Ali Farka Touré, il cantautore, polistrumentista e bluesman maliano che a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 ha ricostruito un ponte simbolico tra la musica dell’Africa occidentale e la sua pronipote americana. Bouzouki – Suoni Raminghi vi porta alla scoperta del John Lee Hooker africano.

 

Nel 1912 William Christopher Handy pubblicava “Memphis Blues” la prima canzone blues della storia, nonché fonte d’ispirazione per la creazione del foxtrot, la danza che qui in Italia chiamarono “ballo volpino”.

Ma come ogni musicofilo sa, il blues non nasce nel 1912 e non si può certo considerare interamente espressione della cultura americana, bensì un’evoluzione della musica tradizionale africana, prima trasportata nelle navi negriere dagli schiavi e poi tramandata e modificata negli sterminati latifondi degli stati del Sud, dai figli dei figli di coloro che attraversarono l’oceano.

Proprio per questo motivo non vi parlerò del delta blues e degli spirituals americani ma di Ali Farka Touré, cantautore, polistrumentista, bluesman maliano, che a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 ha ricostruito un ponte simbolico tra la musica dell’Africa occidentale e la sua pronipote americana.

 “La prima volta che ascoltai la musica di John Lee Hooker pensai: non capisco. Da dove hanno preso questa cultura? È qualcosa che appartiene a noi”.

Così recita Touré in Feel Like Going Home, film incentrato sul blues girato da Martin Scorsese, e sebbene questa inizialmente possa sembrare un’affermazione esagerata, dopo aver ascoltato e riascoltato l’intera discografia, non posso che concordare con il regista di Taxi Driver quando definisce la musica dell’artista maliano, il DNA del blues.

Fin dai suoi primi lavori è possibile notare come il suo particolare stile chitarristico, in cui risaltano il finger picking (Ali suona sempre e solo con le dita) e le legature, si sposi eccezionalmente sia con la musica tradizionale che con il blues. Questa sua caratteristica stilistica ha reso la sua musica iconica e riconoscibile e gli ha permesso di entrare nella classifica dei cento migliori chitarristi di sempre stilata dalla famosa rivista Rolling Stone, oltre ad aver influenzato sensibilmente le nuove generazioni di chitarristi africani, tra cui suo figlio Vieux, i Tinariwen e il giovane Bombino.

Dopo più di quindici anni di attività, la svolta nella carriera di Ali Farka Touré avvenne nel 1994 quando il chitarrista americano Ry Cooder, che ha fatto della ricerca della musica delle nostre radici una vera e propria missione, mise insieme un gruppo di musicisti per affiancare Touré nella creazione di album che potesse unire lo stile di Farka a quello dello stesso Cooder, di stampo americano, in cui spicca l’utilizzo dello slider. Il risultato fu Talking Timbuktu, album che vinse il Grammy Award come miglior album di world music.

Ma è sul finire della sua carriera che Ali ci ha regalato le sue perle più pure: In The Heart of the Moon, che gli valse il secondo Grammy, e Savane, un album pubblicato postumo.

In The Heart of the Moon, realizzato in coppia con Toumani Diabaté, è un elogio alla musica folk dell’inland delta del fiume Niger. La struttura circolare dei brani realizzata dall’accompagnamento di Touré alla chitarra, consente a Diabaté, suonatore di kora (strumento tradizionale dal suono simile a un’arpa), di dare vita a melodie trasportanti e assoli virtuosistici.

Savane, stando a ciò che ne disse lo stesso Touré è “il mio album migliore. Il più potente e il più diversificato”. In questo album viene raggiunta la perfezione. I giri di chitarra rimangono ipnotici e vengono accompagnati dalla kora di Diabaté, dal sax, dalle percussioni tipiche della zona, ma soprattutto dal “monocordo” (simile a un violino ma dal suono esotico), primo strumento mai suonato dal bluesman. In queste tredici tracce la fusione è completata e almeno per un’ora non esiste più differenza fra il blues del Mississippi e la musica tradizionale maliana, esiste solo lui: Ali Farka Touré.

Ali Farka Touré: le radici africane del blues ultima modifica: 2014-12-18T11:25:50+00:00 da Yorgos Papanicolaou