#i9diYURY, il format più ilare di tutto il web – almeno così dicono – si pregia, con questo quinto capitolo, di una nuova penna rosa: quella acuta e satirica di Francesca Benelli. Estate. Mare. Perché fossilizzarsi sul mugugno locale contro i bambini che tirano la sabbia e verso i costumi demodé? Va bene, non tutti amano la spiaggia, anzi, c’è chi si annoia pure. Ma è altrettanto vero che per vincere il tedio più soporifero basterà leggere chi sono gli ultimi  9 tipi umani protagonisti di questa speciale classifica.

 

Spesso viene associato il mare a un posto rilassante e io non ne ho mai capito il motivo. Sono chiara di carnagione quindi non mi abbronzo mai, al massimo divento rossa. Fa troppo caldo per poter dormire e se mi siedo a leggere mi trovo tutta la pancia sudacchiata con quel scivolosissimo mix tra crema e fluido corporeo che (oh mio dio) ti spinge immediatamente in acqua.

Life-at-the-beachE per fare quella che al mare ci sa stare, reprimendo l’istinto di implorare gli amici addormentati o sonnacchiosi di portarmi via piangendo e chiedendo di essere presa in braccio, mi piazzo silenziosa sul bagnasciuga, dal quale però ho potuto fare lunghissime riflessioni da cinque secondi l’una sui vari tipi da spiaggia, sino a poterli racchiudere in nove categorie che ora voglio assolutamente condividere, perché se mi sono annoiata io lo dovete fare tutti:

1) Madri apprensive vs madri moderne: la madre apprensiva è quella che guarda il figlio in ogni sua azione e se potesse gli legherebbe un fumogeno al laccetto del costumino billabong cosicché, dovesse mai sparire dalla cresta degli scogli, saprebbe sempre e comunque la sua posizione. La madre moderna si scoccia perché il figlio non vuole fare il bagno o non va a giocare con gli amichetti e se questo gattonando non riesce bene a correre sulla spiaggia come gli altri.

2) L’economista in vacanza: l’economista è una categoria discendente generalmente dal Nord, ma pur portando tutti i tratti marcatamente italici, non abbandona il suo aplomb e accento tipici milanesotti con cui a gambe larghe e braccia conserte, tiene lezioni di new economy, facendo un sommario processo alla gestione del Paese dall’82 a oggi, ignorando gli sguardi allarmati e in cerca di vie di fuga del suo auditorium.

3) Il supersportivo: è quello che dopo aver corso due o tre volte lungo il bagnasciuga, raccoglie occhialini e posa gli aggeggi elettronici alla moglie (che chiameremo Magda) partendo a nuoto per lanciarsi in tutti gli stili conosciuti con aria di chi debba conquistare le Americhe, verso la boa e oltre. Quello che quando non riemerge ancora dopo una ventina di minuti ti giri per controllare lo stato di preoccupazione della consorte, che è ancora nella stessa posizione statica di prima, per cui ti rilassi e capisci che puoi tornare a concentrarti sulle pulci di mare.

4) Il catatonico: è il tipo che riesce a brasarsi da un lato e poi da un altro, ritmando i tempi di cottura grazie a cuffiette auricolari, calcolando probabilmente una ventina di canzoni per lato (quando esistevano i Walkman doveva essere più semplice, credo) e riuscendo a non aprire mai gli occhi.

5) L’ascoltatore dell’economista in vacanza: è quello capitato lì per caso, che manco ci voleva venire, lui, alla spiaggia. Voleva stare sul divano con moglie e figli fuori dalle scatole per un giorno, ma poi niente, si sentiva in colpa e così li ha accompagnati lo stesso. E tac. Un attimo di distrazione e l’economo vicino d’ombrellone ecco lì che lo cattura. Sudori freddi e tentativo di scavare una buca con i piedi abbastanza grande da contenere l’economo, sua moglie, la propria e tutti i bambini del circondario.

6) Il lettore assorto: è la categoria che invidio di più. Quel libro di Stephen King sembra assorbirlo così tanto che non c’è sabbia negli occhi che tenga, frisbee o pallonata in grado di distrarlo. Ha gli occhi attaccati sopra il Nirvana e io sto meditando di andare a chiedergli se mi volesse insegnare le tecniche di una concentrazione così profonda.

7) Gli allenatori della Nazionale: io non capisco come mai le squadre di Serie A paghino così tanto gli allenatori quando sulle spiagge di mezza Italia e soprattutto nei bar, troverebbero milioni di CT pronti a dargli risposte per ogni domanda. Si stima che anche solo la presenza di un frigobar ben fornito in panchina potrebbe stimolare la rinascita dell’italico football.

8) La coppia tubante: la coppietta è quella che non ci prova neppure ad andare al mare con gli amici, perfettamente conscia che tutta quella pelle scoperta e quel sudoricchio a null’altro li faranno pensare se non al meraviglioso momento dell’accoppiamento, momento che non è detto non avvenga nelle acque un poco più al largo o tra gli scoglietti al riparo da bambini in cerca di granchi.

9) Le balene spiaggiate: infine, the least but not the last, le signorone di una certa età che per trovare refrigerio, controllare nipoti o solo per parlottare lontano da orecchie indiscrete stazionano, chi in piedi chi spiaggiata, tutto il tempo sul bagnasciuga, con tripudi di ciccette e rotolini, con tanto di gridolini quando arriva l’onda grossa.

Ah no, quella del gridolino ero io. Forse è il momento i togliermi dalla mia spiaggiatura e raggiungere gli altri per farmi portare a casa (piangendo, of course).

I 9 tipi da spiaggia ultima modifica: 2014-07-31T21:04:47+00:00 da Francesca Benelli