È arrivato in ritardo il grande caldo: il condizionatore è rotto, l’afa è insopportabile e vorreste solo trasferirvi in Antartide. Che fare? Riparate il condizionatore o fatevi crescere le gobbe! In natura c’è chi ha sviluppato sistemi eccellenti per far fronte al caldo torrido: ecco alcuni efficacissimi adattamenti al caldo nel mondo animale.

Ogni estate, viene il momento di attrezzarsi per affrontare temperature da record e sfoggiare tutti i possibili adattamenti al caldo: ci armiamo di ventilatori, consumiamo vaschette di gelato grandi come portaerei e bramiamo l’ombra come se fosse l’anima gemella. Tuttavia il problema del caldo non è esclusivo del genere umano: anche gli animali hanno bisogno di dissipare il calore in eccesso, soprattutto quelli che si sono adattati a vivere in habitat incandescenti.

Cammelli, ratti, elefanti: i migliori adattamenti al caldo

cammello

L’uomo, come tutti i mammiferi, si definisce endotermo, ovvero capace di produrre calore per regolare la propria temperatura corporea. Sono endotermi anche i cammelli, della famiglia appunto dei Camelidi, che riescono a sopportare temperature fino a 60 gradi di giorno e vicine allo zero di notte. Quest’incredibile tolleranza dipende da alcune strutture isolanti: sono provvisti, come è noto, di un denso pelame e delle due celeberrime gobbe. Quest’ultime fungono da isolante termico in protezione dalle radiazioni solari dirette a cui sono esposti quotidianamente. Inoltre, per limitare ulteriormente la perdita di acqua, attuano attraverso il naso un sistema di scambio in controcorrente: le grandi narici si raffreddano cedendo calore all’aria inspirata; creandosi contrasto col l’aria calda espirata, riassorbono piccole gocce d’acqua.

Inoltre la famosa espressione “bere come un cammello” non è affatto casuale, e rappresenta uno dei migliori adattamenti al caldo: i cammelli, infatti, possono bere sino a 200 litri d’acqua in tre minuti senza esplodere o subire uno shock, cosa che avverrebbe con altri animali. Tutto ciò è reso possibile da speciali globuli rossi di forma ovoidale anziché tonda, molto più piccoli e resistenti, che permettono la circolazione sanguigna anche in casi di grande viscosità. Tali globuli inoltre sono gli unici nella classe dei vertebrati ad avere ancora il nucleo.

ratto del deserto

Anche il ratto del deserto (detto anche ratto canguro, Dipodomys deserti) applica questo sistema, ma soprattutto è in grado di ridurre al minimo le perdite d’acqua eliminando feci molto secche e un’urina molto concentrata.

elefante

Un altro caso affascinante è rappresentato dai pipistrelli, i quali per dissipare il calore in eccesso sfruttano la notevole superficie delle ali, facendo affluire più sangue nelle membrane alari, che si raffreddano a contatto con l’aria. In pratica, aumentano la quantità di sangue raffreddato. Lo stesso meccanismo è utilizzato dagli elefanti, che attraverso il movimento delle orecchie non potranno certo librarsi in aria come Dumbo, ma sono comunque capaci di dissipare quasi il 100% del calore in eccesso!

Un’ultima semplice strategia per rimuovere calore e diminuire la temperatura interna è rappresentata dalla sudorazione, ma non tutti gli animali sono provvisti di ghiandole sudoripare: i roditori, non potendo sudare, si rinfrescano spargendo la saliva sugli arti, sulla coda e sul torace.

Esistono però anche organismi la cui temperatura dipende da quella esterna poiché il calore metabolico che producono è trascurabile: sono gli organismi ectotermi. Questi animali hanno un massimo termico critico: al di sopra di una certa temperatura la sopravvivenza diviene impossibile. Ne sono esempi rettili e pesci.

iguana

Per evitare il surriscaldamento l’iguana del deserto (Dipsosaurus dorsalis), aumenta la frequenza respiratoria. Questo fenomeno, definito polipnea, permette di cedere all’ambiente una grande quantità di calore, raffreddando così il proprio corpo. Il vantaggio di questo metodo consiste nell’ingente risparmio di sali minerali, che vengono trattenuti in quanto l’aria esalata è pura. Lo svantaggio è che lo sforzo muscolare per eliminare una certa quantità di acqua richiede molta energia, maggiore ad esempio di quella richiesta per la sudorazione.

Questa è una breve panoramica sulle potenzialità di adattamento nel magico mondo animale. Dal canto nostro, non possiamo invece che continuare a contare su chili di angurie, litri di crema solare e una decina di docce gelate al giorno. Buona tarda estate a tutti e arrivederci con i migliori adattamenti al freddo!

[Alessio Rocco e Filippo Schiavone]

Come resistere al caldo e vivere felici ultima modifica: 2014-09-04T19:41:19+00:00 da Alessio Rocco