Non si può giudicare un libro dalla copertina? Beh, noi l’abbiamo fatto e vi diciamo perché, tanto per non usare  frasi fatte, l’allievo potrebbe superare il maestro (o potrebbe averlo già fatto). Popolo delle serie tv, ecco Better Call Saul! Lo manda Breaking Bad.

 

Di Breaking Bad si è parlato (e si parlerà ancora) ampiamente, lo si è fatto anche sulle nostre pagine. A Vince Gilligan, creatore di BB, dobbiamo probabilmente questa seconda (?) giovinezza del format seriale, visto che l’innalzamento del livello qualitativo di questo genere di intrattenimento dato dalla serie che narra le vicende di Walter White & co. ha stimolato molti altri a confezionare molti altri validi prodotti: Utopia, True Detective e House Of Cards su tutte, ma non solo). I milioni di spettatori entusiasti, dopo la fine della quinta stagione, non hanno potuto guardare altro per mesi per non rovinare la meraviglia che ancora occupava prepotentemente il retro dei loro bulbi oculari. La domanda è una sola, dunque: si può fare meglio di Breaking Bad? La risposta è la seguente: potrebbe essere già successo o star succedendo in questo esatto momento.

Lo dovrebbe sapere anche vostra nonna, ma meglio specificare: ieri e oggi, al di là dell’Atlantico, sono andate in onda le prime due puntate di Better Call Saul, lo spinoff (che ha già superato ogni record di ascolti per quanto riguarda le tv via cavo) legato all’azzeccagarbugli di Breaking Bad impegnato a risolvere (e creare) problemi a Walter e Jesse, almeno nella serie madre. Una dark comedy, con episodi da 50 minuti circa, creata dagli stessi autori e che vede come protagonista Bob Oderkirk, che ricopre nuovamente i panni di Saul Goodman.

Se in questo momento il vostro cervello ha collegato la parola “spinoff” al concetto di “second’ordine”, beh, vi state sbagliando di grosso. La premessa è una e doverosa: la serie può essere guardata anche se non si sa cosa diavolo sia Breaking Bad (benvenuto, marziano!!). Ovvio, per te, amico verde con le antennine, sarà una serie completamente diversa rispetto a chi compirà un tuffo nel passato nel rivedere, per esempio, Mike e Tuco, o nel ritrovare i tanto amati paesaggi del New Mexico; ma non ti scoraggiare (o alieno), la serie è così forte da reggersi in piedi da sé.

Innanzitutto sembra essere più matura: non che Breaking Bad non lo fosse, giammai, ma nasceva in un periodo di piattume televisivo senza pari, che significa concorrenza pari a zero. Oggi invece non passa giorno senza che il pilota di una nuova serie finisca nei server di EZTV e, come già detto, una discreta parte di questiprodotti sono anche di qualità. Ovvio che i ritmi non potessero essere gli stessi, inizialmente molto lenti, dell’avo. E allora ecco che abbiamo, sin da subito, del mistero e, soprattutto, sul finale del primo episodio, un abbozzo di cliffhanger, che vi lascerà sbalorditi.

TucoVero, potremmo inizialmente avere una sensazione di dejá vu, vista la storia del “debole” oppresso dalla società e dal posto di lavoro, ma non temete: il peso di un antenato importante è già ben scrollato dalle spalle di James McGill (questo il primo e vero nome del nostro Saul) e infatti, sin dal primo episodio e ancor di più nel secondo, Vince Gilligan sembra aver preso la strada delle tante storie, usando Goodman sì come protagonista, ma anche come “scusa”. Un’ottima scusa per portarci a scoprire la storia di personaggi già noti come Tuco, il “nemico” delle prime stagioni di Breaking Bad, o di Mike, uno dei personaggi più apprezzati della serie madre, ma anche storie nuove, come quella di Chuck e della sua malattia (che sembra essere molto strana e intrigante, come il suo ruolo nella vita di James/Saul, non ancora chiarissimo).

Siamo sicuri che il pennello di Gilligan sarà guidato dalla mano ferma che ci ha lasciati già a bocca aperta per 5 stagioni, regalandoci così una dark comedy di livello superiore (un bel campo per proporre un qualcosa di superlativo). Vero, due episodi sono pochi, ma sono due episodi così perfetti nei loro piccoli dettagli (che lasciamo scoprire ai vostri occhi attenti) e già così “intrippanti” rispetto ai primi di Breaking Bad, che siamo davvero portati a pensare che, sì, forse l’allievo potrà battere il maestro. Popolo smanioso e compulsivo-ossessivo delle serie tv: preparatevi a nuove notti insonni: Better Call Saul è finalmente arrivato!

Better Call Saul è meglio di Breaking Bad ultima modifica: 2015-02-10T20:35:18+00:00 da Tommaso Naccari