella scena cinematografica degli ultimi trent’anni. Le responsabilità del misfatto le ha una pellicola del 1995 di nome Corsari che, visto lo scarsissimo successo (il film è noto principalmente per il grande flop al botteghino, che portò a una perdita di quasi 150 milioni di dollari), ha messo in discussione tutto il genere, tacciato irrimediabilmente come privo di appeal. Infatti, se si esclude la saga de I Pirati dei Caraibi, trilogia seconda a guadagni solo al Signore Degli Anelli, ma che faticò a partire proprio a causa del suo non proprio illustre antenato, solo Hook – Capitan Uncino, è riuscito a dedicare una parte centrale ai banditi del mare: mentre si deve risalire a “Pirati” di Roman Polanski del 1986 per trovare un intero lungometraggio con dei bucanieri come protagonisti.

Black-Sails-A-Starz-Original-Series-image-black-sails-a-starz-original-series-36129778-1800-1200-300x200Lo stesso discorso si può fare per il piccolo schermo: in generale non sono mai stati prodotti spettacoli esclusivamente sui pirati, ma prevalentemente solo sceneggiati o film per la televisione sulla scorta de “L’Isola del Tesoro“. Per non venir meno alla tradizione, anche Black Sails si affida allo stesso soggetto, ma in forma più originale: le vicende narrate nella serie si svolgono circa vent’anni prima delle ambientazioni del libro, diventandone quindi un specie di prequel.

Di conseguenza, la trama vede come protagonista un giovanissimo Long John Silver, protagonista del romanzo di Stevenson, prima di uscire sconfitto (e con una gamba in meno) dallo scontro con “l’immortale Hawk“, che fa conoscenza con il famigerato Capitano Flint (Toby Stephens, che ha interpretato Gustav Graves in “007 La Morte Può Attendere“), il quale è in cerca di un tesoro in un galeone spagnolo. Questa idea è opera di Starz, l’emittente americana via cavo che ha deciso così di continuare il filone delle sue serie “storiche” dopo il successo di Spartacus e Da Vinci’s Demons, producendo lo spettacolo come original programme.

La prima stagione (che in Italia viene trasmessa da AXN dal 22 settembre e recentemente terminata dopo otto episodi) è caratterizzata da una regia molto frizzante che per le parti d’azione (supervisionate dal produttore esecutivo Michael Bay) si affida a Neil Marshall (Game of Thrones) e per il resto a Sam Miller (“Luther“); invece la sceneggiatura è curata principalmente dai due creatori Jonathan E. Steinberg (“Jericho“) e Robert Levine insieme ad altri scrittori già attivi nel settore (House, Tru Calling, Numb3rs, Battlestar Galactica, Monk): il risultato è buono, la narrazione ha un ritmo deciso e i personaggi sono molto più profondi di quello che possa sembrare.

Starz ripropone, come in altri suoi prodotti più noti, il particolare di mescolare personaggi fittizi e storici: troviamo, dunque, pirati realmente esistiti come Charles Vane, Jack Rackham e Anne Bonny. Nonostante si possa pensare che il protagonista sia Long John Silver, in realtà il protagonismo è corale, perché ogni ruolo è di uguale importanza al fine della narrazione, in pieno stile Lost. I punti di forza di Black Sails sono anche la bellissima fotografia, gli esterni impeccabili, le musiche e il giusto mix tra azione, violenza e sesso che solo Starz può offrire. Ultima, ma non meno importante, la sigla d’apertura dei titoli di testa: si tratta di una vera e propria opera d’arte digitale con rappresentazioni gotiche e rococò, creata da Michelle Dougherty e Karin Fong.

Concludendo, Black Sails ha tutti i requisiti per diventare una serie di riferimento e per rivitalizzare un genere che è stato ingiustamente accantonato in televisione: basti pensare che la serie è stata rinnovata per la seconda stagione circa sei mesi prima del lancio dell’episodio pilota, e anche per una terza stagione ancora prima che si mandi in onda la seconda a gennaio del 2015. Insomma, una serie televisiva che vale tutti i pezzi da otto in circolazione nei sette mari.

Black Sails: un arrembaggio riuscito con successo ultima modifica: 2014-12-08T20:34:02+00:00 da Jacopo Troise