Il disco di questa puntata di Lost and Found Albums è Continuum, di John Mayer, cantautore americano celebre per essere stato fidanzato con donne famosissime, fare facce buffe durante l’esecuzione delle sue canzoni… E suonare divinamente.

 

Jennifer Love Hewitt, Jennifer Aniston, Taylor Swift, ma soprattutto Katy Perry. Cos’hanno in comune, a parte essere esemplari di spicco del genere femmina. Sono tutte uscite con John Mayer, il cantautore americano di cui parliamo questa settimana. Mischiare gossip e musica è una pratica che mi ferisce enormemente, ma davanti a un curriculum del genere, non è facile rimanere indifferenti. Mea culpa.

Katy-Perry-John-Mayer-amore

In Italia, Mayer è noto più che altro per essere stato preso in giro nel filmone “Amici di letto” e poi ridicolizzato da Justin Timberlake, che in diretta tv si è divertito a imitare la sua esagerata mimica facciale durante le esibizioni. Va detto, i due si conoscono e si stimano, John non ha un gran senso dell’umorismo ma non se l’è presa particolarmente.

Al di là di apparire sui giornaletti di gossip patinato, John Mayer nella vita farebbe anche il musicista. E che musicista. È uno dei chitarristi più stimati del mondo, ha inciso 6 dischi ottenendo grande successo di pubblico e critica. Riascoltiamoci il suo terzo album, Continuum, uscito nel 2006. Se si parlasse di svolta pop di un artista, non ci sarebbe niente di strano. Ma quando ci si trova di fronte a una svolta blues (e soul) partita dal pop, c’è la notizia. Il cane morde l’uomo.

Quando dico pop, intendo pop. Quello da top ten della settimana. Mayer, nei primi anni 2000,è il tipico ragazzetto belloccio armato di chitarra e voce suadente che vende tantissimo in America. Vince pure due Grammy, di cui uno per la canzone dell’anno, “Daughters”, battendo Alicia Keys e Kanye West. Ma non attecchisce in Europa, dove per un certo tipo di musica si tende a preferire prodotti nostrani. Ad esempio, in Italia abbiamo già Nek, cosa ce ne facciamo di un altro come lui?

Con tutto il rispetto per Nek, oggi possiamo dire che il nativo del Connecticut si trova su un livello molto più alto, almeno sotto l’aspetto puramente musicale. Lo diciamo senza troppo timore di essere smentiti. E se mi chiedete una prova di questa affermazione, sarebbe sicuramente Continuum, un disco partorito dopo un anno di collaborazioni e incisioni con artisti straordinari, come B.B. King, Herbie Hancock, Eric Clapton. Tra musicisti e donne, è chiaro che il ragazzo ha buon gusto.

L’album incorpora un sound pop abbastanza generico, semplice da ascoltare, con elementi di blues, soul, funky. Le ragazzine di 12 anni che andrebbero a vedere TRL, se esistesse ancora, trovano un terreno comune con vecchi bluesmen over 50. Magari non sarà il disco preferito né di uno né dell’altro tipo di ascoltatori, ma il loro potenziale gradimento non può essere messo in discussione.

john mayer musicistaCome non può essere messa in discussione la capacità di John Mayer di far suonare la sua chitarra. L’esempio principale è “Gravity” (traccia 4), un fantastico pezzo intriso di cara vecchia malinconia blues, con una batteria appena accennata, una voce sofferta, lo splendido stampo del suono della chitarra elettrica di Mayer, un finale da brividi, impreziosito dall’intensità dei cori gospel. Sentirla dal vivo, nella versione molto prolungata in cui viene proposta di solito, dev’essere un’esperienza non banale. Se vi piace la versione “studio”, vi consiglio vivamente di cercarla su Youtube.

Ma nel disco non c’è solo questo tipo di canzoni. L’apertura “Waiting on the World to Change”, per altro dotata di un testo impegnato che chiede ai giovani di reagire alle ingiustizie del mondo, ha lei pure un assolo pregevole, ma a differenza di Gravity ha un tiro molto più forte, più giocoso, con spruzzate di blues e funk. Così come “Belief” (traccia 3), in cui Steve Jordan, leggendario batterista newyorkese di Eric Clapton assoldato per Continuum, fa sentire la sua ingombrante presenza. Per alcuni, basterebbe spendere il suo nome per rendere interessante questo ascolto. Altra dimostrazione dell’intento di John Mayer.

Troviamo pezzi più soft come “The Heart of Life” e “Stop This Train” (traccia 5 e 7), jam più cariche come la fantastica “In Repair” (traccia 12), fino a canzoni più pop come “I Don’t Trust Myself with Loving You” e “Vultures” (traccia 2 e 5), dove John Mayer ricorda a tutti la sua particolare vocalità, dalle note più basse fino al falsetto che tanto piace alle sue fan.

Nella mia immaginazione, Continuum è un disco in grado di sospendere il dibattito senza fine tra chi preferisce il pop da classifica e chi sostiene la musica d’autore. Facciamo pace, ascoltiamoci John Mayer.

Il Continuum donne-musicale di John Mayer ultima modifica: 2014-05-09T17:55:02+00:00 da Mattia Cutrone